Racconto breve: “Lieto Fine”

Lieto fine

Non fu una bella idea quella di voler percorrere da sola quella deserta via del parco, specialmente per il fatto che il sole era tramontato ed i pochi lampioni potevano fare ben poco contro l’oscurità di quella notte.
Ed infatti l’aguzzino uscì di colpo da dietro un albero spaventandomi a morte. Non rimasi immobilizzata dalla paura, ma non riuscii nemmeno ad estrarre dalla borsetta lo spray al peperoncino per accecare l’aggressore. Così, essendo giovane ed atletica, mi misi a scappare. Corsi a più non posso superando siepi e panchine, con lui sempre alla costole. Alla fine inciampai su una radice e lui mi fu addosso. Con in mano un coltello mi minacciò, chiara era la sua intenzione di stuprarmi.
Mi calò i jeans ad anche gli slip, quando tuttavia io mi feci coraggio e con un calcio gli feci cadere per terra il coltello.
Lui non se ne preoccupò più di tanto, dato che la sua fisicità superava la mia, e stava avendo la meglio sul mio corpo. Ma non si accorse che, per terra vicino a dove mi aveva stesa, c’era un grosso sasso che, con velocità felina, afferrai e gli sbattei violentemente sulla tempia. Subì tremendamente il colpo, e lasciò la presa. Fui lesta a raccogliere il coltello, ed a questo punto fu lui ad essere in difficoltà, con i pantaloni abbassati che lo ostacolavano.
In preda alla paura presi un altro sasso e glielo scaraventai addosso con tutte le mie forze, riuscendo a tramortirlo. Mi rimisi a posto i vestiti pronta per una facile fuga.
Il lieto fine era alla mia portata: “Giovane donna fugge da aggressore che voleva stuprarla”.

Ma io non volevo un lieto fine.

Mia sorella era stata uccisa anni addietro durante un tentativo di stupro.
Così mi vendicai.
Con un terzo sasso maggiore dei precedenti spaccai letteralmente la testa all’aguzzino colpendolo più volte, finché sangue e materiale organico non fuoriuscirono dal suo cranio. Non contenta presi il coltello e gli infersi le ultime ferite mortali al torace ed all’addome. Per finire mi accanii sul suo basso ventre.
Raccolsi alla fine il coltello ed i sassi insanguinati e gettai il primo in un tombino ed i restanti nel laghetto del parco.
Tornai a casa, mi feci una doccia, misi in lavatrice gli abiti, e mi addormentai pensando a mia sorella.

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I miei precedenti “racconti brevi” li potete trovare qui

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16 risposte a Racconto breve: “Lieto Fine”

  1. Neogrigio ha detto:

    poi la arrestarono e buttarono la chiave, a lui invece intitolarono un’aula del parlamento. bello. anche io ho scritto altri due racconti, li pubblicherò a breve

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    • kikkakonekka ha detto:

      Hehe.
      L’idea mi è venuta pensando: “e se uno non volesse il lieto fine?”

      Io di racconti ne ho scritti parecchi, ogni tanto ne pubblico uno, potrei davvero raccoglierli in un libro. Il problema è che non so se piacciano.

      Però l’importante è che piaccia a me scriverli, innanzitutto.

      Ciao Neo.

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  2. indianalakota ha detto:

    Con il governo giusto gli stupratori verrebbero come minimo castrati nelle piazze dopo essere rimasti appesi per i coglioni per una settimana! Se dovessi mai beccarne uno non esiterei a spaccargli anch’io il cranio e senza il minimo rimorso:non sono umani,sono mostri pervertiti da eliminare

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  3. lali1605 ha detto:

    Oh ma bravo. Ammiro chi sa scrivere…bravo bravo bravo….

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  4. lamelasbacata ha detto:

    Mi piace, è cattivo al punto giusto! 😊

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