I miei idoli

Quando si è ragazzi si cerca spesso di trovare punti di riferimento al di fuori dell’ambito familiare.
Ci si innamora di cantanti ed attori, ci si ispira a scrittori ed artisti, le sensazioni sono amplificate dalla età e dalle speranze per una vita che appare infinita.
Io non ero differente, se non forse nella ricerca dei “miei” idoli.
Che erano sostanzialmente quattro:
– i Pet Shop Boys
– Pete Burns
– Franco Baresi
– Arrigo Sacchi

I Pet Shop Boys non sono solo dei musicisti, hanno incarnato alla perfezione la mia idea di musica: elettronica ma con uno sguardo al classicismo. Hanno spaziato dalla sinfonica alla techno, dalla house ai musical, hanno scritto un balletto e colonne sonore, hanno collaborato con artisti di generi molto differenti tra loro. Musica ed immagine eleganti, mi hanno insegnato il significato dell’estetica e della essenzialità, ed un gusto per la cultura (non solo musicale) che spesso emerge dai testi delle loro canzoni e dall’arte grafica legata alle loro pubblicazioni ed esibizioni.

Pete Burns era l’irriverente frontman della band new wave Dead Or Alive. A parte le indubbie doti vocali, a me lui piaceva perché era il contrario di quanto fossi io. Era figo, sfrontato, aveva successo. Io sognavo di diventare come lui, per abbandonare le mie incertezze, il mio scarso successo con le ragazze, il mio sottovalutarmi. In un certo senso gli ho sempre voluto bene.

Franco Baresi era un giocatore di calcio del Milan, squadra per la quale tifavo e tifo ancora. Lui era presente in un Milan derelitto ed in Serie B, ma ha in seguito raggiunto ogni successo sempre con il Milan vincendo campionati e coppe. Mi ha insegnato il valore della determinazione e dell’impegno per raggiungere ogni traguardo ci si possa prefiggere, pur partendo dalla Serie B.

Di Arrigo Sacchi vi parlerò domani.

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18 risposte a I miei idoli

  1. Paroledipolvereblog ha detto:

    Dai che forte!!!!

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  2. Vittorio ha detto:

    arrigo sacchi. non so ancora se è stato un grande tecnico o se ha avuto un grande culo 🙂
    buona giornata

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Non vedo perché avrebbe dovuto avere culo.
      Ha perso una finale mondiale ai rigori.
      Semmai è stato sfortunato.

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      • Vittorio ha detto:

        a sacchi riconosco il fatto di aver cambiato il calcio italiano. però con quella squadra a disposizione non è stato difficile

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Copio e incollo:
          “In sede di calciomercato Di Bartolomei viene ceduto al Cesena e rimpiazzato da Ancelotti, prelevato dalla Roma, mentre gli inglesi Wilkins e Hateley tornano in patria. Al loro posto subentrano nell’organico due calciatori olandesi: l’ala destra Gullit e il centravanti van Basten, prelevati rispettivamente da PSV Eindhoven e Ajax. La campagna acquisti estiva viene completata dagli approdi di Roberto Mussi e Angelo Colombo”

          Dunque arrivarono Ancelotti (rotto), Gullit, Van Basten, Mussi e Colombo.

          Van Basten si infortunò subito, alla fine giocò solo 11 partite (spesso entrando dalla panchina) e segnò solo 3 reti (di cui 1 su rigore).

          Non aveva tutta questa squadra come si può pensare.
          Colombo, Evani, Mussi, Massaro, Borgonovo… la difesa, che poi si rivelò molto forte, non era giudicata tale fino a quel momento. Tassotti, per esempio, era considerato un terzinaccio.

          Io sono convinto che fu lui a far crescere la squadra, i grandi acquisti (e il boom di Van basten) arrivarono solo negli anni successivi.
          Tanto per dire, Rjìkaard arrivò solo dopo l’apertura al 3° straniero.

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  3. nonsolocampagna ha detto:

    Ognuno ha punti di riferimento per crescere. A me il secondo fa impressione, senza offesa.

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  4. Massi Tosto ha detto:

    a parte i PSB , Burns ha fatto troppo poco al livello musicale e per gli idoli Milanisti …..ognuno ha la sua squadra ciao K

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  5. bloginrock ha detto:

    forza milan…baresi un esempio per tutti i calciatori….

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Baresi, il “piscinin”, rappresenta per me l’emblema dell’essere milanista. Ha superato momenti difficili sia familiari (orfano), che personali (la strana infezione sanguigna che gli fece perdere quasi un campionato) che sportivi (retrocessioni). Ma si è dimostrato il più grande in assoluto. Di una bravura infinita, meritava il Pallone d’Oro, ma c’era anche MvB…

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