Alexander Selkirk, Robinson Crusoe e le Isole Juan Fernández

A circa 670 Km di distanza dalle coste del Cile troviamo un piccolo arcipelago composto da 3 isole principali, più altri isolotti di minore importanza.


Posizionamento delle Isole Juan Fernández

Le 3 isole sono state battezzate “Más a Tierra” (96 Kmq, la più grande, unica isola abitata da poco meno di 1000 abitanti), “Más Afuera” (49 Kmq, disabitata) e “Santa Clara” (2 Kmq, disabitata).
L’intero arcipelago è denominato “Isole Juan Fernández” nel ricordo del navigatore spagnolo Juan Fernández (1536-1604) che le scoprì nel 1574 poco prima di diventare il primo navigatore europeo a sbarcare in Nuova Zelanda.


Veduta delle Isole Juan Fernández

Le Isole Juan Fernández, un tempo covo di pirati e corsari, divennero famose grazie al marinaio Alexander Selkirk.
Chi era costui?

Lo scozzese Alexander Selkirk, litigioso e dal carattere molto difficile, divenne dapprima marinaio, per poi imbarcarsi come corsaro per numerose spedizioni nell’Oceano Pacifico. Alla fine di una scorreria, preoccupato a causa dello stato della nave “Cinque Ports”, litigò con il capitano Stradling il quale lo abbandonò nell’isola di “Más a Tierra” con la sola dotazione di alcune armi, alcuni vestiti, un materasso, un piatto e la Bibbia.
Era il 1704, e Selkirk visse nell’isola in perfetta solitudine per oltre 4 anni.
Durante la sua permanenza forzata si alimentò di latte e carne di capra, aragoste e verdure selvatiche. Con gli strumenti a sua disposizione si costruì una capanna, alcuni abiti (di pelle di capra) ed anche un paio di scarpe. E nel frattempo leggeva la Bibbia.
Venne salvato nel 1709 dalla nave corsara “Duke”, ancorata casualmente nell’isola.

Il Capitano Rogers rimase impressionato dalla capacità di sopravvivenza di Selkirk, e dalla sua abilità nella caccia e nella pesca, tanto da parlarne in modo molto esteso in un suo resoconto scritto sull’attività piratesca dal lungo titolo “A cruising voyage round the world: first to the South-Sea, thence to the East-Indies, and homewards by the Cape of Good Hopeworld” (datato 1712).
Selkirk divenne famoso ma una volta tornato a Londra, nonostante la notorietà, la sua natura di attaccabrighe ebbe il sopravvento.
Per risolvere i propri problemi personali si arruolò nuovamente come marinaio, ma nel 1721 morì a causa della febbre gialla contratta mentre si trovava sulle coste occidentali dell’Africa.

L’incredibile vicenda di Selkirk ispirò il romanziere Daniel Defoe per la stesura del libro “La vita e le strane sorprendenti avventure di Robinson Crusoe”, dove si narra del periodo di sopravvivenza in un’isola deserta da parte del giovane Robinson, il tutto visto come
redenzione dell’uomo che riesce, nella solitudine, a nobilitare la propria vita tramite l’uso della ragione ed al controllo della natura circostante.
Un racconto totalmente ispirato all’avventura vissuta da Selkirk e perfettamente inserito nel periodo illuministico di quel tempo, con l’esaltazione delle qualità umane quali l’intelligenza, la laboriosità, il sacrificio e lo spirito di iniziativa.

Nel 1966 alle due isole maggiori venne cambiato nome: l’isola “Más a Tierra”, la maggiore, divenne “Isola Robinson Crusoe”, mentre “Más Afuera” diventò “Isola Alexander Selkirk”.

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11 risposte a Alexander Selkirk, Robinson Crusoe e le Isole Juan Fernández

  1. Vittorio ha detto:

    comandante selkirk della sel-star trek
    quattro anni da solo sono tanti
    avrà dato un nome proprio anche alle foglie sugli alberi

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  2. francescodicastri ha detto:

    Incredibile come dietro le storie note, ci siano piccole-grandi storie poco note

    Piace a 2 people

  3. Paola Bortolani ha detto:

    Che bella storia. Qui, secondo me, l’unico che può esserci stato è Massi Wolf Tosto

    Piace a 1 persona

  4. Pingback: Letture per il weekend – VITAINCASA

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