Ricordi di scuola: la prof di Lettere e Topolino

In 3° media arrivò una professoressa di Lettere nuova, che sostituiva il prof che ci aveva insegnato Italiano, Storia e Geografia in prima ed in seconda.
Mentre con il vecchio prof mi trovavo bene ed avevo voti buoni, con la nuova prof non entrai in sintonia ed i voti calarono drasticamente.
Non tanto in geografia, ancora oggi una mia passione, quanto in Storia e in Italiano.
I temi erano il mio punto debole, la prof insisteva a dire che io scrivevo male e che dovevo smetterla con la lettura dei fumetti (a quel tempo leggevo Topolino) e dedicarmi a letture a suo dire più serie, romanzi e narrativa.
Io in effetti a quell’età i libri non li leggevo, se non quelli obbligatori come compito, ed in tutta sincerità a me Topolino piaceva e non capivo cosa ci fosse di male nel leggere un fumetto. Certo, nei fumetti i personaggi si esprimono solo in forma diretta, però questo non dovrebbe essere nocivo per il lettore, no? E poi ero solo un ragazzino di 13 anni, perché negarmi una lettura di svago?
Fatto sta che al termine dell’incontro genitori/insegnanti, la prof mi dice di aver detto anche a mia madre di non comperarmi più Topolino.
“Brutta stronza” penso io “sai che faccio? Me lo compero io di nascosto con la mia mancetta settimanale!”

Il giorno dopo, uscito da scuola, mi reco alla edicola che si trova di fianco alla fermata dell’autobus, mentre attendo l’arrivo del “24”.
700 Lire, compero il nuovo numero di Topolino appena uscito.
Ammiro la copertina, mi giro e chi mi trovo davanti? La prof!!!
Cavolo, mai l’avevo trovata alla fermata, proprio quel giorno? Proprio in quel momento?
“Andrea, ma cosa ti avevo detto?” mi dice lei bonariamente.
“Signora professoressa, questo Topolino non è per me, è per mio fratello” risposi io.
Bugia cui lei sicuramente non credette.

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37 risposte a Ricordi di scuola: la prof di Lettere e Topolino

  1. Vittorio ha detto:

    topolino come impedimento all’accrescimento personale.
    e il manuale delle giovani marmotte dove lo mettiamo?

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  2. Lu {pandored73} ha detto:

    Ahhh questa invasione dello spazio non scolastico tipico di certa mentalità retrograda…

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  3. 😂 Io già leggevo molto. A 12 anni lessi Il gattopardo. Eppure, per il prof del quarto e quinto io scrivevo come un giornalista, per lui negativo. Magari! Dico io.

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  4. tramedipensieri ha detto:

    Ma non esiste proprio che un insegnante possa impedire la lettura del fantastico, indispensabile, monumentale Topolino!
    Incentivare anche altre letture, questo si…ma vietare NO

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  5. Massi Tosto ha detto:

    Ti sfido a geografia mondiale 😂

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  6. Io leggevo molto più di adesso a quell’età, e spaziavo dai libri seri (i pilastri del 900, tipo Pavese e altri) alla narrativa per ragazzi (Bianca Pitzorno, ma anche i classici, tipo Piccole Donne); accanto a questi volumi e volumetti, leggevo anche tanti, tanti fumetti. Braccio di Ferro in pole position! Un capitolo a parte sono le riduzioni a fumetti di tante opere importanti, sono state particolarmente istruttive, per fortuna ne avevo molte.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io a quell’età leggevo i libri che piacevano a me: libri di geografia, di astronomia, di avventure.
      Non classici, o romanzi. I libri “seri” li leggevo solo su imposizione scolastica.
      Sono diventato un lettore serio solo finita l’università, con la mente sgombra da altri tipi di letture.

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  7. Misteryously ha detto:

    Non lo leggevo mai…..non era nelle mie nere corde

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  8. Sara Provasi ha detto:

    Lo adoravo Topolino! E insegnava in sacco di parole nuove, non capisco perché vietarlo!
    I temi invece erano la mia passione… era storia il mio punto critico, perché come sai non memorizz nomi e date 😂

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  9. The Butcher ha detto:

    Topolino in realtà è un’ottima lettura. Intrattiene, insegna, emoziona e tante altre cose. Non bisogna mai sottovalutare questo tipo di lettura solo perché non è “alta letteratura”. Mai.

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  10. Giuliana ha detto:

    O leggevo di tutto, libri di ogni genere e … Topolino compreso

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  11. Ehipenny ha detto:

    Mio nonno aveva una collezione enorme di Topolino, cassetti della cantina pieni, saranno stati più di cento volumi, e ogni settimana andavo da lui a fare scorte. I prof che giudicano le letture fuori da scuola non li sopporto, ne avevo una anche io così, storse il naso perché avevo letto un romanzetto “le lacrime dell’assassino”, in seconda media… senza sapere nemmeno la trama!

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Sono/erano solamente prevenuti.

      Vedi, io riguardo (faccio un esempio) i temi di italiano, li farei correggere ai professori senza nemmeno scrivere il nome dell’alunno.
      Perché poi il loro giudizio/valutazione si basa su “CHI” abbia scritto, e non solo su “COSA” e “COME” sia scritto.

      Allo stesso modo la prof, leggendo i miei temi, già pensava “Andrea, quello del Topolino”, e partiva già con l’idea che non andasse bene.

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  12. vittynablog ha detto:

    Per me Topolino è stato un trampolino di lancio! C’ho quasi imparato a leggere. Dopodiche ho letto di tutto. Quella prof non era una buona prof, primo perchè non si vieta una lettura così carina, pulita e pure istruttiva ad un alunno. Secondo perchè avrebbe dovuto trovare il modo di farti innamorare di altre letture. Evidentemente il suo modo di insegnare non trasmetteva amore e interesse per lo studio.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Guarda, per me fu un trauma.
      Il prof precedente, che abitava/abita non lontano da casa mia e che ancora oggi mi capita di incontrare e salutare con affetto, era severo ma giusto, usava bastone e carota, e certamente non rompeva le scatole con queste piccolezze.
      La figuraccia di trovarmi la prof alla fermata, poi, fece il resto.
      Credo che lei se lo fosse legata al dito, tant’è vero che all’esame di III media mi fece patire le pene dell’infermo.

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  13. francescodicastri ha detto:

    La stessa passione. Topolino e Guerin Sportivo li divoravo. Però mi rendo conto che leggevo molto di più. Avevo letto tutto Tolkien già a 13 anni…

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il Guerin Sportivo lo trovavo interessante (o addirittura affascinante) perché parlava di “tattica” calcistica, di moduli di gioco, delle differenti caratteristiche che devono avere i giocatori in relazione al loro ruolo.

      Oggi è tutta un’altra cosa.

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  14. gaberricci ha detto:

    Umberto Eco (che forse sull’argomento aveva un minimo di autorevolezza più della tua prof), diceva che l’importante è leggere… certo penso che ai tempi a cui ti riferisci nessun membro della cultura “alta” si era mai preoccupato di leggere Topolino.

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  15. Paola Bortolani ha detto:

    Topolino è letteratura. Punto

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