My Music. Lucio Battisti: Cosa Succederà Alla Ragazza

So di andare controcorrente e di essere una mosca banca nel panorama italiano, ma a me CSAR è piaciuto (e piace ancora) tantissimo, lo giudico un vero capolavoro, una chicca sottovalutata dalla critica musicale (ma non tutta, per fortuna) solo perché ci si trova ancorati al ricordo delle canzoni con cui Lucio negli anni ’70 ci faceva innamorare.

No, non è musica melodica. E allora?
Non si parla d’amore. E allora?
Non ci sono rime facili, testi orecchiabili. E allora?

Battisti (con Pasquale Panella) percorre nuovi sentieri ancora inesplorati, musica elettronica (che io come sapete adoro), drum machine, un pizzico di dance, testi ermetici …
… come quando ci troviamo in un bosco, e ci dobbiamo districare tra rami e radici, possiamo incespicare ma alla fine arriviamo alla meta e ci troviamo davanti ad un paesaggio mozzafiato.

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18 risposte a My Music. Lucio Battisti: Cosa Succederà Alla Ragazza

  1. Vittorio ha detto:

    ammetto di non essere appassionato della musica italiana in generale e dei cantautori in particolare.
    il disco che dici lo ascoltai a suo tempo, con molta curiosità
    non è il mio genere, come ben sai, ma ho apprezzato la sua modernità, segno che l’artista vuole evolvere e non si accontenta delle canzoni copia/incolla

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  2. nonsolocampagna ha detto:

    Non mi piace la tecno perché mi dà proprio fastidio fisicamente, però qui si riconosce comunque Battisti.

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  3. Massi Tosto ha detto:

    ho seguito si da bimbo poco della musica italiana , soprattutto perchè cresciuto a Discoring , ho amato il Blasco sino a Liberi Liberi e amo De Gregori , poi qualche canzone del primo Fortis , i litfiba sino a Pirata e forse sono uno dei pochi ai quali non è mai piaciuto Battisti

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  4. Neogrigio ha detto:

    ci sarà un motivo per cui i “bianchi” di battisti oggi sono rivalutatissimi ed ascoltati anche dai giovani. mi capita a volte di vedere su fb post di ragazze che riportano frasi tratti dai testi di queste canzoni, ciò dimostra che battisti ha visto lontano. io con i bianchi ci sono cresciuto, sembrano dischi e canzoni senza senso, poi leggi “Da Don Giovanni a Hegel” di Alexandre Ciarla e ti si apre davanti un universo infinito di significati con collegamenti tra i diversi album, copertine comprese.
    E’ davvero il caso di dire, apres lui, le deluge, come recita una sua canzone di don giovanni

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