La collega negativa

In ufficio insieme a me ci sono due colleghi, entrambi maschietti, con i quali convivo in completa armonia.
Il lavoro non manca, spesso siamo sotto pressione, ma la battuta per sdrammatizzare, e l’aiuto talvolta anche non richiesto, non mancano mai.
Non posso assolutamente lamentarmi.
Ma questa fortuna non l’ho sempre avuta.

Prima di questa Azienda ho lavorato per 4 anni da un’altra parte, all’interno di un Ufficio Acquisti dove avevo come dirimpettaia una certa Roberta.
Sono stati 4 anni dove i miei livelli di sopportazione hanno dovuto fare gli straordinari, perché Roberta – penso inconsapevolmente – emanava dalla mattina alla sera una enorme carica di negatività, dalla quale era difficile sottrarsi.
Brutta esteticamente, mi spiace davvero doverlo dire, ha sempre nutrito una immensa invidia verso qualsiasi altra persona di sesso femminile, trovando difetti a volte infinitesimali in ognuna di esse.
Parlava anche sempre male degli uomini, in senso generale, come se fossero tutti stupidi al punto da avere gli occhi solo per le belle di turno. L’uomo per lei è sempre stato un individuo privo di capacità intellettive, inetto in casa e incapace di svolgere le azioni quotidiane che lei compiva.
La sua negatività si rivolgeva anche al clima.
Sbuffava ininterrottamente quando faceva caldo, quando faceva freddo, quando pioveva, quando c’era vento.
Una lamentela continua, anche quando il clima tutto sommato era buono. Perché, se era una bella giornata, era ovviamente capace di lamentarsene con frasi tipo “ci vorrebbe un po’ di pioggia”, salvo poi lamentarsi quando pioveva.
Aveva una fissa con il proprio girovita. Non propriamente obesa, era tuttavia abbastanza in carne, e se ne rendeva perfettamente conto. Tuttavia, invece di far qualcosa per migliorare il proprio aspetto, durante l’intera giornata si abbuffava di patatine fritte prese alle macchinette, biscotti con la crema e salatini di ogni tipo, che si metteva in bocca a manciate. Coca Cola come se piovesse. Attività fisica a casa: zero.
Parlava spesso e volentieri di malattie, dottori, ospedali, medicinali, dato che si faceva carico a casa anche dei genitori anziani.
Elencava le sfighe in modo così sistematico che spesso mi mettevo la mano destra sugli zebedei come gesto apotropaico anti-sfiga.
Ci fu un periodo in cui, incredibilmente, Roberta si innamorò.
Senza essersi mai visti, scoppiò una simpatia ‘telefonica’ con un impiegato di una Ditta nostra fornitrice. Per 5 minuti al giorno lei sorrideva e faceva la simpatica, tornando poi negativa e funerea al termine del colloquio telefonico con questo tipo.
Dopo alcune settimane lui le chiese di inviargli una foto, per poterla vedere. Io già mi immaginavo…
Lui vide la foto e non la chiamò più. Ma proprio più. Più sentito, neppure via mail.
E lei ci rimase malissimo, peggiorando la sua già pessima opinione sui maschietti.

Mettetevi nei miei panni.
Lasciamo stare l’aspetto estetico, essere brutta non è una colpa. Certo che lei non faceva nulla per ‘abbellirsi’ e migliorarsi, ma lasciamo stare.
La cosa peggiore era che per 8 ore al giorno io avevo di fronte a me Roberta che, ininterrottamente, si lamentava di qualcosa, esprimendo una negatività che tutto sommato rovinava anche la mia giornata, dato che in ufficio c’eravamo solo io e lei.
Io non sono un chiacchierone, spesso la lasciavo ai suoi lunghi monologhi, e mi limitavo a brevi monosillabi se interpellato.
Altre volte cercavo un dialogo, che lei apprezzava, a patto che io le dessi ragione.
Roberta non era stupida, era dotata anche di una tagliente ironia, che lei purtroppo utilizzava solo per dar sfogo alle proprie insoddisfazioni.

Quando cambiai lavoro fui ovviamente contento da molti punti di vista, anche per l’aspetto che riguardava la convivenza in ufficio.
Ora la negatività è sparita, anche se ogni tanto penso ancora a Roberta.
Non era cattiva, semplicemente soffriva di complessi di inferiorità nei confronti delle persone, e viveva in modo negativo tutte le situazioni che la riguardavano.

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30 risposte a La collega negativa

  1. Vittorio ha detto:

    posso immaginare l’espressione sul viso del tipo quando ha visto, finalmente, la foto di roberta
    quando non ci si vuole bene le cose non possono che peggiorare

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  2. Massi Tosto ha detto:

    Probabilmente quei quattro anni , ti saranno conteggiati come lavoro usurante …..Buona giornata K

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  3. Ci sono cose che non si possono cambiare, ma è sempre possibile un miglioramento. Queste persone non si impegnano per la loro ignavia. Se sei grasso, entro certi limiti puoi dimagrire, il viso di può curare e per i capelli c’è un bravo parrucchiere. Conosco una signora davvero brutta di viso, ma è assolutamente piacevole e si aggiusta in modo appropriato. Io ammiro molto come porta gli abiti, anche quelli poco costosi.

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  4. Meno male che ora non devi più sorbirti questa negatività!

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  5. Joker ha detto:

    Fantastico. Anche io uso spesso il “grattatio pallorum” 😂
    Il clima conta parecchio nel lavoro. Quindi eliminare i disfattisti è prioritario.

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  6. lali1605 ha detto:

    Come alcune mamme😒

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  7. vittynablog ha detto:

    Certo che il non sentirsi amata genera molta acidità su tutto quello che circonda certe persone. Capisco il tuo disagio, però a me ha fatto un po’ pena questa Roberta.

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  8. Sara Provasi ha detto:

    Secondo me in questi casi la vera bruttezza sta nell’ ingrigirsi interiormente: se pensi che tutti gli uomini facciano schifo, è ovvio che li allontani nel comportamento! L’atteggiamento è tutto. Anche invidiare le altre e non valorizzare i propri pregi non auita.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ed è un vero peccato, perché comunque Roberta è intelligente e – volendo – pure spiritosa.
      Doti che comunque non tutte/i hanno.

      Ma la lamentela continua, e l’accusa continua verso tutti come fossero cause delle sue sfighe, la rendono ancora più difficile.

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      • Sara Provasi ha detto:

        Esattamente! Anche molti ragazzi single fanno questo errore, disprezzano le donne e così facendo le allontanano, invece che iniziare a creare un dialogo disinteressato… e si sa che l’estetica è solo una delle doti, e nemmeno la più importante!

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  9. Mr.Loto ha detto:

    Peccato, persone del genere vivono una vita infelice solo perché decidono lor che sia così. Non essendo stupida avrebbe potuto migliorarsi parecchio, anche solo con un comportamento positivo e costruttivo abbinato a un po’ di buonumore.
    Un saluto

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  10. Neogrigio ha detto:

    la parte in cui fai gli scongiuri è fenomenale ahahahh

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  11. francescodicastri ha detto:

    Io ho imparato, con l’esperienza, ad aprire il canale di collegamento tra le orecchie, in modo che quando una di queste persone parla (perchè ce n’è in ogni gruppo di lavoro), io non ascolto. Peggio per loro, se vogliono vivere male.

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  12. marybethdodger ha detto:

    Roberta porta sentimenti contrastanti.
    Da un lato mi fa molta pena, mentre dall’altro mi immagino pronta per una bella padellata nei denti… più o meno metaforica.
    Non so, alla fine anch’io ho avuto la mia Roberta per un po’. Solo in una versione decisamente più psicotica. Dev’essere un virus.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      La “mia” Roberta sguazzava nelle sfighe proprie ed altrui.
      Appena uno parlava di malattie e di ospedali, lei si intrometteva per dire “anch’io, sai…”.
      Attirava le sfighe con precisione millimetrica, e “quasi” ci godeva che le accadessero, perché poi con un sorriso sarcastico poteva dire “te l’avevo detto”.

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