Quando venni censurato

L’amica Elena, con un post in cui racconta un caso in cui lei venne “censurata”, mi ha fatto venire in mente un caso in cui fui io a subire una censura.

L’episodio accadde verso la metà degli anni ’90.

I “papiri di laurea” sono una tradizione tipica dell’Università di Padova.
In un enorme foglio, vengono rappresentati e messi in rima i principali avvenimenti riguardanti il neo-laureato, con una attenzione molto particolare a tutto ciò che solitamente sarebbe ben poco “raccontabile”. La fanno da padrone le scene osé e tutte le balordaggini compiute dal neo-laureato durante la sua vita. Il mio “papiro”, per esempio, era assolutamente VM 18 anni.

Per l’amico Giovanni, che si laureava in Economia e Commercio, ci riunimmo in una decina per 3 sere consecutive, ed ognuno di noi offriva ricordi ed aneddoti che avrebbero trovato adeguato disegno, o messa in prosa, sul suo papiro.
Io contribuii con un racconto nel quale prendevo in giro Giovanni nel momento in cui conobbe la morosa, citando i suoi precedenti goffi tentativi con altre ragazze.
Nulla di osé, nulla di pornografico, nessuna parolaccia.
Tuttavia mi accorsi che nella versione finale del “papiro” la mia filastrocca non appariva affatto, e capii anche il motivo.

Una amica di Giovanni, in mia assenza, si oppose alla sua pubblicazione perché in essa nominavo altre amiche (con il quale Giovanni aveva fatto il galante precedentemente), e a suo dire mettevo in cattiva luce Giovanni, che sarebbe apparso come un “farfallone”.
Trovarono posto sul papiro, per capirsi, cose ben più imbarazzanti (per esempio quando si era fatto una canna, oppure le prime esperienze sessuali).
Io mi arrabbiai, perché il “papiro” è per definizione una “presa in giro”, ed io stesso avevo accettato volentieri il mio che era molto più graffiante e pornografico.
Recuperai la brutta copia delle filastrocca e la ricopiai su un foglio, dandola comunque a Giovanni, l’amico che si laureava.
Lui la apprezzò, la lesse ad alta voce davanti a tutti, e si mise a ridere.

La brutta figura la fece solo chi mi censurò.


Alcuni “papiri di laurea” affissi all’esterno dell’Ateneo, pronti ad essere recitati da parte dei neo-laureati

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37 risposte a Quando venni censurato

  1. Vittorio ha detto:

    censura o bigottismo?

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  2. Misteryously ha detto:

    Ma che forte…..non eri da censurare….menti occluse

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  3. Sara Provasi ha detto:

    L’ironia è per pochi 😀

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  4. Gisella ha detto:

    Davvero.. non conoscevo la tradizione del papiro…

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Esiste da decenni.
      Si mettono in rima vari episodi che riguardano la “vita” del laureato: episodi buffi, solitamente, con una *enorme* attenzione a tutto ciò che solitamente non andrebbe raccontato.
      Trovano dunque spazio racconti di ubriacature, avventure sessuali, stupidaggini di vario tipo che solo gli amici e le amiche conoscono bene, e che dunque vengono “spoilerate” davanti ai parenti e talvolta anche a chi non le avrebbe dovute sapere.
      In realtà è tutto molto divertente, anche se talvolta (spesso) si cade nel VM 18, anche nelle immagini.
      Mia madre, per esempio, si vergognò di me per mesi…
      🙂

      Ciao

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  5. Una divertente tradizione goliardica, purché non diventi una gogna..

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Haha, in effetti il neo-laureato non sa cosa lo stia aspettando.

      Solitamente, oltre al “papiro”, ci sono anche gli scherzi, più o meno soft. Io per esempio fui messo in un carrello della spesa, mi vennero tolti i pantaloni, e fui portato in giro per il centro di Padova in quel modo, con l’obbligo di baciare ogni vigilessa avessi incontrato.

      Ad altri/altre va peggio, con mascheramenti, infarinature ed altro. Ma, tutto sommato, è divertente.

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  6. Giuliana ha detto:

    Qualcuno ne esce molto male da questi papiri, cheppero’ sono molto divertenti per gli altri 😁

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  7. vittynablog ha detto:

    Pensavo che questi scherzi, o gogne, le facessero solo alle matricole! Confesso che non sono entusiasta di questi modi di fare ! Finchè tutto rimane nel parlato, nello scritto come i papiri, può andare bene, ma andare oltre mi sembra di cattivo gusto. Ma forse io sono esagerata, in quanto non amo neppure il Carnevale proprio per gli scherzi che vengono fatti in quel periodo!

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  8. vittynablog ha detto:

    No, certo, ti capisco benissimo! Quando siamo in certe situazioni, bisogna stare al gioco e bere ” l’amaro ” calice come se niente fosse 🙂

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  9. francescodicastri ha detto:

    Se uno pensa a cosa scrivono nelle chat gli adolescenti oggigiorno, i nostri parametri di inadeguatezza se ne vanno a ramengo…

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  10. Wow il neolaureato si deve leggere tutto quel papiro dopo aver discusso la tesi?!?!? Ma davvero?

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  11. Ehipenny ha detto:

    Meno male che da noi non usa il papiro, però gli amici ci fanno travestire nei modi più imbarazzanti
    Ps chi ti censurò, poi il proprio papiro se lo è scritto da solo? 😅

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  12. tramedipensieri ha detto:

    Anche dalle mie parti accadono cose abbastanza stravaganti…
    Come ad esempio è successo a Sara, fatta vestire da casalinga mezzo nuda e i colleghi che la bagnavano da testa a piedi con l’innaffiatoio…
    E niente siamo stati a cena, al ristorante, senza di lei causa febbre altissima 😦

    Certi scherzi, diciamolo, son davvero pesanti.

    Altri, carinissimi

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  13. Paola Bortolani ha detto:

    Le tradizioni universitarie sono spesso perfide come lo erano una volta quelle del militare. Penso, però, che a distanza di tempo possano diventare un gran bel ricordo

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  14. gaberricci ha detto:

    Magari sapeva che la ragazza nuova era suscettibile all’argomento…

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