Le martiri di Guernsey

L’isola di Guernsey, situata nel Canale della Manica, gode di una particolarità.
Infatti, pur dipendendo a livello amministrativo dal Regno Unito, non appartiene al Regno Unito.

Si tratta dunque di un’isola autonoma, anche se non risulta essere uno Stato a sé stante. Il capo di stato è la Regina Elisabetta II, ma non in qualità di sovrana del Regno Unito, bensì come Duchessa di Normandia. A governare è un “tenente governatore” (nominato dalla stessa Regina), affiancato da un Parlamento il cui capo è chiamato “Balivo”.
In questa piccola isola (solo 78 Kmq), quasi 500 anni fa, accadde un fatto increscioso passato alla storia come “Le martiri di Guernsey“.

1556
Katherine Cawches era una donna di fede protestante con due figlie: Guillemine (avuta dal primo marito poi morto) e Perotine (avuta dal secondo marito).
Siamo in un periodo di persecuzione religiosa. La Regina Maria I Tudor (di fede cattolica) dava letteralmente la caccia a chi aderiva alla fede protestante. Per far ciò, gli “eretici” venivano accusati di qualsiasi azione che potesse garantir loro o la prigione a vita o la morte.
Le tre donne, di fede protestante, vennero dapprima accusate di furto, poiché avevano ricevuto in regalo da una vicina di casa una coppa d’argento che era stata precedentemente rubata da una chiesa. Vennero prosciolte, e venne condannata per furto solo la vicina di casa.
Pochi giorni dopo le tre donne vengono nuovamente incriminate, questa volta per “eresia”. L’accusa si basava sul fatto che le tre donne non partecipavano ai riti religiosi cattolici.
Il giorno successivo, 15 luglio 1556, venne emessa la sentenza di colpevolezza per eresia, e mamma e figlie vennero condannate a morte.
Si tentò di strangolarle per poi bruciarne il corpo, ma lo strangolamento non riuscì e le donne vennero messe al rogo ancora vive.
Venne messo al rogo anche il figlio neonato di una di esse nonostante, in effetti, il piccolo non fosse mai stato condannato.

1562
La regina Elisabetta I, succeduta alla sorella Maria I, riesaminò il caso e decise di riabilitare la memoria delle tre donne.
Contemporaneamente decise di punire chi, ingiustamente, aveva condannato a morte loro ed un bambino innocente.

1999
20 anni fa a St Peter Port (capoluogo del Guernsey) venne posta una placca commemorativa in ricordo delle tre martiri e del figlio di una di esse.

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16 risposte a Le martiri di Guernsey

  1. Pingback: Le martiri di Guernsey — Non sono ipocondriaco | l'eta' della innocenza

  2. Vittorio ha detto:

    piccola come isola
    se quando esci dici “vado a fare un giro” sei di ritorno dopo cinque minuti

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  3. silvia ha detto:

    Interessante 🙂

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  4. vittynablog ha detto:

    Raccapricciante è dire poco!!! Le religioni, quando vogliono usare la loro supremazia sulle altre, combinano solo danni, in nome di Dio o di chiunque altro. Terribile!!!

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  5. Sir Babylon ha detto:

    La targa dice addirittura che la donna incinta ha partorito nelle fiamme, e che hanno preso il bimbo per poi ributtarlo nel fuoco!

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  6. francescodicastri ha detto:

    Stiamo sempre e comunque parlando di uno stato che fino al 1964 aveva la pena di morte e che fino al 1933 condannava alla pena capitale anche i minori di 18 anni. Come dice sempre un mio amico romano, quando noi avevamo già gli acquedotti, quelli mangiavano nelle caverne…

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