Storia e Pet Shop Boys. Post 4 di 5. Gli “Zazou”

I ragazzi: capelli lunghi impomatati con gel, giacche abbondanti fino al ginocchio, pantaloni larghi, cravatte strette di lana o cotone pesante, calzini bianchi o di colori sgargianti, scarpe scamosciate con suola spessa.
Le ragazze: capelli ricci fino alle spalle, biondi (tinti se necessario), rossetto rosso vivo, occhiali, giacche con spalline, gonne corte, calze a righe, scarpe con suola di legno.

Così si presentavano negli anni ’40 i giovani Zazou francesi (Les Zazous), di età compresa tra i 15 ed i 30 anni. Amavano la cultura americana e inglese, e la musica jazz e bebop. Il loro soprannome deriva da una canzone jazz dell’artista americano Cab Calloway, al cui interno si ripeteva la frase “Zah Zuh Zah”, poi ripresa dal francese Johnny Hess che nel suo brano “Je suis swing” del 1942 ripeteva le parole “Za zou, za zou, za zou, za zou ze”.


Essere Zazou fu una moda tanto quanto, 40 anni dopo, lo sarebbe stata quella dei paninari in Italia, dove gli individui erano accomunati da abbigliamento, musica, cultura e atteggiamenti in generale.
Solo che gli anni di maggiore vitalità di questa cultura urbana francese coincisero con l’occupazione nazista della Francia stessa, rinforzata dal regime di Vichy, dichiaratamente di natura filo tedesco.


Gli Zazou, per i loro atteggiamenti e la simpatia dimostrata verso lo stile americano e britannico, vennero visti con ostilità dal governo di Vichy, che a metà degli anni ’40 aveva istituito nuove dottrine di insegnamento per i giovani francesi. Gli Zazou vennero additati come attentatori alla moralità della gioventù francese, e descritti come poco inclini allo studio e al lavoro. Vennero anche accomunati agli ebrei, tant’è che quando vennero imposte agli ebrei le stelle gialle a 6 punte con la scritta “ebreo” da appuntarsi sulla giacca, gli Zazou iniziarono ad appuntarsi anche loro stelle identiche con scritte come “Zazou” oppure “Swing”.
Ma con l’istituzione della “Jeunesse Populaire Française” (organizzazione francese dei giovani fascisti) la situazione peggiorò, e gli Zazou iniziarono ad essere picchiati anche per strada, catturati e derisi con il taglio a zero dei capelli. Molti giovani Zazou vennero arrestati e portati ai lavori forzati.
Fu così che gli Zazou iniziarono di punto in bianco a vivere in clandestinità, evitando di porsi con ostilità contro il regime filo-nazista, dimostrando una sorta di indifferenza alle questioni interne politiche e militari.
Fu evidentemente una scelta di sopravvivenza, ma che decretò la loro emarginazione sociale perché “è troppo sottile la linea di demarcazione tra neutralità e collaborazionismo” (cit.).

Agli Zazou è dedicata la canzone “In The Night” dei Pet Shop Boys.

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12 risposte a Storia e Pet Shop Boys. Post 4 di 5. Gli “Zazou”

  1. Vittorio ha detto:

    gli zizou, invece, palleggiavano con il pallone da calcio per strada

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  2. Lu {pandored73} ha detto:

    Che belli questi articoletti musicali.

    Piace a 1 persona

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