Frasi venete #9

Per la salvaguardia della lingua veneta ogni tanto pubblico alcune frasi che vi permettono di conoscere la “profonda spiritualità” insita nelle parole venete. Se non riuscirete a riconoscere questa “profonda spiritualità” sicuramente è colpa del tasso alcolemico che spesso accompagna la brava gente veneta mentre espone i propri pensieri.

1) Come che te vè fora dala porta a buto un fuminante in te chea camara
Traduzione letterale: appena esci da quella camera ci butto un cerino
Quando si usa: i figli adolescenti si riconoscono dall’indicibile disordine che mantengono nella propria camera. Gli abiti sporchi occupano il pavimento, libri di scuola ed oggetti indefiniti si trovano sparsi ovunque, uno strano odore di chiuso e di sudore completa l’opera.
Il genitore ritiene impossibile poter mettere ordine e ripulire la camera se non utilizzando mezzi drastici come per esempio dando fuoco a tutto

2) Tajate i caveji che te fe afàno!
Traduzione letterale: tagliati i capelli dato che ti stanno male
Quando si usa: viene il momento in cui i figli, crescendo, tentano di poter imporre la propria personalità in tutti i modi possibili, principalmente rifiutando i consigli altrui ed anzi agendo nel modo opposto di quanto loro si dice. Dunque iniziano a vestirsi in modo disordinato, non rispettano gli orari e (orrore!) più dici loro di andare dal barbiere più loro lo evitano come fosse un lebbrosario.
Il risultato non può che essere una pettinatura orrenda e priva di senso

3) Sbassa chea teevision senò fasso dò tochi
Traduzione letterale: abbassa il volume della televisione altrimenti la spezzo in due
Quando si usa: frase che vale anche per radio, tablet, cellulare. Sembra che i ragazzi di oggi stiano diventando sordi, perché il volume di ciò che ascoltano è sempre livellato verso l’alto in modo da dare fastidio a genitori, fratelli, nonni, vicini di casa, animali domestici. Il tutto solo per il gusto di rompere gli zebedei, perché se chiedi loro cosa stanno ascoltando (o cosa hanno detto alla televisione) non lo sanno nel modo più assoluto

4) Te si diventà un bueo, magna manco
Traduzione letterale: mangia meno perché sei diventato un bue
Quando si usa: il marito verso la mezza età comincia a rilassarsi un po’ troppo. Lontani sono i momenti del calcetto con gli amici o della mezz’ora di footing. Ora l’unico sport è quello della poltrona a vedere partite di calcio o programmi di pessima qualità. L’ozio domina, accompagnato da una alimentazione che non lascia adito a dubbi su quali possano essere le conseguenze, dato che il maritino cinquantenne si strafoga di cibo (spesso cibo spazzatura) per poi dare la colpa della pancetta alla “età”

5) Te vedarè quando che no ghè sarà più ea serva
Traduzione letterale: vedrai quando non ci sarà più la serva
Quando si usa: marito e figli non si accorgono della importanza dei lavori domestici svolti dalla moglie/mamma, e talvolta si attirano le sue ire per aver lasciato fuori posto alcuni oggetti, o per aver involontariamente sporcato per terra. La moglie/mamma annuncia dunque un pessimo futuro per la famiglia nel momento in cui lei non ci sarà più, senza specificare se la sua mancanza dovesse essere causata da morte prematura o perché fugge con il bel brizzolato 50enne che trova spesso al supermercato

 

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33 risposte a Frasi venete #9

  1. Vittorio ha detto:

    i dialetti dovrebbero avere la stessa imposrtanza delle lingue straniere dato la loro imposrtanza culturale

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  2. noir622224124 ha detto:

    I dialetti vanno conservati con garbo.

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  3. pikaciccio ha detto:

    te me fe morir dal rider ….

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  4. Quanto ti ho pensato in questo Natale! Ma oggi arrivo ad augurarti un ottimo 2019, visto che il 2018 ti ha portato tante complicazioni! 12 mesti di perfezione è il mio augurio, poi siamo anche realisti nella vita, giusto? Baci Andrea!

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  5. francescodicastri ha detto:

    Afàno? Da donde arriva?

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  6. Mr.Loto ha detto:

    Questo post mi ha fatto sorridere e riflettere allo stesso tempo. Nei nostri dialetti e nei nostri genitori c’è tanta saggezza.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io sono di origini veneziane ma vivo praticamente da sempre a Padova. In tutta sincerità i miei genitori non mi hanno mai “instradato” al dialetto, ma i miei amici lo parlavano ed io lo trovavo divertente. Non lo capisco completamente neppure oggi.

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  7. flyaway2018 ha detto:

    La parte vicentina di me ti adora !!! 😉❤

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Accipicchia.
      Ti dirò: i miei genitori non mi hanno mai parlato in dialetto, che io ho conosciuto attraverso gli amici. Ancora oggi molti termini non li comprendo, e se lo parlo temo di fare errori. Però il dialetto io lo trovo interessante e per certi versi pure divertente.

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  8. Paola ha detto:

    salviamo i dialetti, che sono lingue con tante espressioni intraducibili

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  9. Uahahahah, spettacolo! Sei Veneto di dove?

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