Oggi parliamo di… Omayra Sánchez

Il 13 novembre 1985 ad Armero, in Colombia, vi fu la violentissima eruzione del vulcano Nevado del Ruiz, che alimentò colate laviche di straordinaria dimensione al punto da radere al suolo ben 14 centri abitati ed uccidendo più di 23mila persone.
La 13enne Omayra Sánchez, tentando inutilmente di salvare la nonna, rimase intrappolata da una colata mista di lava e fango, rimanendo in superficie solo con la testa ed il collo.
I soccorsi non riescono a liberarla, la ragazza è troppo bloccata, e l’unica soluzione sembra quella di doverle amputare le gambe. Ma nemmeno i chirurghi riescono ad accedere in quella zona così impervia e difficile da raggiungere, ed i soccorritori da una parte tentano disperatamente di liberare Omayra, dall’altra le parlano per tenerla sveglia e vigile.

Omayra parla di sè stessa, della sua famiglia, della nonna e della scuola. Ma si rende conto che per lei le speranze di salvezza sono vane, e che se le venissero amputate le gambe per la sua povera famiglia lei diventerebbe solo un peso.
E così, lentamente, cancrena e ipotermia hanno la meglio, e lei si lascia morire davanti agli occhi increduli dei soccorritori.
Solo il giorno dopo sarebbero arrivare le attrezzature che avrebbero potuto salvarla.

Esistono foto e filmati che ritraggono Omayra nelle sue ultime ore di vita.
Ma il suo esempio, l’aver dato la vita per salvare la nonna, il suo sacrificio per non diventare un peso per la famiglia, la pongono all’attenzione del mondo, ed ancora oggi il villaggio dove è morta viene visitato come luogo di pellegrinaggio. C’è addirittura chi afferma si siano compiuti dei miracoli.
I suoi occhi dolci e le sue parole mentre dice addio alla sua famiglia rimangono scolpiti in modo indelebile come massimo significato di amore e di coraggio di fronte alla morte.

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19 risposte a Oggi parliamo di… Omayra Sánchez

  1. Neogrigio ha detto:

    che storia triste!

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  2. Sono agghiaccianti queste storie… buon giorno Andrea

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  3. indianalakota ha detto:

    Nel 1985 avevo quasi la sua età,e quando risento la sua storia mi commuovo ancora! Ma la capisco

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  4. Miss E. ha detto:

    Fai bene a parlarne, serve credo a riportare tutti noi con i piedi a terra. Storia triste e densa che non conoscevo affatto…onorata di poter ricordare la piccola Omayra.

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  5. lali1605 ha detto:

    grazie per il post!

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  6. 76sanfermo ha detto:

    Nemmeno io me la ricordavo…
    Grazie

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  7. Mimì ha detto:

    mio marito è nato in quei giorni, proprio a Bogotà … sua madre se li ricorda bene quegli occhi! che cosa terribile

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ciao Mimì. Io devo essere sincero, non ricordavo questo dramma. Hanno perso la vita migliaia di persone… ci sono drammi che hanno dimensioni che nemmeno ci immaginiamo. Dove i morti si contano in “decine di migliaia”, non in “decine” e basta. Grazie per la tua testimonianza.

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