La discoteca che non c’è più

Ho amato la musica “da discoteca” prima ancora di scoprire che si trattasse di musica “da discoteca”.
Mi piaceva – e mi piace ancora – la musica dal ritmo veloce, elettronica, energica… mi comperavo i dischi, in vinile, senza sapere che era quella stessa musica che migliaia, milioni di giovani ballavano ogni giorno nelle piste da ballo.
Ma io avevo solo 15-16 anni, e le discoteche iniziai a scoprirle, e frequentarle, solo dai 18 anni in poi.
Solamente con la patente, e l’automobile, io e la compagnia di amici potemmo uscire dal quartiere, e scoprire quel mondo che immaginavamo ma che rimaneva per molti versi inesplorato: gite al mare, paninoteche, uscite con le ragazze e le inevitabili discoteche.

Non mi piaceva ballare: mi sentivo scoordinato, mi sentivo osservato, le piste erano quasi sempre piene di gente al punto da scoraggiarmi ad accedervi.
Ma per me non è mai stato un problema: io sono sempre andato in discoteca per la musica, per ascoltarla, per godermela a pieno volume, per godermi la “maestria” del DJ nel passare da un mix ad un altro, per scoprire nuove canzoni, per cantare quelle che già conoscevo, per passare una serata a base di house, underground, drum ‘n’ bass, hi-energy, techno…
Mai andato in discoteca per “cuccare” le ragazze, per assumere alcool o per ballare (anche se ogni tanto me lo concedevo).

Una delle mie discoteche preferite ero lo “Station”, forse solo per il fatto che era comoda da raggiungere, a soli 10 Km da casa. Questo permetteva a me ed agli amici di rimanerci più a lungo, perché dovevamo comunque rispettare l’orario di rientro assegnatoci dai genitori. Arrivare a casa in 15 minuti ci consentiva di rimanere in disco qualche minuto in più, il ché non guastava affatto.


Entrata dello “Station”

Il mio periodo “discotecaro” è riconducibile più o meno agli anni 1987-1993, e furono anni a dir poco straordinari.
Straordinari perché ero giovane, perché la mia unica preoccupazione era studiare, perché avevo iniziato a conoscere il mondo femminile, perché letteralmente adoravo quel tipo di musica, che rifletteva l’ottimismo della mia vita.
Non immaginate la mia gioia purissima quando in discoteca il DJ metteva sul piatto un disco dei miei gruppi preferiti. Pet Shop Boys, Dead Or Alive, Depeche Mode… per me era un delirio, non riesco a descrivere quei momenti, ma io quasi mi commuovevo.

Era il mio mondo.

Piano piano la mia vita cambiò.
La maggiore responsabilità derivata dall’avere un lavoro, e la presenza di una fidanzata non troppo amante delle discoteche, mi portò ad allontanarmi piano piano da questo mio ambiente prediletto.
Non mi dispiacque troppo. La musica da discoteca iniziava a cambiare, a piacermi sempre meno, assumendo sempre più connotazioni commerciali. I miei dischi preferiti iniziavano ad essere trasmessi sempre meno, ed io iniziavo a sentirmi sempre più un oggetto estraneo per puri motivi musicali, non per motivi di età.

La “discoteca”, intesa come ambiente di aggregazione, negli ultimi anni ha perso sempre più il proprio fascino.
Ne esistono ancora, le mie giovani cuginette le frequentano ancora, ma sono ormai poche e se la giocano con altri ambienti di ritrovo, dove magari non sono più la musica ed il DJ il centro dell’attenzione.

Lo “Station” nel frattempo ha chiuso, è rimasto a lungo un edificio abbandonato, infine è stato acquistato ed abbattuto.


“Station” in stato di abbandono

Ora, dove io ballavo e mi esaltavo sulle note di “Pump Up The Volume” e “Rhythm Is A Dancer”, sorge un simpatico supermercato dove puoi trovare i pomodori in offerta ad 1,50 € al Kg.


“Station” in fase di demolizione


L’odierno supermercato

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36 risposte a La discoteca che non c’è più

  1. Vittorio ha detto:

    sno state poche le volte che sono andato in discoteca tranne che durante il mio periodo dark.
    in torino c’erano solo due locali in cuimettevano la musica dei cure, dei cult, dei sister of mercy, e che frequentavo

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  2. Sono andata in discoteca per due anni poi ho cominciato a lavorare e la spensieratezza è finita

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  3. socialapatico ha detto:

    Decisamente sono più datato di te. Ho iniziato ad andare in discoteca nella mia Versilia quando erano aperte la domenica pomeriggio

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  4. Ehipenny ha detto:

    Beh è sempre un po’ triste vedere gli edifici “storici” venir demoliti… comunque come sai la discoteca non fa per me, però ne conservo un bel ricordo, ho cominciato ad andarci a 16 anni e quella mia compagnia è la stessa di ora

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  5. francescodicastri ha detto:

    Che bel periodo, la seconda metà degli ’80… Ma forse solo perché eravamo giovani?

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  6. silvia ha detto:

    Anche quella dove andavo io la maggioranza delle volte non esiste più, mi è dispiaciuto, lì ho conosciuto mio marito 😉

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  7. Hadley ha detto:

    Io non sono stata molte volte in discoteca da giovane, mia mamma era molto severa e non mi permetteva di fare tardi… Attualmente ci vado raramente ma per ballare altri generi… Anche il liscio

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  8. Bloom2489 ha detto:

    Oggi i locali durano anche un solo anno!

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  9. Nc ha detto:

    Dove 30 anni fa ballavi e ti esaltavi tu, oggi ballano e si esaltano simpatiche vecchiette appoggiate al carrello-deambulatore.

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  10. wwayne ha detto:

    Anch’io amo la musica dance, ma odio le discoteche. Il motivo principale è che è troppo difficile entrarci: prima di arrivare in pista devi sorbirti una fila talmente lunga che quando arriva il tuo turno ti è già passata la voglia. O almeno a me ha sempre fatto quest’effetto. Inoltre, quando finalmente riuscivo a entrare in discoteca non è che mi divertissi granché, anzi non mi divertivo affatto: la musica dance ho sempre preferito ascoltarla anziché ballarla, quindi non ci provavo alcun gusto nel dimenarmi in pista. Il mio ideale di serata tra amici è totalmente diverso: essendo un amante delle chiacchierate, preferisco mille volte le cene in pizzeria, quelle in cui ti alzi da tavola solo dopo aver fatto il pieno sia di pizza che di chiacchiere, e le seconde sono state ancor più piacevoli della prima.

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  11. Gianfranco Barbuti ha detto:

    Salve a tutti io ai miei tempi 88/94 andavo e frequentavo Imperiale (Tirrenia Pi), kama kama,( Lido di Camaiore Lu), Insomnia ( Ponsacco), Duplè tutte discoteche ormai chiuse o abbattute, hanno rifatto qualche tempo fa una speciale riapertura dell Insomnia ma purtroppo un giovane è deceduto x droga,( che anche ai miei tempi esisteva ma eravamo piu cauti adesso i giovani tendono ad esagerare a loro rischio)

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