Lacrime di paura

“This is Roland, I am Curt, we are the Tears For Fears”

Si chiude così il concerto dei Tear For Fears a Padova, un concerto bello ma per certi versi “strano”.
Strano perché Roland e Curt non smentiscono nemmeno sul palco di essere ottimi amici/nemici, suonando magistralmente chitarra e basso, ma lasciando intuire che tra di loro il feeling sia un po’ scialbo.
Sia chiaro: non manca il feeling musicale. Le loro voci si amalgamano perfettamente durante la carrellata dei loro maggiori successi, ed i loro strumenti si intersecano alla perfezione definendo un suono moderno che nulla ha a che vedere con sintetizzatori e percussioni elettroniche degli anni ’80.
Manca tuttavia quella complicità, quel pizzico di “non-so-che” che li faccia apparire affiatati di fronte al pubblico.
Peccato.

Ma, dicevo, il concerto è andato comunque liscio e perfetto come mi attendevo.
Niente effetto nostalgia: le canzoni certamente appartengono ad alcune decadi fa, ma il suono è assolutamente moderno e ‘rock’ (chitarra, basso, batteria) con la sola aggiunta di una tastiera (ma il suono dominante veniva da chitarra e basso) e di una ottima corista. Ed il pubblico (anche molti giovani in un palazzetto tutto esaurito) canta a memoria quei successi che rimangono per certi versi scolpiti nella storia della musica pop.
“Womans In Chains” fa rabbrividire: quasi impossibile non commuoversi di fronte ad un simile capolavoro musicale. Il pubblico si alza tutto in piedi in una ovazione che raramente si nota durante i concerti.
E poi moltissimi brani che hanno costellato la carriera dei Tears For Fears, inclusa quella che reputo una della canzoni regine degli anni ’80, “Sowing The Seeds Of Love”. Pop psichedelico, canzone politica e sociale, a mio giudizio brano che ha segnato un’epoca, quasi chiudendola. Era il 1989, e di lì a poco la house avrebbe invertito la rotta della musica inglese (ed europea), tracciando nuovi percorsi musicali.

All’inizio della loro carriera i TFF non mi piacevano, lo ammetto. Ho iniziato a seguirli con circospezione dal terzo album, riscoprendo a ritroso i brani che comunque già li avevano resi famosi anche in Italia.
E quasi mi scuso con Roland per averlo sempre ritenuto ‘antipatico’. Ho capito che non lo è affatto. Ho visto nel suo sorriso una tenerezza nei confronti del pubblico che non mi attendevo, un enorme bisogno di ‘amore’ dopo le difficili esperienze personali, una fragilità emotiva che raramente si nota negli artisti sul palco.
Potendo, lo avrei abbracciato.

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11 risposte a Lacrime di paura

  1. francescodicastri ha detto:

    30 ottobre 1985, Firenze. Grandissimo concerto. Forse perché avevo 17 anni…

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  2. Harley ha detto:


    questa mi faceva impazzire.

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  3. Paola ha detto:

    Bello andare ai concerti, sempre

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