La mia prima 3° superiore (post 1 di 2)

Sono sempre andato bene a scuola, pur non essendo mai stato un secchione.
Sin dalle elementari, tra i bravi e meticolosi delle prime file e i casinari delle ultime ho sempre preferito i secondi, spesso accodandomi ad essi.
Ero fortunato: capivo le spiegazioni, per cui riuscivo ad ottenere buoni voti anche se appartenevo al “circolo dell’ultima fila”.

Per le scuole medie ed il biennio superiore i miei genitori fecero uno speciale sforzo economico, e mi spedirono ad una scuola privata.
Poi i soldi finirono, ed in terza Liceo scientifico mi iscrissero ad una scuola pubblica.

3°B.

L’accoglienza fu pessima, sia da parte dei compagni che da parte dei professori.
Io ero piccoletto e brufoloso, le ragazze mi evitavano, con i ragazzi non riuscii a legare, anzi all’inizio venni anche fatto oggetto di uno scherzo: mi riempirono lo zaino di giornaletti pornografici (tra l’altro di pessima qualità), ma io non mi arrabbiai. Anzi, se non ricordo male uno lo conservai.
Ancora peggiore l’accoglienza dei professori: immersi nel perenne conflitto “scuola pubblica / scuola privata”, venni fatto oggetto di interrogazioni assurde mirate a trovare i punti deboli della mia preparazione, per avvalorare la tesi che nella scuola privata si studiasse poco e male.
Passai da una media dell’8 ad una media del 4 nel giro di pochi mesi, cadendo in depressione.
Nessuno mi capì, in classe divenni un paria, un escluso, un reietto, uno sfigato.
Ricordo un litigio con una compagna che pretendeva di avere ragione su un argomento futile, ma avevo ragione io e nessuno volle ammetterlo.

Feci molte assenze, e pur studiando molto non riuscii a recuperare le insufficienze. Alcuni professori mentirono a mia madre dicendo che mi avrebbero comunque premiato con il “6” per l’impegno.

Venni bocciato.

Ma fu l’inizio della mia rinascita.

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29 risposte a La mia prima 3° superiore (post 1 di 2)

  1. Quando si hanno le risorse, le sconfitte sono un pungolo a fare meglio.

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  2. Sara Provasi ha detto:

    Poverino! È orribile avere ragione e non essere ascoltati!
    I giornaletti 😂😂 ma perché speravano te li scoprisse un prof?

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  3. Vittorio ha detto:

    in prima superiore rischiai di essere rimandato a settembre in matematica
    da lì iniziò una cavalcata vincente che mi portò ad essere il migliore in quarta superiore
    in quinta matematica non ce l’avevamo

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  4. manofroma ha detto:

    A scuola andavo molto ma molto male, almeno dalla prima ginnasio (ma in fondo da sempre). Avevo problemi di relazione e ciò forse interferiva con i processi cognitivi. Fui rimandato a settembre varie volte (matematica, greco e inglese: le mie bestie nere).

    Poi, durante un’estate amara passata sui libri (portavo inglese e matematica) provai per caso a leggere i fumetti di Superman in lingua originale e soprattutto dei testi letterari belli ma facilitati (100 parole, 200 parole ecc.) sempre in quella bella lingua. Che bello Dickens così (600 parole?)! Passai l’esame brillantemente. L’anno dopo ero il primo della classe in inglese (che purtroppo terminò ☹ ) e tre anni dopo, dalla seconda liceo in poi, divenni quasi il primo in greco e in latino (Bibbia dei Settanta, greco, facilissima; Vulgata di Girolamo, latino, idem), anche perché traducevo spesso senza vocabolario. L’avevo fatto con l’inglese? Perché non farlo con le lingue antiche? Nessuno mai, amici né parenti né figlie ha mai seguito questo mio metodo.

    Per le altre materie rimasi una scarpa, anzi peggiorai. Perché mi ero messo in testa di fare il conservatorio (che feci) e quindi studiavo anche musica in classe, di nascosto. Mi ritirai sei mesi prima dell’esame di maturità per studiare il doppio del tempo. Me lo consigliò il prof di Latino e Greco Emidio Panichi, che mi voleva bene e mi apprezzava. L’unico professore che valeva.Era una solida quercia antica del Lazio anche nell’aspetto, sembrava Caio Mario (e amava Seneca, che lo consolava di non esser diventato un accademico, che però poi diventò).

    I miei compagni di scuola ancora, sia pur nell’affetto, mi ricordano quella sconfitta del ritirarsi. Ma da privatista presi una media del 7 e mezzo, che, considerato come erano trattati i privatisti (voti abbassati almeno di 1-2 punti), non fu poi tanto male.

    Bah

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Sei stato bravo a portare avanti musica e studio, conosco persone che l’hanno fatto ma con enormi sacrifici.
      A scuola io invece andavo bene, per questo motivo quell’anno mi parve tutto una enorme ingiustizia perpetrata ai miei danni.

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  5. Papillon ha detto:

    Ciao ogni tanto ripasso… spero tutto bene. Qui hai scatenato i ricordi… Io ero timido con le ragazze, ma in terza media mi stavo sbloccando. Alle superiori cinque anni in una scuola privata, dove c’erano solo maschi mi ributtarono nell’isolamento dall’altro genere… inoltre alcune materie erano in mano a professori scadenti ai cui danni ho riparato in buona parte studiando per i fatti miei… Quello di chimica mi prese di mira per la mia timidezza, ma io non mi feci intimidire più di tanto, così non ne porto i segni. Tuttavia lo rivedessi potrei essere molto cattivo… purtroppo avevo pessima memoria e non ero un fenomeno… in terza abbandonai le ultime file per stare più attento e i risultati si videro: mai rimandato, né bocciato. A quell’età fu una scelta intelligente e coraggiosa. la mia rinascita non si è mai compiuta completamente…

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  6. Vedi il classico NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE
    Buona settimana

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  7. Harley ha detto:

    E’ proprio quando si cade che è il momento di rialzarsi e di trovare la soluzione.

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  8. Pingback: La mia seconda 3° superiore (post 2 di 2) | Non sono ipocondriaco

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