Steve Coy

Per tanti anni i Dead Or Alive sono stati il mio gruppo musicale preferito.
Dance anni ’80, ma non solo.
Un cantante (Pete Burns) dalle grandi qualità vocali, musica ricca di energia, alcuni grandi successi e molti minori, ma magari più apprezzati dai fans come me.
La loro musica fu per me una piccola oasi per fuggire dal quotidiano e dai miei problemi, e mille volte mi diede la carica e le motivazioni per affrontare gli ostacoli che dovevo superare ogni giorno. Io sono sempre stato grato a questa band.
Adoravo il cantante Pete Burns, personalità schietta e controversa, ben sapendo che le sue bizzarrie erano tenute a freno dall’amico Steve Coy: non solo amico, ma anche batterista della band, ed in seguito produttore, arrangiatore e manager.

Pete ci ha lasciati un anno e mezzo fa all’età di 57 anni, pochissimi giorni prima dell’uscita di una raccolta dei Dead Or Alive, un’opera mastodontica composta da ben 17 CD e 2 DVD.
Steve, rimasto solo, ha continuato a tenere i contatti con i fans, e un paio di mesi fa ha regalato tramite una piccola competizione on line ben 30 dischi abbastanza rari e ricercati. Solo poche settimane fa aveva anche scritto di star lavorando per pubblicare brani e remix inediti del gruppo, cosa che ovviamente aveva destato l’attenzione di noi fans.
Persona schiva e di buon senso, Steve ha sempre rappresentato il lato razionale dei Dead Or Alive, bilanciando l’estrosità di Pete Burns.

Ma come un fulmine a ciel sereno Steve Coy, solo 56enne, ci ha lasciati. Non ho idea dei motivi della sua scomparsa, ma ne sono profondamente rattristato.
Avete presente quando una piccola parte di te viene improvvisamente portata via da un fiume in piena?
Ecco.


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14 risposte a Steve Coy

  1. Vittorio ha detto:

    la differenza che c’è tra idoli e dei si misura nel momento della scomparsa dei primi
    succede, la vita chiude una porta e ce la sbatte sul muso senza troppi riguardi

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  2. Paola ha detto:

    Ricordi stupendi

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  3. TADS ha detto:

    complimenti ragazzo, sei una enciclopedia musicale, sei mai stato alla Villa Tesoriera di Torino?

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  4. lali1605 ha detto:

    Mamma mia. Piacevano anche a me!

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  5. Pingback: Il mio 2018: la musica | Non sono ipocondriaco

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