La stagista

La legge 107 del 2015 (definita “La Buona Scuola”) prevede per i ragazzi del triennio superiore un monte-ore di stage (dalle 200 alle 400 ore) da impiegare presso una azienda, in virtù di una alternanza scuola/lavoro che nelle intenzioni dovrebbe servire ai ragazzi per fare un po’ di esperienza nel mondo del lavoro.

Nel mio ufficio vi è da tre settimane una giovane ragazza di 17 anni, seguita non da noi (“servizi informatici”) ma dalle colleghe dell’ufficio “rapporti con il pubblico”.
Ebbene questa ragazza, con la quale di tanto in tanto ci scambiamo due parole, ci ha confermato che il suo unico compito da svolgere riguarda confrontare le migliaia di anagrafiche aziendali presenti nel nostro database con quelle contenute in un enorme file excel prodotto dalla Camera di Commercio provinciale. Un lavoro noiosissimo, ripetitivo, snervante e praticamente infinito che lei dovrà svolgere per 8 ore al giorno per 4 settimane.
Ma secondo voi, tutto questo a cosa serve? A noi come Azienda ben poco (troverà al massimo una decina di variazioni al giorno, una goccia nel mare), a lei come studentessa ancora meno. Lo fa solo perché obbligata, perché queste 160 ore le deve fare volente o nolente, e lei ormai si è messa il cuore in pace.
Non nego che per qualche studente (magari di scuole professionali) questa esperienza “lavorativa” possa risultare maggiormente utile, ma a me vedere questa ragazza sbuffare annoiata fa girare parecchio le palle.


Ecco invece una brava stagista che non si deconcentra per nessun motivo

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37 risposte a La stagista

  1. Vittorio ha detto:

    bel lavoro di merda
    se vuoi ho scritto un file dove puoi confrontare colonne di dati ed estrarre le ricorrenze o le diversità

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  2. alemarcotti ha detto:

    😂dopo la foto non si può che ridere sul resto… È ovvio

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  3. Erik ha detto:

    in questi anni mi sono spesso stati assegnati ragazzi in “stage” e praticamente ho sempre cercato di fargli fare cose coinvolgenti e stimolanti, ovviamente esiste un programma ed un rendiconto, ma visto che è “buttato su” come tantissime cose si può fare in pochi giorni la parte noiosa e cercare di coinvolgere questi ragazzi facendogli fare cose più interessanti e con più senso.

    Ormai si lavora per lo stipendio non per accrescere il proprio interesse e conoscenze… e quindi tutto diventa secondario, lo stagista è o “una rottura di scatole” oppure qualcuno da far lavorare al posto tuo per gli aspetti più noiosi.. non una possibilità da dare e da coltivare…

    non sempre però per fortuna, l’ultimo “staggista” che mi è stato assegnato oggi è assunto con contratto a tempo indeterminato perchè durante lo stage mi aveva fortemente colpito per il suo “esser pronto” e per la sua preparazione che dopo averlo consigliato ad uno dei manager di un altro dipartimento e aver parlato con le risorse umane sono riuscito a farlo assumere. Davvero bravo.. lui intendo…

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    • kikkakonekka ha detto:

      Gli stagisti anche da noi sono di 2 tipi:
      – quelli delle scuole superiori, che ‘devono’ fare le ore programmate, e che è difficile coinvolgere pienamente perché non hanno èparticolari competenze
      – quelli post diploma o post laurea, che nella maggior parte dei casi arrivano motivati, preparati e desiderosi di mettersi in mostra
      Io stesso fui assunto dopo essere arrivato come stagista post-laurea, ma con i ragazzi, Erik, è davvero difficile. Vanno ovviamente motivati, ma alcuni arrivano con il solo intento di far passare il tempo con il cellulare sempre in mano.

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    • 76sanfermo ha detto:

      Anche tu , di certo!

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  4. ElenaRigon ha detto:

    Io penso che se una è intraprendente individua un metodo per non fare questo lavoro ‘a mano’ ma in maniera automatizzata; ammetto che forse il mio modo di vedere è un po’ di parte….

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  5. Marta ha detto:

    Io ho fatto due stage.
    Il primo facevo un “lavoro” simile a quello della ragazza nella tua azienda, mi sono ribellata chiedendo alla mia responsabile “Mi scusi, mi dice cosa imparerò da questo lavoro?” presa in contropiede mi risponde: “Scusami, ma siamo un ufficio di contabili, non posso farti fare altro perché ti darei responsabilità a fronte di una mancata esperienza, rischieresti di creare problemi.”…
    Dietro di lei in quel momento c’era il suo superiore, che mi ha guardata e mi ha fatto andare nel suo ufficio, prima cazziatone perché – ho osato ribellarmi – , poi mi ha guardata e mi ha detto che aveva già compilato tutti i documenti per la scuola, se volevo potevo stare a casa dal giorno seguente.
    In treno, verso casa ho conosciuto un notaio che era senza impiegata, o meglio porta borse, mi sono proposta di farlo io per un mese, senza retribuzione.
    Ecco, quello è stato il mio vero stage, il primo da dimenticare, nel secondo invece ho imparato il funzionamento del centralino, l’accoglienza di clienti, il supporto talvolta morale…Insomma, se nel primo ero di troppo, nel secondo ho arricchito il mio bagaglio…

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  6. 76sanfermo ha detto:

    Per la foto , ottima scelta…..
    Mi sa che l’assumono , l’assumono…..!

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  7. L’alternanza scuola-lavoro è molto controversa… Io credo che per molti ragazzini il fatto stesso di vivere da dentro le dinamiche aziendali, il dover arrivare ad un certo orario, vedere dal vivo un posto di lavoro, è già un’esperienza che, se non subito, nel tempo gli tornerà utile.

    Certo le mansioni non sono granché, credo che nella maggior parte dei casi le scuole facciano i salti mortali per poter collocare tutti, perciò ad un certo punto non importa dove, purché qualcuno li prenda…. Di conseguenza alcuni ragazzi finiscono in strutture che c’entrano poco o niente con il proprio indirizzo di studi.

    Poi, come ho letto in altri commenti, la diramazione in due gruppi: da un lato gli stagisti sfruttati, che finiscono a fare compiti noiosi e ripetitivi; dall’altro gli stagisti che si annoiano (perché o non c’è nessuno che abbia materialmente tempo di seguirli, o si mostrano inaffidabili e svogliati e non si può affidar loro alcun compito).

    Io ho fatto due stage, ma ero già sopra ai 20 anni, il primo non mi era piaciuto granché, il secondo invece molto di più, eppure sono certa che entrambi mi siano serviti molto per crescere ed aprire gli occhi sul mondo del lavoro

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    • kikkakonekka ha detto:

      Non è facile per le scuole organizzare gli stage per i ragazzi, specialmente per quelle scuole più ‘generiche’ (tipo licei). Più semplice forse per scuole professionali o istituti tecnici, dove i ragazzi tendono ad ‘assaggiare’ già sul campo nozioni applicabili al mondo lavorativo. Come dicevo in un altro commento, io ho fatto uno stage post-laurea che mi ha fatto trovare lavoro al primo colpo, per cui non posso che essere favorevole a questo tipo di impegni. Sono d’accordo con te che per i ragazzi è comunque utile confrontarsi con il mondo degli adulti, vedere le dinamiche del mondo del lavoro, ed entrare nel clima.

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  8. SegnaLibro ha detto:

    Frequento il liceo scientifico e sono al quarto anno, confermo che l’attività di alternanza scuola-lavoro sia organizzata davvero col culo: spesso la scuola non riesce nemmeno ad organizzarti tutte le ore necessarie e bisogna andare in giro a mendicare un po’ di alternanza a varie aziende cercando di trovare quella buona che vada bene al prof☹️✌️

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  9. indianalakota ha detto:

    Sono dell’idea che gli stage vadano fatti post diploma e che debbano durare poco per evitare lo sfruttamento

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  10. Hadley ha detto:

    Personalmente ho fatto più stage e successivamente è fatto da tutor a delle stagiste .
    Io ho fatto una scuola professionale e ho dovuto sbattermi io stessa a trovare i luoghi dove fare gli stage e secondo me già questo è utile, ti fa capire come avvengono poi i colloqui di lavoro… le mie mansioni principali erano pulire (anche se non c’entra niente con quello che ho studiato) ma secondo me è giusto così, ho visto ragazze che non avevano voglia di fare nulla… secondo me la gavetta va fatta… però come poi vengono dati i voti alle ragazze, andrebbero valutate anche le aziende, quelli che hanno fatto i furbi non dovrebbero più ricevere stagisti ne altro tipo di agevolazioni bel assunzione, a differenza chi a termine stage assume secondo me dovrebbe avere degli sgravi in modo da incentivare questo genere di pratica
    I luoghi dove ho fatto gli stage cercavano dipendenti gratis per cui poi non assumevano

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    • kikkakonekka ha detto:

      Ovviamente i ragazzi delle superiori che vengono in virtù della “buona scuola” non possono ambire alla assunzione, diverso per gli stage post laurea/diploma, Ripeto che io ho trovato lavoro proprio in questo modo. Detesto tuttavia che viene con la puzza sotto il naso perché lui/lei è laureato/a e non si mette a fare fotocopie: come dici tu, la gavetta va fatta a tutti i livelli.

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  11. Da noi li hanno messi in biblioteca, fanno un bel lavoro, ma a comandare sono bravi! una volta chiedono se gli si accende il condizionatore, l’altro giorno, sapendo che la biblioteca incustodita non può stare aperta, quando la ragazza è uscita , sono andata a chiudere la porta, è arrivato il solito ragazzo e mi dice “ma non avevi visto che avevo lasciato il mio zaino? ” dopo che si era lamentato con una collega che lui voleva andare a suonare il pianoforte e non accettava che fossero aperte solo un tot di aule, lui doveva andare dove gli pareva, e non dove vogliono gli altri……ma lezioni terminate, esami terminati, non pretenderai di avere tutto il conservatorio aperto! Infatti con 5 persone dentro sono arrivati anche a rubarmi il cellulare……

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  12. Eh si perché i 17 enni di oggi nascono con la noia nelle ossa. … figurati…. di lavori ripetitivi ne esistono a vagonate….. certo meglio forse che fare solo le simpatiche fotocopie ^.*

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