Saturday Pop. Tears For Fears: “Sowing The Seeds Of Love”

Nel giugno 1987 Margaret Thatcher vince le elezioni e viene rieletta Primo Ministro per la terza volta.
Come leader del partito conservatore continua sin da subito con la sua politica di fermezza ed austerità, largamente impopolare (sebbene a posteriori rivalutabile per i risultati ottenuti).
Roland Orzabal, che con Curt Smith forma i Tears For Fears, scrive di getto una canzone molto “politica” che prende di mira la Thatcher ed il suo governo. Roland, nato da una famiglia appartenente alla working-class, non le manda a dire:

“Politician granny with your high ideals,
have you no idea how the majority feels?”

Si tratta di una canzone non convenzionale: tematiche politiche, molto lunga (circa 6 minuti) per gli usuali tempi radiofonici, ricca di variazioni con cambio di stili musicali e tecniche di registrazione… riuscirà mai a sfondare?

“Sowing The Seeds Of Love” (titolo preso in prestito dal brano “The Seeds of Love”, vecchia canzone folk ascoltata da Orzabal via radio) diventa un successo mondiale: 1° posto in Canada, al 2° negli USA ed in Italia, Top 5 praticamente ovunque.
La critica assegna a “Sowing The Seeds Of Love” dei giudizi estremamente positivi, accostandola al ‘sound’ dei Beatles, ed a me personalmente nel finale ricorda molto “Hey Jude”.
Per inciso: io adoro questa canzone.
Come Lato-B appare il brano strumentale “Tears Roll Down” che verrà poi ripubblicato nel 1992 con il testo cantato da Orzabal e con il titolo “Laid So Low (Tears Roll Down)”.

“Without love and a promised land
We’re fools to the rules of a government plan”

Tears For Fears
Sowing The Seeds Of Love
Formato: CD singolo
Anno: 1989
Etichetta: Fontana
Numero di catalogo: IDCD 12

1 Sowing The Seeds Of Love (Full Version)
2 Tears Roll Down
3 Shout (U.S. Remix)

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22 risposte a Saturday Pop. Tears For Fears: “Sowing The Seeds Of Love”

  1. Vittorio ha detto:

    i tears for fears sono stati un gruppo pop che ho ascoltato volentieri
    la loro musica era facilmente riconoscibile perchè molto distaccata dai canoni di quel tempo

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  2. Vittorio ha detto:

    oggi potremmo scrivere questa canzone: swimming in the sea of shit

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  3. silvia ha detto:

    Buon sabato

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  4. lali1605 ha detto:

    I tears for fears spettacolo….

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  5. francescodicastri ha detto:

    Vidi anche un concerto, all’epoca. Forti forti. Molto beatlesiani, ma in linea con il pop fine anni ottanta (anzi, erano anche un po’ più avanti)

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  6. Harley ha detto:

    Shout è quella piu’ gettonata ma moltissimi altri pezzi hanno entusiasmato le platee degli anni ’80 con i Tears for Fears.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Li ho visti dal vivo l’anno scorso proprio qui a Padova, ma nonostante i loro classici mia abbiano entusiasmato, il concerto non è stato il massimo. Tra di loro si evitano, come se suonassero per contratto, e il concerto è durato solo 80 minuti, quando con il loro repertorio potevano farlo durare 3 volte tanto.

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  7. Harley ha detto:

    Shout è quella piu’ gettonata ma moltissimi altri pezzi hanno entusiasmato le platee degli anni ’80. Eraun gruppo divenuto quasi un must.

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  8. Alessandro Montani ha detto:

    L’urlo di sottofondo a 4’52” è assolutamente “Hey Jude”, così come l’aereo all’inizio è “Back in USSR”, ma soprattutto il modello è “I’m the walrus”. I cambi di stile e tecnica sono poi tipici dei Beatles da Sgt. Pepper in poi (“A Day in the Life”, il medley di Abbey Road, ma anche Paul da solo in un pezzo come “Band on the Run”). Tuttavia non si tratta di una scopiazzatura, è una bellissima reinvenzione dei Beatles.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ti ringrazio per queste osservazioni, dato che i Beatles li conosco solo a livello di “ascolto”, non sono un esperto.
      Ma, in questa canzone, ho sempre riscontrato eco musicali dei Fab4, e proprio “l’urlo” mi ha fatto pensare ad un parallelismo. Citazione musicale perfetta, come per esempio gli Oasis fecero decine di volte.

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