Racconto estivo #9 su 10. “Il tempo rallentato”

Ero alla finestra durante un piovoso pomeriggio di novembre, e mi soffermai a guardare questo sfilare di persone.
La scena era surreale, tutto scorreva al rallentatore davanti ai miei occhi, come un film in DVD che stai riproducendo a velocità ridotta sul tuo televisore. Un minuto di quanto vedevo valeva come 3 secondi nel tempo reale, tant’è che potevo seguire con lo sguardo una qualsiasi goccia di pioggia, seguirne la traiettoria e vederla abbattersi sulle pozzanghere sottostanti.

Le persone erano distanti, ed il tempo inclemente rendeva difficile il loro riconoscimento. Mi sembrò di distinguere dapprima un mio vicino di casa, e poi inzuppato d’acqua un mio carissimo amico con a fianco la sua fidanzata. Pochi minuti dopo vidi mia moglie, sembrava piangesse, ma lacrime e pioggia si confondevano tra loro. Sua sorella arrivò poco dopo e sembrò tentare di consolarla.

Ma cosa era successo? Perché le persone sembravano tristi? Perché la scena andava avanti così lentamente?

Io continuai a guardare, finché non vidi mio padre con le mie figlie (sue nipoti) tenute per mano, Silvia di 8 anni alla sua sinistra a Betty di 5 alla sua destra. Piangevano tutti, non c’erano dubbi.
Mi girai per dare un’occhiata alla stanza in cui mi trovavo e – orrore – vidi me stesso, a letto, ferito gravemente e senza dubbio morto.
Mi voltai verso lo specchio, e vidi la mia figura dissolversi, mentre nel frattempo i miei occhi venivano inondati di luce.

 

[è vietata la copia anche parziale senza autorizzazione scritta]

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14 risposte a Racconto estivo #9 su 10. “Il tempo rallentato”

  1. Lu {pandored73} ha detto:

    Un morto consapevole o un incubo?

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  2. francescodicastri ha detto:

    Bellissimo. Magari fosse davvero così

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  3. annaecamilla ha detto:

    Belloooo!

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  4. silvia ha detto:

    E’ molto bello, e ci sono testimonianze di questo tipo, gente in coma o che sta morendo che vede tutto dall’alto come se stesse guardando una scena a lui estranea….

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