Racconti brevi: “Il gol”

Antonio aveva 12 anni ed aveva sempre mal di testa, alla nascita qualcosa era andato storto. La vita era dura anche per un altro motivo: sempre troppo pochi i soldi in famiglia. Il papà si era ammalato lavorando, ora aveva una piccola pensione di invalidità ma non riusciva più ad avere una occupazione stabile. La mamma era casalinga e non poteva trovarsi un lavoro perché aveva a sua volta la propria madre inferma da accudire.

I compagni di classe per il suo 12° compleanno gli avevano regalato un paio di bellissime scarpe da calcio, come quelle di Messi, il suo eroe.
Ed avevano convinto il presidente della squadra di calcio locale ad iscrivere il loro amico gratuitamente.

Antonio era al settimo cielo.
I genitori tuttavia erano preoccupati: il suo mal di testa gli avrebbe permesso di giocare a calcio? I medici decisero di sì, forse più per assecondare il ragazzo che per una reale idoneità. Ma d’altronde, il mal di testa era indipendente dalla attività sportiva, e non
c’era nessuna evidenza che avrebbe potuto peggiorare. Anzi, sembrò addirittura migliorare.
Non migliorò tuttavia la situazione familiare.
La malattia del padre peggiorò e lo rese infermo come la suocera, le spese aumentavano e le entrate no. La mamma di Antonio, vergognandosi, si rivolgeva alla Caritas, ma non voleva che nessuno lo sapesse.

Venne il giorno della prima partita di campionato, la mamma accompagnò Antonio al campo col cuore in gola, lasciando soli a casa i due infermi.
Antonio il primo tempo lo passò in panchina, e la mamma vide che ogni tanto si teneva la testa tra le mani.
Nel secondo tempo venne il suo turno, l’allenatore decise di regalargli la gioia di 10 minuti di partita.
Le squadre erano ancora sullo 0-0.
All’ultima azione la squadra di Antonio si trovò in attacco, e il pallone fece un rimbalzo strano.
Antonio si dimenticò del proprio male e colpì il pallone proprio di testa.
E fece gol.

Gridando tutta la sua gioia si mise a correre, riconoscendo la mamma a bordo campo. Le corse incontro e si aggrappò alla rete urlando “Mamma, ho fatto gol!”.
Ed insieme si misero a piangere mentre i compagni lo sommersero con un grande abbraccio.

[racconto breve romanzato, ma non troppo distante da quanto accaduto veramente ad un ragazzo che conosco personalmente]

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8 risposte a Racconti brevi: “Il gol”

  1. Vittorio ha detto:

    penso che ricorderò per sempre l’esultanza di un ragazzo che giocando in spiaggia tipo tre contro tre fece goal e corse in tondo urlando come tardelli alla finale dei mondiali di spagna

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  2. francescodicastri ha detto:

    Io conosco una ragazza che per tutta l’infanzia e per un buon tratto dell’adolescenza soffriva di mal di testa continui. Poi, così com’era venuto, se n’è andato. Per sua fortuna, perché la vita così deve essere infernale

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  3. Topper Harley ha detto:

    Mi piacerebbe conoscere il seguito che, immagino esserci, sia nel racconto sia nella realtà.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ciao TH.
      Si, c’è un seguito, ma solo nella realtà.

      Antonio esiste veramente, ora ha 18 anni. Il racconto lo scrissi parecchi anni fa, quando lui era più giovane ed i mal di testa più frequenti.
      Ora sta meglio, gioca ancora a calcio per tenersi in forma, ma fa molta panchina.
      E’ un bravo ragazzo. La famiglia in effetti non è ricca, proprio per niente, e pure molto numerosa. E lui ha anche problemi cognitivi – per fortuna in forma non grave.
      Nonostante tutto, è uscito dalle medie con una valutazione molto buona (un 7 che valeva un 10), ed ora alle superiori studia molto e non è mai stato né rimandato né bocciato.
      E’ uno dei migliori amici di mio figlio.

      Piace a 1 persona

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