Alice Nel Paese Delle Meraviglie

Non l’avevo mai letto.
A volte penso a quante cose “scontate” io non abbia mai fatto. Quanti film famosissimi ed indubbiamente belli io non abbia visto, quanti album musicali storici io non abbia ascoltato, quanti libri io non abbia mai letto.
Ogni tanto colmo qualche lacuna.

Certo, la storia di Alice la conoscevo già. Chi non la conosce? Chi non conosce gli strani personaggi che permeano ogni pagina di questo libro per ragazzi?

Ma… siamo sicuri che sia davvero un libro “per ragazzi”?

La grandiosità di Charles Lutwidge Dodgson (in arte Lewis Carroll) consiste nell’aver dato vita ad un libro (anzi, molti più d’uno) che può essere letto da molte angolazioni. Per questo motivo Alice, dopo la lettura “ludica”, può (e secondo me dovrebbe) essere affiancato da un compendio che ne faccia capire le numerose sfaccettature.
Sì, perché Carroll, prima di essere scrittore, è anche un sommo matematico, uno degli inventori dei “giochi matematici”, ma pure linguista, religioso, fotografo, amante della logica. Ed in Alice ha disseminato mille indizi che, se dovutamente interpretati, portano il lettore nella poliedrica mente dello scrittore.
Molte sono le “filastrocche” dell’epoca che vengono riadattate per dare giocosità alla narrazione, e molti i giochi di parole utilizzati che hanno spesso nei decenni reso difficile la stessa traduzione, a causa della perdita dello spirito linguistico originale.
Per esempio all’inizio viene spesso ripetuta la parola “piccola” riferita ad Alice, ma poi si pensi che “piccola” in inglese si dice “little”, la cui pronuncia è davvero molto simile e “Liddell” che è il cognome della vera Alice, la bambina cui la storia è dedicata.
Carroll appare nel libro con un “cameo”, come se si trattasse di un film. Egli si rappresenta nel Dodo, che non è nient’altro che l’inizio del suo vero cognome “Dodgson” che egli talvolta pronunciava Do-Dodgson a causa di un piccolo principio di balbuzie.
Anche il contesto storico vittoriano emerge nel libro, e le mille imposizioni cui Alice deve sottoporsi non possono che richiamare al pesante proibizionismo in vigore in quegli anni.
Pure gli strambi personaggi che incontriamo vanno contestualizzati: dalla falsa tartaruga (il cui nome è stato tradotto negli anni in modo sempre differente), al cappellaio, dal bruco, al gatto, e così via. Non voglio apparire pedante, vi invito ad una lettura con commentario per trovarne i riferimenti.

Ma non posso esimermi, vista la mia passione per la matematica, dal sottolineare come Carroll abbia volutamente nascosto in Alice alcuni giochini di natura numerica (ma anche geometrica o fisica), che a prima vista magari non colpiscono il lettore.
Piccoli problemi relativi alle “proporzioni”, alla “caduta libera dei corpi”, alle “permutazioni” fino ad un astruso indovinello matematico di difficile interpretazione.

[modalità matematica avanzata: ON]

Ad un certo punto Alice esclama:

“Dunque: quattro per cinque dodici,
quattro per sei tredici,
quattro per sette…
povera me, di questo passo non arriverò mai a venti!
Comunque la Tavola Pitagorica non conta”

In mezzo a personaggi strampalati, gatti che ridono, carte da gioco volubili, bruchi che fumano, conigli che leggono e così via… la stranezza delle parole di Alice possono apparire l’ennesimo “nonsense” nel contesto di una storia fantastica.

Ma così non è.

Come fa “4 x 5” a fare 12? Certamente non con la Tavola Pitagorica, lo dice la stessa Alice!
“4 x 5” fa 12 solo se noi scriviamo il risultato utilizzando la “base 18”, cioè tralasciando l’usuale base decimale che solitamente utilizziamo per contare.
E “4 x 6” come fa a fare 13? Qui bisogna usare la “base 21”. Carroll ci fa capire che bisogna “aumentare la base” di 3 unità ad ogni calcolo.
Quindi quanto farà “4 x 7”? Esprimendo il risultato in “base 24” il risultato sarà 14.

Incredibile Carroll!
Ma non basta.

Alice afferma che “di questo passo non arriverò mai a venti”. Ma noi abbiamo visto che il risultato passa da 12 a 13 a 14, per cui “prima o poi” arriveremo a 20… o no?

No.

Dopo che saremo arrivati a “4 x 12” il cui risultato sarà 19 (in base 39), il prodotto successivo “4 x 13” sarà “1A” (in base 42), perché mano a mano che si utilizzano basi numeriche superiori al 10, anche le lettere inizieranno a venire utilizzate per esprimere le quantità numeriche.
Per cui i risultati successivi saranno “1A”, “1B”, “1C”… e così via, senza mai raggiungere il 20, come profetizzato da Alice.

[modalità matematica avanzata: OFF]

Lewis Carroll: un vero genio.

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36 risposte a Alice Nel Paese Delle Meraviglie

  1. Vittorio ha detto:

    dove FF=255
    ottimo post e spunto di riflessione su un aspetto del libro che non conoscevo affatto e mai avrei pensato

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  2. Io l’avevo letto alle elementari, mi era piaciuto un sacco nonostante l’avessi trovato effettivamente un po’ strano! PS. Alla regina Vittoria era talmente innamorata di questo libro da dare ordine le venisse consegnato immediatamente il libro successivo di Carroll. Immaginate lo stupore quando le fu consegnato un trattato di matematica 😂😂😂

    Piace a 2 people

  3. In realtà mi hai fatto ricordare che all’università ci avevano consigliato di vedere il film di Alice nel Paese delle Meraviglie proprio per cogliere qualche aspetto secondario, che ora però mi sfugge. Spero mi torni in mente! 🙂

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  4. lali1605 ha detto:

    Alice non è un libro per ragazzi come tutti i libri per ragazzi. Il ciciarampa lei lo sconfigge noi meno…

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  5. Pi’s enterprise ha detto:

    Io lo trovo straordinario 😀

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  6. The Butcher ha detto:

    Per dire io ancora no ho mai letto Peter Pan. Comuqneu quando lessi per la prima volta Alice nel pease delle meraviglie ne rimasi sorpreso. Sì, è folle, senza una vera trama in un mondo illogico ma che trova delle battute e rime divertentissime e dei calcoli matematici assurdi. Forse i bambini potrebbero divertirsi a leggere dei personaggi e delle situazioni fuori di testa, ma gli adulti vedranno sicuramente altro (soprattutto in Attraverso lo Specchio).

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  7. fleurerose ha detto:

    … oddio mi sono persa tra i numeri!;)

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  8. francescodicastri ha detto:

    Chi non conosce la matematica, è tratto in inganno dalla notazione. Mi spiego. Se noi leggiamo 12, 13, 14 li interpretiamo automaticamente come numeri della seconda decina dei numeri interi. Ma se li leggiamo 1-2, 1-3, 1-4, allora capiamo che dopo 1-9 potrebbe non esserci 2-0, ma 1-qualcos’altro. Una volta io ho scritto un sistema numerico considerando tutte le lettere, escluse quelle che somigliano a dei numeri (I, O). Poi dopo il liceo sono guarito, però 😂

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  9. giusymar ha detto:

    Bellissimo ed interessante post!!
    Accipicchia…chi l’avrebbe mai detto!!

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  10. Paola ha detto:

    Mi viene proprio voglia di rileggerlo, non lo avevo capito proprio!

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