K e… il caffè

Il primo ricordo che ho del caffè risale ai primi anni delle elementari.
Il sabato sera mia madre preparava la caffettiera e metteva su un vassoio due tazzine, cucchiaini e zucchero.
La domenica mattina io, una volta alzato, accendevo il fornello, facevo fuoriuscire il caffè e lo versavo nelle due tazzine, per poi servirlo ai miei genitori che mi attendevano a letto. In cambio avevo accesso al lettone, sogno di ogni bambino.
Mia madre, come ulteriore premio, faceva gocciolare un po’ di caffè nella zuccheriera; si formava in questo modo una piccola pallina di zucchero e caffè che a me piaceva moltissimo.

Passato questo periodo, il sapore del caffè lo riassaporai alle superiori, quando a colazione iniziò a comparire il caffelatte. Alle medie, al contrario, il latte era insaporito con “Orzoro” o con “Ergo Sprint” (prodotto quest’ultimo simile al Nesquik ma meno costoso).
Ma, a parte la colazione dove il sapore del caffè era molto tenue, io il caffè non lo bevevo mai, ed i primi veri e propri caffè (a casa o al bar) iniziai a berli durante l’Università, ma molto raramente e solo in occasioni di particolare stanchezza, dato che il caffè riusciva a tenermi bello sveglio.
Dirò di più: il sapore del caffè non mi piaceva affatto, e per attenuarlo lo zuccheravo in modo esagerato.
Finita l’Università finirono i caffè, non ne presi più uno per anni.

Ho ricominciato a bere il caffè negli ultimi 4-5 anni, inizialmente al lavoro, giusto per dare un senso alla pausa pomeridiana, e poi anche a casa.
Ed ha iniziato a piacermi, al punto da prenderlo non zuccherato per godermene il sapore fino in fondo. La mattina ho ripreso a farmi il caffelatte, utilizzando il caffè liofilizzato sciolto in mezzo bicchiere di latte, sempre non zuccherato.
Il 25 Dicembre dell’anno scorso, Babbo Natale mi ha portato una macchina da caffè di quelle a capsule, il ché mi ha permesso di assaggiare miscele di vario tipo, oltre oggettivamente a risparmiare parecchio tempo di preparazione.
A casa ho anche la mia tazzina preferita, di quelle cosiddette a “doppio vetro”.

Di caffè non ne bevo più di 4-5 a settimana, quindi non posso dire di essere un caffeinomane, ma quando ne bevo uno me lo godo fino in fondo.
Sempre senza zucchero, ovviamente.

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35 risposte a K e… il caffè

  1. Vittorio ha detto:

    Senza zucchero pure io. Dalla colazione con il caffè latte sono passato al solo caffè con i biscotti. Il caffè può anche essere l’unico motivo per cui esco di casa e andare in quel bar che ho in mente

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  2. Sara Provasi ha detto:

    Io lo bevo solo a volte ma comunque decaffeinato, sennò non dormo 😂
    Da piccola lo assaggiavo quando mio padre beveva il caffelatte 😀

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  3. francescodicastri ha detto:

    Un consiglio. Cerca i “monocoltura”. Un’esperienza eccezionale.

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  4. Tsukiko 月子 ha detto:

    Caffè?!?! Qualcuno ha detto caffè?!?
    Dov’è il mio caffè?!?
    Il mio caffè (leggetelo con la voce di Gollum verso l’anello)

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Hahahaha, Tsukiko!
      Vedo che per molti si tratta non solo di un piccolo piacere quotidiano, ma forse quasi di una piccola “droga”, una sostanza di cui abbiamo bisogno non tanto per motivi fisiologici, ma psicologici e mentali.

      PS letto con la voce di Gollum

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  5. Topper Harley ha detto:

    Ci assomigliamo in questo, anche se io la macchinetta non credo la riceverò mai in regalo. A casa ho solo un piccola caffettiera per gli ospiti. Fuori ufficio non lo prendo mai e al lavoro è più un modo per staccare che una necessità.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Anch’io non ero favorevolissimo alla macchinetta, ma dopo l’insistenza di MDM (Mia Dolce Metà), Babbo Natale ne ha presa una.
      Mi sono ricreduto, specialmente in termini di comodità.

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      • Topper Harley ha detto:

        Vedo che MDM ha un gran peso nella famiglia ed è importante soprattutto quando ha ragione. Se bevessi caffè abitualmente avrei di certo una macchinetta. Certi aromi oltretutto li ho gustati con piacere.

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  6. Al mattino il cappuccino, assolutamente

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  7. Deserthouse ha detto:

    adoro il caffè e ai tempi dell’università ne abusavo, adesso quando sono in giro all’estero è una delle cose che mi manca, non per svegliarmi ma come ici tu proprio per il piacere di gustarlo, senza zucchero ovviamente

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ho assaggiato i caffè all’estero, anche quelli “espressi”, ma per qualche strano motivo in effetti non li bevi mai buoni e corposi come in Italia.
      Ogni tanto ne sento necessità, non tanto perché mi serva per stare sveglio, ma proprio per sentirne solo il profumo ed il sapore.

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  8. Neogrigio ha detto:

    purtroppo io non posso berne liberamente, spesso mi da strani effetti….

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  9. Paola Bortolani ha detto:

    Rigorosamente senza zucchero, 100% arabica, e degusto. Cerca i monocoltura, ma preparati s pendere 3/5 euro a tazzina

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  10. stefonwater79 ha detto:

    Io bevo il deca, ogni tanto.

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  11. lali1605 ha detto:

    Io non riesco a berlo.

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  12. stefonwater79 ha detto:

    Posso essere senza peli sulla lingua? A quanti il caffé fa cagare? Nel vero senso della parola? Io l’ho dovuto proprio togliere dai miei piaceri

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