Saturday Pop. Syd Vicious: “My Way”

Syd Barrett fu il fondatore e leader dei Pink Floyd, almeno fino a quando lasciò il gruppo nel 1968 a causa di problemi psichici.

Il giovane John Simon Ritchie, nato nel 1957 nei sobborghi di Londra, teneva in casa un piccolo criceto cui aveva dato nome Syd, in onore del suo idolo musicale, che era appunto Syd Barrett.
John Ritchie, proveniente da una famiglia problematica (il padre abbandona la famiglia, la mamma è tossicodipendente, il nuovo compagno della madre muore presto di tumore), gira per Londra conoscendo Siouxsie (del gruppo “Siouxsie and The Banshees”), Chrissie Hynde (in seguito cantante e leader dei Pretenders, la quale propone a Ritchie in matrimonio di convenienza per permettere a lei – americana – di acquisire la cittadinanza britannica), Malcolm McLaren e Vivienne Westwood (proprietari di un famoso negozio di moda alternativo, lui in seguito produttore musicale) e John Lydon (futuro frontman dei “Sex Pistols”).
Un giorno John Lydon va a casa dell’amico John Ritchie e viene morso dal criceto Syd. Da questo fatto nasce il soprannome assegnato a John Ritchie, che diviene per tutti Syd Vicious (vicious = malvagio, in inglese).

John Lydon, alla ricerca di un bassista per il suoi “Sex Pistols”, convince Syd ad entrare nel gruppo, pur consapevole che Syd non sapesse assolutamente suonare.
Syd iniziò a prendere lezioni di basso, appena sufficienti a fargli registrare alcune canzoni del primo album dei Sex Pistols, dal titolo “Never Mind the Bollocks”.
Syd, nel frattempo, oltre a non saper suonare, aveva iniziato a drogarsi ed a bere, al punto da presentarsi spesso in sala di registrazione ubriaco e fatto.
Il primo tour dei Sex Pistols (siamo nel 1978) vide Syd alle prese con atteggiamenti autodistruttivi, con annessa overdose.
L’enorme successo del gruppo porta all’idea di realizzare un film-documentario dal titolo “The Great Rock ‘n’ Roll Swindle” (“La grande truffa del rock’n’roll”), per la quale Syd Vicious registra una discutibile cover di “My Way”, celeberrima canzone di Frank Sinatra.

“My Way”, nella versione di Syd Vicious, diventa una canzone punk, con il ritmo accelerato ed il testo modificato aggiungendo parolacce quali “cunt” (“figa”, in italiano), “queer” (“frocio”, in italiano) e “fuck” (che non ha bisogno di traduzione).
Venne considerata un oltraggio.

L’autore della canzone, il famoso Paul Anka, disse: “Mi sono sentito destabilizzato dalla versione di Syd Vicious, ma in un certo senso l’ho sentita come sincera”.

Syd Vicious tuttavia continuò con i suoi comportamenti autodistruttivi.
Nell’ottobre del 1978 la fidanzata Nancy venne trovata morta, appena ventenne, per accoltellamento.
Syd venne arrestato, poi uscì su cauzione (pagata dalla casa discografica) giusto in tempo per morire di overdose il 1° febbraio del 1979, con droga fornitagli addirittura dalla madre.
Aveva appena 21 anni.

Syd Vicious
My Way
7″
Anno: 1978
Etichetta: Barclay
Numero di catalogo: 640 145

A Sid Vicious: “My Way”
B Sex Pistols: “Cosh The Driver (A Punk Prayer By Ronnie Briggs)”

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19 risposte a Saturday Pop. Syd Vicious: “My Way”

  1. Ehipenny ha detto:

    Beh forse chi l’ha considerata un oltraggio non aveva tutti torti 😅 è sconcertante in quanti siano morti per droghe o alcol in tutti questi anni…

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  2. silvia ha detto:

    In effetti ha tutta l’idea di una presa in giro, non saprei come interpretarla in altro modo, sinceramente l’ho trovata di pessimo gusto, buon sabato 😉

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  3. Lu {pandored73} ha detto:

    Meh

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  4. La Grazia ha detto:

    A Pompei ho incontrato il cantante del pink f non stupisce che abbia tanti figli

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  5. francescodicastri ha detto:

    Una delle peggiori cover di tutti i tempi, imho

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  6. Paola Bortolani ha detto:

    David Gilmour mooolto affascinante

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