New York dalla A alla Z. Parte 3 di 5: Et-J

Etnie
Difficile per me dire chi sia l’individuo newyorkese tipico, data la straordinaria presenza di etnie differenti tra loro: caucasici, arabi, cinesi, mulatti, coloured, caraibici, latino americani… tutti fusi tra loro, seduti l’uno accanto all’altro nella metro o al ristorante, in un miscuglio di vita e colori che non può non affascinare l’occhio del turista.

Expedia
Io, scettico da sempre, mi sono fidato ciecamente di Expedia per l’organizzazione di questa vacanza: voli più alberghi (USA e Canada), a prezzi convenienti, con chiarezza di informazioni e call center molto disponibile. Non ne voglio fare pubblicità, ma solo rendere noto che questi siti davvero ti semplificano la vita se devi pianificare una vacanza di questo tipo, ed il risparmio in termini di denaro è innegabile.

Fretta
A New York la vita appare frenetica, e tutti sembrano avere fretta. La gente che ci lavora è sempre di corsa, ed anche il tempo da dedicare al pranzo appare limitato, al punto da vedere centinaia di persone mangiare un’insalata camminando, un trancio di pizza sedute in metropolitana, un hot dog in giacca e cravatta guardando l’orologio. L’amico Ben dice che questo accade perché molti hanno turni massacranti o doppi lavori per potersi permettere lo stile di vita di New York, e solo correndo come matti riducendo il tempo del pranzo possono far collimare le proprie necessità. A me sembrano dei pazzi scatenati.

Grattacieli
Grattacieli ovunque: alti, bassi, moderni, famosi (Empire State Building, Trump Towers), eccentrici, sconcertanti. Dato che a New York di nuove aree edificabili non ce ne sono, troverai spesso cantieri di ristrutturazione di vecchi grattacieli (a fini abitativi o commerciali), o vere e proprie aree dove è stato demolito l’edificio precedente per erigerne uno nuovo.

Ground Zero
Strano trovarsi .
Strano trovarsi sul luogo dove la storia si è svolta in mondovisione, cambiando la nostra esistenza in modo definitivo.
Strano leggere i nomi delle vittime, strano ascoltare il silenzio che fa a pugni con la vita caotica del World Trade Center e del centro commerciale a pochi passi.
Strano.

High-Line
Si tratta di un cosiddetto “parco lineare” realizzato nel 2009 (ed ancora oggi in fase di ampliamento) riconvertendo un tratto di una antica ferrovia sopraelevata ormai in disuso.
E’ un cammino piacevole lontano dal traffico e dallo smog, ingentilito da piante e fiori colorati, con qualche panchina per sedersi all’ombra e vedere il mondo scorrerti sotto i piedi.

Homeless
Ne ho visti parecchi, ma in proporzione ce n’erano di più a Toronto. Non importunano nessuno ed al massimo a far loro compagnia c’è una bottiglia di birra scadente e una sigaretta. Faccio notare che a NY le persone che fumano sono davvero pochissime, la maggior parte proprio gli homeless.

Intrepid Sea-Air-Space Museum
Dislocato su una portaerei lungo l’Hudson, questo museo ripercorre le tappe navali e dell’aviazione americana dell’ultimo secolo. Sono presenti anche un sottomarino (l’USS Growler), numerosi aerei da guerra da tutto il mondo, e lo Space Shuttle in carne ed ossa (si fa per dire). Inoltre numerosi percorsi interattivi con tanto di simulatore di volo 3-D, che ho avuto la malsana idea di fare con mio figlio (si entra in 2 per volta), il quale ha pilotato facendomi fare numerosi loop e giri della morte. Lui rideva, io ostentavo una fintissima compostezza.

Jet-lag
Temevo peggio, dopo un giorno eravamo tutti e tre già abituati al differente fuso orario (6 ore di differenza). E’ bastato andare a letto la prima sera alle ore 22 locali (sarebbero state le 4 in Italia), fare un bel sonno e svegliarsi la mattina dopo freschi e riposati, pronti per affrontare la ‘grande mela‘.

zero
Ground Zero (clicca per ingrandire)

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16 risposte a New York dalla A alla Z. Parte 3 di 5: Et-J

  1. Oriana ha detto:

    A NY neanche io ho avuto problemi di fuso orario… mentre le 9 ore di San Francisco mi hanno sfasato! Non tanto lì che mi alzavo alle 6 del mattino, ma tornata in Italia quando avevo fame ad orari improbabili… tipo alle 4 di notte, che poi sono le 20 in California, ovvero ora di cena!

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  2. 76sanfermo ha detto:

    Ciao, Andrea, impeccabili i tuoi report , come sempre!

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  3. Neogrigio ha detto:

    1- ma hai prenotato tutto da solo con expedia?
    2- non so perchè hai parlato di homeless e ho pensato a Bukowski, forse per la bottiglia di vino…
    3- neanche io ho sofferto il jet lag negli USA, ma l’ho sofferto molto al ritorno in italia

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    • kikkakonekka ha detto:

      Expedia: cercando un volo Italia/NY/Toronto/Italia, il prezzo più conveniente l’ho trovato tramite Expedia, perché non si trattava del solito andata/ritorno dalla stessa destinazione, e con le varie compagnie il prezzo era molto più alto. Con mio grande stupore ho trovato un prezzo assolutamente buono, circa 600 Euro a testa (esclusa la tratta NY/Canada, prenotata a parte). Non conoscevo Expedia, mi sono informato, ho chiesto in giro (anche a Oriana) e alla fine mi sono convinto.

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  4. lali1605 ha detto:

    La California mi ha sfasato… ho dovuto prendere gocce per dormire altrimenti un casino assurdo

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  5. Miss E. ha detto:

    A me il fuso orario ha dato problemi solo al ritorno…sarà stato che si facevano sentire i 10 giorni con poche ore di sonno 😉

    Strano davvero il Grand Zero…io sono stata a NY parecchi anni fa ormai, ed era ancora tutto un cantiere transennato…come dicevi tu essendo il cielo coperto da tutti quei grattacieli vedere quell’enorme buco mi ha colpito. All’epoca sui palazzi intorno c’era una sorta di murales/basso rilievo con il racconto della tragedia e i nomi e i volti dei tanti morti….c’è ancora?

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  6. La fretta! solo al pensiero della vita frenetica mi metto in ansia…..

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