Il 24

All’inizio io ed i miei amici prendevamo l’8, ma questo autobus partiva a circa 2 Km da casa nostra, per cui c’era bisogno che qualche adulto ci portasse in auto fino al capolinea.
Il ritorno era più complicato, ed anche pericoloso: spesso dovevamo fare a piedi dal capolinea fino a casa, lungo una strada trafficata e priva di marciapiede.
Non capisco come fosse possibile che gli adulti ci permettessero di farlo, eravamo solo ragazzini di scuola media. A mio figlio oggi non glielo consentirei proprio.

Le petizioni ebbero effetto, ed anche il mio Comune alla fine venne dotato di una linea d’autobus: il 24.
Il 24 aveva due segni che lo distinguevano:
– orario assurdo (uno ogni 20 minuti al mattino era davvero troppo poco)
– vetture delle guerre puniche di colore verde cimice

Io teoricamente dovevo salire alla terza fermata, ma a causa delle corse poco frequenti spessissimo il 24 arrivava strapieno e tirava dritto senza possibilità d’appello.
A volte, ma non sempre, c’era il 24/bis. Lo capivamo perché lo vedevamo transitare in direzione opposta qualche minuto prima, per cui la nostra speranza era di poter salire almeno su quello.
Non vi dico quante volte ho viaggiato nel 24 standomene schiacciato come una sardina, spesso compresso sulla porta d’entrata, con lo zaino scolastico mezzo fuori. Salirci sopra era un vero e proprio assalto alla diligenza.

Il 24 dunque, sebbene rappresentasse per il Comune una vera conquista sociale, in fin dei conti diventava usufruibile solo da chi vi saliva dal capolinea, mentre per noi delle fermate successive diventava un terno al lotto.
Finì che alla mattina i nostri genitori continuarono a portarci al capolinea dell’8, e noi ragazzi prendevamo il 24 solo per il ritorno.

La situazione cambiò dopo circa 4-5 anni, quando io ormai andavo alle superiori.
Le corse del 24 vennero rese più frequenti, il 24/bis alla mattina divenne fisso, le vetture vennero rimodernate e passammo all’autobus arancione (non più verde) talvolta anche di lunghezza doppia e quindi molto più capiente.

La linea 24 esiste ancora oggi, pur con un percorso differente. A rendere più agevole il traffico cittadino c’è il tram, che permette di raggiungere il centro di Padova in brevissimo tempo, con corsie preferenziali e vetture modernissime.

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17 risposte a Il 24

  1. Vittorio ha detto:

    a scuola ci andavo a piedi
    il solito culo
    perchè non ho mai potuto stare a casa durante gli scioperi dei mezzi pubblici

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  2. noir622224124 ha detto:

    Io andavo con i pattini….ma bellissimo ricordo

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  3. Io sono sempre andata a piedi, ma erano dieci minuti di distanza.

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  4. Marta ha detto:

    Anche io viaggiavo schiacciata come una sardina! A ripensarci oggi avrei dovuto iniziare una class action per il trauma riferito al viaggio casa scuola!

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  5. quarchedundepegi ha detto:

    Sono sempre interessanti queste reminiscenze.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

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