Giusto per capire (si parla di soldi)

Giusto per capire.

Mio padre ha lavorato per una vita come semplice impiegato, mamma casalinga, eppure con un solo stipendio “medio” si è potuto permettere una casa a due piani con giardino, i 2 figli hanno studiato entrambi all’università, le cose essenziali non sono mai mancate, in vacanza ci siamo sempre andati ogni anno.

Oggi se hai un solo stipendio, e lo stipendio è da considerarsi “medio”, non vai da nessuna parte. Fai fatica ad arrivare a fine mese, se hai uno o più figli devi rinunciare praticamente a tutto, in vacanza ci vai al massimo per un weekend, oppure torni in giornata.
Vi dirò di più: anche se in famiglia ci sono 2 stipendi, ed avete figli, è complicato arrivare a fine mese.
Altro che case a due piani con giardino.

Qualcosa non quaglia.

In 30-40 anni il potere d’acquisto delle famiglie è precipitato in modo preoccupante, per vivere in modo dignitoso devi comunque fare mille rinunce, i giovani con occupazioni non stabili e stipendi da fame non potranno mai permettersi il tenore di vita delle generazioni
precedenti.

Non si tratta solo di “inflazione” o di “recessione”.
Per giustificare questa continua deriva verso i margini di “povertà” bisogna chiamare a rapporto i nostri governanti, che per oltre 40 anni hanno permesso che tutto questo accadesse, e pure i sindacati, che evidentemente non hanno saputo far valere le ragioni dei lavoratori in modo opportuno, lasciando che gli stipendi aumentassero negli anni meno del tasso di inflazione.

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37 risposte a Giusto per capire (si parla di soldi)

  1. Vittorio ha detto:

    Negli anni precedenti l’euro in Italia esisteva un sistema economico autonomo che tramite inflazione e scala mobile garantiva il potere di acquisto.
    Con l’euro i prezzi sono raddoppiati in prima istanza. Si sono create speculazioni globali. Chi possedeva grandi capitali ha sfruttato il momento garantendosi guadagni ulteriori.
    Ieri ho trovato 20 euro per strada. Piccola compensazione 😊

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  2. È tutto come dici tu. Sul sindacato lasciamo perdere che è meglio…

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  3. Rossatinta ha detto:

    Tutto tristemente vero.

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  4. bortocal15 ha detto:

    tutta giusta la descrizione, ma l’analisi delle cause, mio dio…
    e non lo dico solo a te, lo dico soprattutto ai commentatori.
    tutta una questione di tradimento e di calar le braghe, vero?
    come sarebbero semplici i rimedi, in questo caso…

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il drammatico calo del potere d’acquisto degli stipendi “reali” (1979-2019) è evidente e sotto gli occhi di tutti.
      La classe media, anche impiegatizia, anche statale, sta veleggiando sempre più verso il limite di “semi-povertà”. Uno stipendio non basta più.

      Ora: questo secondo me è un problema, e pure molto grave.

      Essendo un problema, esisterà pure una causa.
      Perché il problema NON è globale, e neppure europeo. In Svezia si sta bene, anche in Danimarca, Finlandia, Norvegia, Olanda, Belgio, Luss, Svizzera… stanno meglio di noi anche in Germania, Francia… la Spagna in moltissimi indici economici e di sviluppo ci ha superato. Le repubbliche Baltiche sono in corsia di sorpasso.

      Qualcuno avrà anche responsabilità di tutto ciò, oppure sta capitando per caso, o per sfiga?

      Non ce l’ho con te, ovvio, però trovo giusto indicare come massimi colpevoli i governanti che ci hanno portato a questa situazione.
      E “governanti” non sono solo i politici, ma anche le grandi aziende imprenditoriali, e pure i sindacati, che in teoria dovrebbero tutelare i diritti dei lavoratori.

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      • bortocal15 ha detto:

        nel tuo post tu indichi come responsabili dei bassi salari italiani “i governanti” e “i sindacati”: in poche schematiche parole fai un discorso tipicamente di destra.
        adesso aggiungi che con “governanti” intendi anche “le grandi aziende imprenditoriali”: ba già un poi’ meglio, ma – scusa il tono polemico, che però vorrebbe sempre restare amichevole – le parole hanno un significato e adesso mi sembra che tu stia cambiando le carte in tavola.

        comunque il problema reale che indichi non esiste da breve tempo; scusa se mi cito:
        https://bortocal.wordpress.com/2010/01/06/216-i-salami-italiani-i-piu-bassi-deuropa/
        premesso che la crisi dei redditi della classe media è comunque una tendenza generale dell’Occidente avanzato (vedi la Francia!), anche se procede in tempi e modi diversi da paese a paese, ti do una possibile interpretazione alternativa della particolare situazione italiana media.
        è il bassissimo livello di scolarizzazione, che ci vede in fondo alle classifiche europee: noi produciamo soprattutto forza lavoro poco qualificata, che viene ovviamente pagata poco; quindi attraiamo immigrati a bassa qualificazione, i nostri ragazzi preparati sono costretti ad emigrare all’estero per trovare lavoro adeguato (siamo tra i primi 10 paesi del mondo per numero di emigrati – altro che problema immigrazione!).
        nella scuola, cinquant’anni fa, quando si sviluppò il miracolo economico italiano, ci si faceva un culo così a studiare e ne usciva gente ferrata e abituata a lavorare duro; oggi la nostra scuola è a prezzi, più di metà degli italiani sono analfabeti funzionali, cioè non sono in grado di capire quello che leggono (se leggono).
        ma come tutti gli ignoranti, chiusi al mondo esterno, pensano di essere chissà quali gioielli per mancanza di confronti, e si lamentano anche di essere pagati poco, quando hanno scarse competenze, non hanno spirito di sacrificio e struttura mentale organica nel lavoro, i capi sono prevalentemente selezionati non per meriti e capacità, ma per relazioni familiari e clientelismo, aggiungi che molti lavorano poco e male – non solo per responsabilità personale loro, sia chiaro, ma anche perché il sistema Italia si è progressivamente costruito su condizioni da Terzo Mondo o America Latina – salvo alcune isole di assoluta eccellenza, che però non fanno sistema.

        ehi, non dico che questa sia la spiegazione giusta né tantomeno l’unica, però chi si lamenta – e giustamente – cominci col farsi un esame di coscienza collettiva, perché i governanti e i sindacati che abbiamo ce li scegliamo noi, e lo scarico delle responsabilità è una operazione che non mi piace, ma in Italia ne siamo tutti maestri.

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Ciao.
          Con calma: io sono tutto ma NON di destra.
          Non che sia una offesa, me generalizzare il mio pensiero sulla base di un “post” di poche righe non mi pare il caso.

          Mi parli della scuola, e dintorni.
          Ed io sono d’accordo con te al 1000×1000.
          D’accordissimo.

          Vediamo.
          Ma la colpa dell’abbassamento del livello di qualifiche scolastiche di chi è?
          Se l’ignoranza a scuola dilaga, la colpa di chi è?
          Se le eccellenze (poche) scolastiche vanno all’estero la colpa di chi è?
          Se oggi ci sono solo analfabeti funzionali, la colpa di chi é?

          Non credo che la genetica stia facendo nascere in Italia milioni di ragazzi che non hanno più voglia si studiare, che non sanno apprendere, se sono “tutti ignoranti” (parole tue).

          Secondo me la colpa è sempre e solo di chi ci governa, di chi ha messo in pratica riforme scolastiche inadatte (sia a dx che a sx), di chi non ha capito come tarare le esigenze del mercato al nozionismo scolastico, di una politica che non permette ai ragazzi di trovare un lavoro stabile e pagato in modo equo.

          Non è colpa dei ragazzi.
          Non è colpa degli studenti.

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          • bortocal15 ha detto:

            non ho affatto generalizzato il mio giudizio su di te: come potrei? ti leggo da poco tempo e anche se ti conoscessi via blog un poco meglio, sarebbe sempre un’illazione arbitraria: nessuno di noi è poi del tutto il blogger che recita sulla piattaforma.
            volevo soltanto dire che sentivo un poco di qualunquistico in quel punto particolare, e mi dispiace se posso averti offeso: però il mio voleva essere un amichevole metterti in guardia – dal mio fallibile punto di vista, naturalmente.

            vedo, da tutto il resto, che siamo ampiamente d’accordo, salvo che su due punti, uno vecchio su cui è inutile insistere, che riassumo nella mia idea che ogni popolo ha il governo che si merita e che, quando accusa i governanti anziché se stesso, significa che non intende correggere se stesso, e dunque, nonostante l’apparenza, non intende neppure cambiare il modo di governare, altrimenti farebbe qualcosa di meglio che blaterare contro il governo che poi lascia governare.

            il secondo purtroppo è difficile da riassumere, ma mi rifaccio alla sociologia inglese e alla formula da essa inventata per definire quella specie di unicum che è lo stile italiano di gestione della cosa pubblica: il familismo amorale.
            credo che la definizione dia già un’idea abbastanza chiara del concetto e non ci insisto su.
            un altro studio inglese, molto contestato, ha rilevato che in larga parte d’Italia, ahimè quella meridionale, il QI medio è 3 punti più basso della media europea.
            il tema è ovviamente tabù, pena il linciaggio, e 3 punti, in una scala logaritmica come quella del QI, sono un’enormità, perché in una scala aritmetica corrisponde ad un 50% in meno.
            se non ricordo male, quello studio, accusato di razzismo, si spingeva a parlare effettivamente di conseguenze di una presunta endogamia in una zona geograficamente isolata, ma è una evidente bestialità, perché poche zone d’Europa come il nostro Meridione hanno visto una mescolanza genetica paragonabile: dai greci ai romani, ai bizantini, ai longobardi, ai normanni, agli arabi…
            invece personalmente ritengo che il dato, che sembrerebbe obiettivo, sia da collegare invece piuttosto all’altro aspetto appena detto: cioè il carattere asfittico e chiusissimo della vita sociale locale ha un effetto di lunga durata sulla qualità media delle prestazioni intellettuali: non serve un faticoso processo di formazione di una morale generale, per dire, dove lo stile della via sociale è mafioso; anzi, questa caratteristica diventa controproducente e la società intorno la seleziona come fattore negativo.
            quindi viviamo, come del resto è evidente a chiunque vuol vedere, in un paese semi-analfabeta, abbrutito dalla televisione in maniera imponente, in via di invecchiamento, tendenzialmente mafioso nei rapporti sociali, e dove l’intelligenza è ferocemente combattuta, appena si manifesta, dalla coalizione dei beoti, anziché essere ricercata, apprezzata e portata in palmo di mano: parlo con riferimento preciso alla esperienza per fortuna diversa, che ho potuto fare per qualche anno in Germania.

            occorre poi dire che la crisi della classe media, insisto, è universale, nel mondo avanzato – in Italia la si sente di più – e ha ben altre cause che la nostra situazione particolare o l’euro come sragiona qualcuno: come dire che ti sei preso la febbre perché hai preso l’aspirina…

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            • Kikkakonekka ha detto:

              Ciao bortocal15.
              Intanto mi devo scusare per avere forse utilizzato un tono un po’ aspro nei tuoi confronti per esprimere le mie idee.
              Non era mia intenzione.
              Ieri per me è stata una giornata complicata (in parte ospedaliera causa figlio) e nella fretta nello scrivere ho tralasciato la forma.
              Riguardo la sostanza rimengo delle mie idee, peraltro molto simili alle tue.
              Ma torniamo all’inizio.
              Io nel mio posto ho voluto esprimere il mio estremo disappunto per la perdita del potere d’acquisto delle classi medie negli ultimi 40 anni.
              Punto. Null’altro.
              Certamente se accade un fatto del genere, di qualcuno sarà la “colpa”, no? Non può essere causa del fato, e nemmeno si può generalizzare, perché altre nazioni europee negli ultimi 40 anni hanno fatto un percorso inverso (per vari motivi, anche politici, vedi Spagna) altre invece erano già avanti, ed ora sono avantissimo.
              Io rimango dell’idea che la colpa sia della classe dirigente, a 360°.
              Le tue argomentazioni sono molto precise e più “profonde” delle mie, segno di una cultura che io spesso invidio nelle altre persone. Anche per questo motivo il mio “post” era “generalista”, perché io lascio “aperta” la porta alla discussione, senza avere la pretesa di avere ragione.
              Però, riguardo la scolarizzazione… io ritengo sia molto marginale rispetto al mio “post” originale.
              Non credo che negli ultimi 40 anni sia cambiato particolarmente il QI dei ragazzi, e la differenza nord/sud (testimoniate anche della prove Invalsi) c’è oggi *allo stesso modo* in cui c’era 40 anni fa.
              E’ la cultura di massa ad essere cambiata, semmai, e forse ha ragione il mio amico Andrea (mio omonimo) nel dire che esiste un piano ben preciso per rendere “beota” la popolazione.
              D’altronde è più facile governare un popolo idiota, e su questo siam tutti d’accordo.
              Ma torniamo ancora al post: il potere d’acquisto.
              Secondo te? Solo fatto culturale? Colpa dell’Euro?
              O forse, come sostengo io, politiche scellerate che non hanno mai tenuto conto della lenta ma continua erosione dei salari “reali”, e di un walfare insufficiente, e della crescita dei costi della vita, dei ticket sulle visite s così via all’infinito?
              Stretta di mano, bortocal15, buona giornata a te.

              Andrea/K

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            • bortocal15 ha detto:

              ciao andrea.

              ricambio con vigore, amicizia e soddisfazione la tua stretta di mano.

              la coda dei commenti è finita, e questo suggerisce di non insistere, ma la discussione è stata bella e appassionata, utile per me ad approfondire, e non mi sono mai sentito offeso, piuttosto ho temuto di essere stato troppo irruento, come spesso mi capita.

              ma vedo che mi fai delle domande e sarebbe scortese non cercare di rispondere, forse; quindi non prendere questo ultimo commento come una replica ostinata.

              il crollo del potere d’acquisto ha, secondo me, la sua spiegazione fondamentale nella crescita mostruosa delle diseguaglianze sociali che ha portato, soprattutto dopo la caduta dell’URSS e l’invenzione dell’informatica, all’ascesa di una nuova stirpe di tecno-feudatari che controllano personalmente patrimoni simili alla ricchezza di stati veri e propri e hanno oramai uno status simile.

              ma anche questa è una spiegazione monca, perché questo potere enorme serve sostanzialmente a riplasmare da cima a fondo la vita sociale, emarginando sempre di più e umiliando il fattore umano, che – salvo alcune professioni altamente specializzate che entrano nella cerchia del potere – viene di fatto ampiamente sostituito nella produzione – che resta il fattore principale come diceva il vecchio Marx – ed è diventato quasi obsoleto.
              reddito e perdita di potere politico reale vengono dopo, sono una conseguenza e non una causa.
              la moneta unica dell’Unione Europea è nata in concomitanza con questo processo mondiale e non soltanto europeo e non ne è la causa: semmai poteva e può essere, se ben diretta politicamente, un elemento di contrasto, ma i popoli europei sono nell’insieme poco consapevoli del problema: o meglio, consapevolissimi, come te e me, ma incapaci di indicare davvero una soluzione, come anche noi.

              l’Italia poi sta dentro questo processo mondiale in una condizione particolarmente disastrosa, e sulle cause credo che siamo nella sostanza più d’accordo di quel che è potuto sembrare; ad esempio concordiamo sul fatto che chi è al potere, in Italia, ama governare una massa di beoti; anche per questo è stata tolta ogni credibilità alla nostra scuola; internet poi è diventata la ciliegina sulla torta da quando si è scoperto che è capace di rimbecillire anche gli intelligenti, cosa che alla televisione non riusciva del tutto.

              ti auguro buona serata, con questo mio ultimo intervento. ciao.

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            • Kikkakonekka ha detto:

              “internet poi è diventata la ciliegina sulla torta da quando si è scoperto che è capace di rimbecillire anche gli intelligenti, cosa che alla televisione non riusciva del tutto”

              Da scolpire sulla pietra.

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  5. annaecamilla ha detto:

    Il problema vero è nato con l’euro e i nostri governanti non hanno saputo o voluto arginare le impennate dei prezzi,svalutando considerevolmente il potere d’acquisto dei soldi. Insomma ci hanno messo alla fame raccontandoci favolette!

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  6. Misteriously 🕶 ha detto:

    L ‘euro ha straziato la vita di tutti un disastro

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  7. Giuliana ha detto:

    Mi chiedo se i sindacati siano mai stati veramente dalla parte dei lavoratori

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  8. SaraTricoli ha detto:

    e già… per vivere dignitosamente bisogna avere almeno due stipendi e quindi noi donne siamo passate da lavorare per scelta, a lavorare per obbligo… oltre a tutto quello che bisogna fare per la famiglia… O_O

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  9. Marco ha detto:

    Concordo al 100% col post. Ho vissuto la stessa situazione negli anni ’70 e confermo che vivevamo discretamente bene col solo stipendio di un operaio. Oggi non bastano due stipendi. Il potere d’acquisto è stato perso e in futuro i nostri figli staranno ancora peggio. In Europa stanno molto meglio di noi perchè hanno stipendi più alti e servizi pubblici migliori. Ho amici che fanno lavori simili al mio in Germania e hanno lo stipendio doppio del mio. Però quando andiamo a fare la spesa i nostri prezzi sono uguali a quelli della Germania.
    E’ giusto chiedersi anche chi dobbiamo ringraziare per tutto ciò, dopo che per decenni politici e sindacalisti di tutte le parti ci hanno detto che dovevamo stringere la cinghia, per entrare nell’Europa, per ridurre il debito, per superare la crisi, …che sarebbe stata l’ultima volta e che in fondo al tunnel c’era la luce! Tutte balle!
    Ci vorrebbe qualcuno (soprattutto a sinistra) che venisse col capo cosparso di cenere e dicesse: “Scusate, ci siamo sbagliati! Sono almeno trent’anni che, con la scusa del mercato e della finanza, ci siamo ubriacati di neoliberismo e abbiamo svenduto voi, operai e impiegati con le vostre famiglie, ai padroni, e agli squali della finanza!” .
    Mio padre (negli anni ’70 in cui si campava con uno stipendio) è stato iscritto e attivo nel sindacato perchè il sindacato, dagli anni ’60 in poi, gli ha garantito aumento di diritti, di tutele e potere d’acquisto. Da quando io sono entrato nel mondo del lavoro (metà anni ’80) le tutele, i diritti e il potere d’acquisto, sono sempre andati a diminuire col sindacato ipocrita a giustificare tutti i passi indietro, dicendo: “ringraziateci che senza di noi sarebbe andata ancora peggio”.
    Adesso, con gli stipendi attuali, le bollette e le tasse, anche le quote di iscrizione al sindacato sono un lusso. Quando mi chiedono di fare uno sciopero faccio due conti: visto che alla fine i diritti e gli stipendi non aumentano mai, preferisco restare in ufficio e coi soldi che avrei perso con lo sciopero ci pago un paio di scarpe, oppure una piccola parte delle tasse universitarie di mia figlia!

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  10. Harley ha detto:

    Parlerei forse piu’ del signoraggio bancario… che ne dici?

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  11. francescodicastri ha detto:

    Le prime due mosse dovrebbero essere l’abolizione della borsa valori e il divieto di speculare

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