La monetina

Da mia madre ho ereditato parecchie caratteristiche (l’essere ansioso, per esempio) ma certamente non quella di fare una piccola offerta alle persone che ti chiedono una monetina.
Lei prima di partire da casa verificava sempre di avere nel portamonete alcuni spiccioli, nel caso qualcuno glieli avesse chiesti: il venditore al semaforo, la questuante in piazza, il “moretto” davanti al supermercato.
Magari solo 100 Lire, o poi con gli Euro 50 centesimi, ma lei aveva sempre una monetina per tutti.

Io non sono come lei, non mi commuovo davanti ai questuanti, davanti alle mani allungate, davanti ai cartelli con richiesta d’aiuto.
Raramente, lo ammetto, estraggo dalle tasche una moneta per coloro che me la chiedono.
Il mio comportamento è dovuto a vari fattori.
Persone che fingono disabilità per commuoverti, gente che non lavora perché conta solo sulla beneficenza del prossimo, individui che sperperano il poco che hanno in fumo ed alcool.

Io ho sempre davanti a me l’esempio del mio amico Ben, arrivato in Italia dal Camerun senza un soldo: si è messo a lavorare di sera ed a studiare di giorno, oggi è medico e guadagna il doppio di me.
Se uno si impegna ce la fa anche senza chiedere la monetina al prossimo.

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27 risposte a La monetina

  1. Infatti è così. Considera anche il racket che gestisce questi questuanti ben posizionati. Altrimenti sai che ressa, invece sono tutti ben distribuiti e ogni tot c’è il turn over. Io vado a messa in diverse chiese e noto questo ordinato avvicendarsi. Ricordo anni fa un mutilato che chiedeva l’elemosina a Roma dalle parti di viale Libia, sempre nello stesso posto. Certo faceva pena, senza le mani. L’ho rivisto dalle parti mie che guidava una bella macchina. Oppure un mendicante che andò in banca (me lo raccontò una cugina cassiera) che si presentò per controllare i suoi titoli e non volevano farlo entrare ma aveva una lettera della banca. Per farla breve aveva circa 80.000.000 di investimenti. Questo più di trenta anni fa.

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  2. francescodicastri ha detto:

    Concordo. Il finto buonismo non porta vantaggi a nessuno, a volte pulisce solo la coscienza, anche se so che tanti lo fanno davvero con il cuore

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  3. Misteriously 🕶 ha detto:

    Concordo troppa finzione ovunque ormai

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  4. Miss Elena ha detto:

    Devo dire che anche io lo faccio raramente. Soprattutto dopo un caso emblematico.
    Ero fuori dalla metro, madre con due bimbi. Chiedeva soldi. Avevo nel portapranzo yogurt succo di frutta cracker mela e banana e tanto altro (neanche dovessi andare a fare un picnic).
    Offro ai bimbi succo e la frutta.
    La madre sprezzante mi dice che hanno solo bisogno di soldi.
    Mi giro e me ne vado, nel pomeriggio ho mangiato tutto io XD

    Penso ancora che se davvero avessi fame acchiapperei cibo, non soldi…mah. Un mio piccolo pensiero…

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  5. lali1605 ha detto:

    Io la dó quando sono carica di spesa ….solo in questo caso

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  6. Topper Harley ha detto:

    L’esperienza ci insegna a distinguere tra chi ha davvero bisogno anche di una monetina e chi potrebbe farne a meno dedicandosi ad altro. A volte si sbaglia ma, negli altri casi, credo ci si senta meglio.

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  7. silvia ha detto:

    Condivido, buona serata.

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  8. Sara Provasi ha detto:

    Anch’io lo faccio solo se messa alle strette, o se mi sembra giusto in quel singolo momento

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  9. Paola Bortolani ha detto:

    Io ho scelto dei “destinatari” dei pochi soldi che mi avanzano, e li convergo lì. Sono situazioni serie, che conosco, e so che quello che offro non sarà disperso. Per la strada condivido le stese perplessità

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  10. Giuliana ha detto:

    Sono d’accordo, ma siamo impopolari 😄

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  11. acquapertutti ha detto:

    In riferimento ai ragazzi davanti ai supermercati.
    Dietro alla maggior parte dei questuanti dei supermercati (quasi sempre nigeriani) c’è un racket molto grande, come dite voi sono organizzati, ruotano, c’è una mano che orchestra, ma quei ragazzi non sono lì per truffare le persone alle quali chiedono le monetine, semplicemente sono lì perché sono costretti a farlo.
    Il loro viaggio non è ancora finito, sono sotto ricatto delle mafie internazionali che hanno loro permesso di raggiungere, nei modi che ben conosciamo, l’Europa e devono pagare il loro debito… sono sopravvissuti al viaggio attraverso il deserto e attraverso il mare, ora devono sopravvivere ai loro aguzzini… gli uomini davanti ai supermercati, le donne sui marciapiedi e sicuramente non per loro volontà.
    Non fermiamoci all’apparenza andiamo sempre in fondo alle questioni, non basta dire “se avessero voglia di lavorare”, bisogna capire perché non possono farlo…
    Il fatto di non dare le monete potrebbe essere anche giusto con il fine di non alimentare questa condizione, ma questa nostra scelta comporta un tempo di schiavitù maggiore per loro… come sempre ogni medaglia ha il suo risvolto e non è così semplice risolvere il problema, cosa è più giusto fare? Non lo so, ma sicuramente quello che non dobbiamo fare è dimenticarci che non stiamo parlando di casi, di numeri, di prodotti in serie ma di persone e che andrebbe valutato caso per caso. Poi ovviamente il furbo si può trovare sempre in ogni situazione!
    Quindi libertà assoluta di decidere come comportarci, obbligo di farci delle domande e di cercare delle risposte reali, non sbrigative, perché altrimenti rischiamo di trovare una giustificazione per noi, ma non arriviamo al nocciolo della questione, teniamo sempre aperti occhi, mente e cuore! Un abbraccio a tutti.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ti ringrazio molto per il tuo intervento.
      Ho riletto il mio “post” ed in effetti – a mente fredda – può sembrare che il mio modo di pensare sia rivolto all’egoismo.
      Non penso in effetti di esserlo, nonostante la mia riluttanza ad offrire la monetina.
      Diciamo che volevo fare un confronto tra chi, come il mio amico Ben, si è sempre impegnato giorno e notte per guadagnarsi il pane, mentre c’è chi non dimostra la stessa volontà di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi.

      Il vero problema sono le differenze sociali, una vera ingiustizia che rende molte persone nella necessità di dipendere da una monetina.

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      • acquapertutti ha detto:

        Sono d’accordo con te, le differenze sociali e la non equa distribuzione delle risorse dividono le persone tra chi è necessariamente dipendente e chi può decidere come vivere.
        Di certo non ritengo tu abbia fatto un discorso egoista (anzi mi scuso se posso aver lasciato intendere questo), ho solo voluto provare ad ampliare il punto di vista sullo specifico riferimento, poiché spesso le cose sono più complesse di come sembrano all’apparenza.
        Sicuramente sono d’accordo con te sul fatto che non vada alimentato l’assistenzialismo. Sono tangibili i danni di questa sterile idea di sviluppo anche nei Paesi poveri.
        Grazie a te di aver creato un momento di confronto costruttivo.

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