La bugia dei tempi d’attesa

Per capire la causa dei miei problemi di reflusso devo fare una gastroscopia.
Il medico mi ha fatto la ricetta per la visita in data 6 marzo 2018.
Priorità dell’esame: 60 giorni.

Io ho chiamato il CUP (Centro Unico di Prenotazione) il giorno dopo, era il 7 marzo 2018.
“Non c’è posto” – mi dicono – “appena si libera glielo fissiamo nel rispetto delle sue priorità”.
Attendo fiducioso.

Il 19 maggio 2018 (sono già passati 73 giorni e la visita non mi è stata ancora fissata) mi incazzo come un caimano e richiamo il CUP con toni accesi. Lo stesso giorno telefono anche ad altri ospedali della provincia e ad altri centri medici. Mi si profila un esame “privato” dal costo di circa 300 Euro. Una vergogna! Mi incazzo ancora di più.

Sembra che alzare la voce tuttavia possa servire a qualcosa.
Il 4 giugno 2018 ricevo una mail con la quale mi si conferma la visita per il 4 Luglio.

Tempo di attesa, dalla mia telefonata al giorno dell’esame: 119 giorni. In pratica il doppio rispetto ai giorni della priorità (60 giorni).

E non è finita qui.
Nella conferma dell’esame, vengono indicati 46 giorni di attesa, in pratica contandoli dal giorno della mia incazzatura telefonica (dal 19 maggio al 4 luglio passano esattamente 46 giorni).
Questa indicazione è falsa e pure, come si diceva una volta, “tendenziosa”, perché tende a dimostrare che il Servizio Sanitario abbia garantito i 60 giorni di attesa (quelli della priorità della ricetta), quando invece i giorni di attesa sono quasi il triplo (119, e non 46, dal giorno della mia prima telefonata).
Peccato non aver potuto registrare la prima telefonata, il registro delle chiamate del cellulare non fa fede perché io avrei potuto chiamare per chissà quale altro motivo, anche senza prenotare.
Non credo assolutamente che il mio sia un caso isolato.

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27 risposte a La bugia dei tempi d’attesa

  1. nonsolocampagna ha detto:

    Purtroppo è così. Se non paghi puoi pure morire.

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  2. Francesca ha detto:

    È così per tutti
    😥

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Immagino.
      Ma è una cosa vergognosa. Ci sono patologie gravi che necessitano di risposte immediate, ma l’urgenza vera e propria te la danno solo se vai al Pronto Soccorso.
      Il bello è che alcuni anni fa, almeno qui nel Veneto, si disse che avrebbero ampliato gli orari per le visite strumentali, in modo da ridurre i tempi d’attesa, ma poi i continui tagli al settore della salute pubblica hanno fatto tornare indietro queste decisioni.

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  3. Vittorio ha detto:

    il tuo è solo uno tra gli infiniti casi di cosiddetta “malasanità”
    burocrazia, disguidi informatici, assenteismi, ritardi ingiustificati e via discorrendo
    inutile aggiungere altro per non cadere nella banalità

    ecco, mi è venuto in mente una cosa
    ti è mai capitato di perdere un treno perchè il tuo è in ritardo di due minuti e quello che dovresti prendere non aspetta?
    accade così per fare vedere che i treni partono puntali e sono efficienti, fottendosene dei passeggeri impotenti

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  4. gaberricci ha detto:

    Lungi da me il voler difendere la mia categoria, che spesso ha colpe gravi ed inemendabili… ma il problema è che c’è una cronica carenza di personale (aggravato anche dal “doppio lavoro” di chi è assunto nel pubblico ma fa anche il privato), dovuta ad una “crisi”, che deriva anche dal fatto che viene data precedenza al bilancio, e non alla qualità dell’assistenza.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Le lunghe attese sono purtroppo un problema di cui tuttavia se ne conosce l’origine.
      A dare fastidio, oltre all’attesa stessa, la presa in giro dei “giorni” che sembrano essere 46 ma in realtà sono 119.
      Una bugia che sembra “bianca” ma che in realtà altera le statistiche che vengono compilate a fine anno, facendo apparire i dati migliori di quel che sono veramente.

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  5. laurettafilippi ha detto:

    Mio fratello ha dovuto fare (proprio oggi tra l’altro) una banale operazione, ma da privato! Nonostante l’urgenza i tempi di attesa erano troppo lunghi con la sanità pubblica. La cosa che fa incazzare tantissimo anche me è che quasi ogni servizio statale ha praticamente solo diritti, i doveri sono “interpretabili”, diciamo così

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  6. Paola ha detto:

    Siamo messi così, tra stato e regioni fanno a chi taglia di più. Credo che ognuno abbia la sua storia. Noi abbiamo fatto un’assicurazione, tutto sommato funziona

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  7. Massi Tosto ha detto:

    Pensa che io dovrei fare fisioterapia , ma solo a pagamento perché non è urgente , non voglio dire cosa penso di questa situazione , se no dovremmo parlare di politica e non è il luogo

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  8. Nc ha detto:

    è che la gastroscopia è un esame fastidioso e loro ti danno il tempo per pensarci bene se farla o no…

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