Scenari futuri

L’Italia sta passando lentamente alla “Fase 2” di riapertura delle attività commerciali ed economiche.
Non saranno tutte “rose e fiori”, penso che lo abbiano capito anche i neonati.
Di seguito ecco i miei pensieri riguardo alcuni possibili scenari futuri.

Autobus, corriere, tram: sarà un disastro. La forte limitazione all’entrata (solo posti a sedere, lontani l’uno dall’altro almeno un metro) obbligherà moltissime persone all’uso di mezzi di trasporto alternativi (bicicletta, scooter, automobili) specialmente automobili, dato che di norma gli spostamenti per motivi di lavoro sono dell’ordine di qualche Km. Quindi impennata del traffico cittadino. Gravi problemi per gli studenti, a meno che i trasporti pubblici non raddoppino/triplichino le corse, ma dubito ci siano abbastanza mezzi pubblici ed abbastanza autisti per poter fare questa cosa. Unica alternativa, a mio parere, scaglionare gli orari di inizio/fine lezioni, ma anche qui sarebbe un problema per far coincidere gli orari degli insegnanti. Anche gli orari di apertura/chiusura degli uffici pubblici e dei negozi andrebbero scaglionati, per evitare intasamenti nei mezzi pubblici.

Treno: anche qui solo posti a sedere e distanziamento. Enorme problema per i pendolari, cui non vedo facile soluzione. Per quanto riguarda il treno ad uso turistico (gli alta velocità per esempio), il minor numero di passeggeri obbligherà le Aziende (FS e Italo) ad un aumento del prezzo dei biglietti, perché i costi di gestione saranno addirittura maggiori di prima (pensiamo alle quotidiane igienizzazioni), ma con un minore afflusso di clienti.

Aereo: potrebbe essere un disastro. Ryanair ha già detto che non volerà più se vigerà l’obbligo di avere meno passeggeri. Le altre compagnie ovviamente aumenteranno il prezzo dei biglietti, perché anche per loro aumenterà il costo di gestione, con un numero inferiore di clienti.

Librerie, negozi di elettronica e telefonia, negozi di abbigliamento, etc…: entrate contingentate. Non puoi più sfogliare le copertine, curiosare i prodotti, fare prove, o cazzeggiare un po’. La fila delle persone dietro di te ti obbligherà a rimanere in negozio solo per il tempo necessario all’acquisto, senza tentennamenti o perdite di tempo.

Barbieri, parrucchiere, estetiste, massaggi: solo ed esclusivamente su prenotazione, ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen.

Chiesa: “scambiamoci un gesto di pace” sarà sospeso per un po’.

Ristoranti, pizzerie, mense: bel problema. Riduzione dei clienti causa distanziamento, ma impossibilità di aumento dei prezzi per il rischio che non ci vada più nessuno. Un bel dilemma. Potrebbe rimetterci il personale, che verrebbe ridotto sia per il contenimento dei costi, sia perché i clienti da servire saranno molti meno.

Bar: i classici bar, con spazi ristretti e persone che sorseggiano il caffè gomito-a-gomito, saranno in grave difficoltà. Che fai, mandi via il cliente appena ha finito l’ultimo sorso?

Eventi sportivi: pubblico solo in poltrona, da casa. Oppure per pochissimi spettatori.

Concerti: solo in TV o in streaming.

Vacanze: dipende molto dalle situazioni, perché al mare è certamente diverso che in montagna. In spiaggia i distanziamenti saranno doverosi, ed ovviamente si potrà accedere solo su prenotazione (stop alle spiagge libere, tra l’altro). In montagna forse andrà un po’ meglio. Però attenti alle zone comuni dentro agli alberghi, dove per colazione, pranzo e cena ci vorrà il solito distanziamento tra le persone. Questo potrebbe influire sul numero dei clienti, a meno che non si facciano i turni per andare a mangiare.

Saune: chiuse.

Discoteche: chiuse.

Ripeto: tutte mie supposizioni.
Spero di sbagliarmi e di avere esagerato nel pessimismo.

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55 risposte a Scenari futuri

  1. Giuliana ha detto:

    Ma potrebbe essere peggio

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  2. Lo scenario che tratteggi secondo me è verosimile, spero solo che queste modifiche vengano applicate solo per il tempo realmente necessario. Starà anche a noi, quando e solo quando sarà finita l’emergenza sanitaria, riprenderci un po’ di ritmi normali.

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  3. Raffa ha detto:

    Ho paura che tu non abbia affatto esagerato. A queste previsioni, aggiungo una sempre maggiore crisi dei negozi, soprattutto piccoli, con un parallelo aumento delle vendite online.

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  4. Vittorio ha detto:

    Non credo tu sia andato al di là di previsioni realistiche. L’effetto contagio cambierà le nostre abitudini che col tempo si affineranno. Se saremo bravo troveremo delle alternative valide
    Da maggio in avanti non mi aspetto cambi clamorosi rispetto ad oggi

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  5. La Grazia ha detto:

    Hai saltato i tribunali e gli stadi e le discoteche
    Secondo me tutto dimenticheranno tutto e sentiremo ancora alitosi altrui il sudore e i piedini

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  6. Menti Vagabonde ha detto:

    Questo sarà in effetti ciò che ci aspetta. Il danno economico sarà ingente. Come dice il proverbio: o mangi la minestra o salti dalla finestra. Se saremo tutti collaborativi, riusciremo a superare il tutto, ma dobbiamo proprio cambiare il nostro modo di affrontare le difficoltà, sento e leggo in generale troppi commenti che mi preoccupano

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Credo personalmente che il problema maggiore sia legato al trasporto pubblico, specialmente quando riapriranno le scuole. Bisogna davvero differenziare gli orari, unico modo per rendere fruibili i mezzi di trasporto.

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  7. stefonwater79 ha detto:

    Non faccio altro che pensare leggendo le tue righe: “poi quando finirà la paura dell’altro?” perché a me spaventa un po’ da tempo il mondo a-social. Non sono una bestia sociale al 100% però Gig Robot D’acciaio anche no. Rivoglio la mia umanità in carne e ossa. Con stipendio minimo, taglio dei vitalizi. Denaro che gira per tutti e non solo per pochi. Cosa vuoi che sia proprio in questo periodo se non un’utopia? Ricordo inoltre le
    lacrime di Greta Thunberg. E le mie, se mi toccherà andare in bicicletta. E quelle dei disabili, dei disagiati di ogni tipo, che si sentono continuamente in una proiezione di Shining. Loyd: sei una vera merda.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io personalmente non sento “paura dell’altro”, però mi rendo conto che il 95% delle persone ce l’abbia.
      Ci vorranno parecchi mesi, anche dopo la fine dell’emergenza, per mettere da parte ogni forma di diffidenza.

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  8. Topper Harley ha detto:

    Non credo purtroppo che sia uno scenario distante dalla realtà, anzi forse sei stato ottimista incerti punti. In chiesa non si potrà fare nemmeno la comunione, a meno che il prete non impari a lanciare l’ostia a distanza e i mezzi pubblici nelle grandi città erano un problema già prima in termini di orari e puntualità, figuriamoci domani. Sicuramente cresceranno ancora gli acquisti online.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      L’ostia a mio parere andrebbe fornita per mezzo di pinzette, oppure singolarmente protette da una piccola busta trasparente. Non saprei.

      I mezzi pubblici saranno un problema immenso, il maggiore a mio parere.

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      • Topper Harley ha detto:

        Sono curioso di vedere come faranno con la comunione, presumendo che un certo contatto è inevitabile.
        Sui mezzi pubblici concordo, a Roma sarà il finimondo. Posso solo sperare che prolunghino il mio smart working fino a quando l’emergenza sarà finita.

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  9. Enri1968 ha detto:

    Resto in attesa…

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  10. lali1605 ha detto:

    Io ho paura e te lo dico.

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  11. quarchedundepegi ha detto:

    Beh… bisogna sperare che in tanti riescano a diventare più poveri affinché altri possano arrivare ad essere ancora più ricchi.
    NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE.
    Ergo… gatta ci cova.
    Buona Domenica.
    Quarc

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  12. silvia ha detto:

    Hai ragione forse il problema non ci sarà per gli studenti, sembra che anche per settembre abbiano intenzione di proseguire con le lezioni on line, per il resto sarà un problema un po’ per tutto, soprattutto per l’economia che in queste condizioni, farà davvero fatica a ripartire…

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  13. Massy ha detto:

    Hai toccato un tasto dolente ma è giu sto parlarne perchè questo ultimo DPCM che entrerà in vigore dal 4 maggio fino al 18 maggio non è ancora ben chiaro e Conte ieri sera ha parlato come fossse un’ermetico e con velo di sorriso sottile sulle labbra.

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  14. makearchitecturevr ha detto:

    Lo scenario descritto purtroppo, possiede dei connotati fin troppo vicini alla futura realtà. Si ha fretta di ritornare alla vita passata che inventarla nuovamente. Ci si fida troppo di virologi improvvisati o sindaci che scimmiottano leader mondiali invece che usare la logica.
    Per un periodo indefinito bisognerà lasciare gli aeroporti chiusi e applicare il protocollo della Nuova Zelanda. Quarantena (di quaranta giorni non il classico quindicinale), fuori dai confini in un’area specifica localizzata e attrezzata. Potrebbe essere un paese abbandonato e riconvertito per i contagiati e quelli in convalescenza. Per loro smartworking. Chi ha contratto il coronavirus ed è guarito non dovrebbe vivere insieme a chi è negativo. Non si sa se questo virus rimanga latente per un determinato periodo nel corpo (tipo herpes simplex) oppure non si sviluppano gli anticorpi (tipo mononucleosi). Se si comporta invece come l’HIV, rimanendo una carica di contagiosità permanente i soggetti potrebbero diventare altamente pericolosi.

    A cosa servono bar e locali notturni se lo scopo principale era la socializzazione?
    Attività incompatibile. Riconvertire per la stagione estiva bar e pasticcerie per la produzione e vendita su ordinazione (consegna a domicilio) di soli prodotti quali ghiaccio, granite, gelati e tutti i prodotti che non possono essere lavorati da più di una persona. Se in giro non si può stare, per quale motivo ci sta la necessità di mangiarsi un gelato al bar?
    La stagione estiva costringerebbe poi i locali pubblici di attivare gli impianti di condizionamento. Sarebbe un disastro anche solo accedervi per dieci secondi.

    Il covid19 deve portare un rinnovamento nella società attuale, ripetere gli schemi che ci hanno portato a questo disastro sarebbe un’offesa all’intelligenza umana oltre alle vittime del contagio.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      “sindaci che scimmiottano leader mondiali”
      Leader tutt’altro che illuminati, tra l’altro.

      Il problema è che il locali pubblici in Italia sono decine di migliaia, e la mancanza di affluenza rischia di farne chiudere almeno il 30%, e sarebbe una apocalisse.
      Un bar che vive di clientela fissa, che entra ed ordina, deve chiudere? Mica può vivere di asporto! Idem ristoranti di ogni tipo.

      Situazione molto complicata, l’unica speranza è legata al virus, ad una sua lenta scomparsa (tipo SARS, che piano piano si indebolì scomparendo) o alla comparsa di un vaccino.

      Per i mezzi pubblici sarà da ridere: gli autobus mattutini stipati all’inverosimile… dove le metti quelle persone? E i treni di pendolari?

      Speriamo bene.

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      • makearchitecturevr ha detto:

        Purtroppo la società conosciuta prima del COVID-19 è finito. Alcuni codici ATECO dovranno essere cancellati e molte aziende da asporto convertite. Se la scelta è tutelare il commercio allora siamo destinati a morire o ad essere contagiati. Si deve invece tutelare la salute.

        Per il pendolarismo è un annoso problema. Saranno le aziende che dovranno predisporre degli alloggi a chi non può lavorare da casa. Ad ogni spostamento da un comune ad un altro o da una regione all’altra sarà vincolata da una quarantena vera e non finta.
        Stiamo consegnando la nostra vita ai medici e alle aziende farmaceutiche. Al momento sono colpiti meno dello 0.5 % della popolazione italiana.

        Speriamo bene, soprattutto chi ci governa che sia più illuminato e non dal tintinnio del denaro.

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        • Kikkakonekka ha detto:

          “predisporre degli alloggi” lo vedo impossibile, già i pendolari di norma hanno stipendi minimi, figurarsi se il datore “sgancia” per i loro alloggi. Fermo restando che dove li trovano gli alloggi?

          Credo che a livello “centrale” siano più illuminati rispetto a quelli “regionali”, dato che questi ultimi vorrebbero aprire tutto e subito.

          Io spero solo un andamento tipo SARS, che si spense da sola nel giro di qualche mese.

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          • makearchitecturevr ha detto:

            Purtroppo è l’unica soluzione. Ci vorrebbe un governo centrale organizzato capillarmente. Per quelle attività obbligate a restare aperte dovrebbero verificare quanti da una determinata zona raggiungono la sede lavorativa e quanti fanno il percorso contrario per lo stesso scopo. Sostituendo e compensando si può riuscire oppure predisporre gli alloggi sfitti con “espropriazione” per pubblica utilità temporanea. Ossia una sorta di occupazione con indennizzo minimo secondo indice di mercato e solo così lo stato potrà garantire un alloggio ai pendolari che non possono essere compensati col metodo sopra descritto. Macchinoso ma è necessario.

            La SARS non scomparve sola. Questa è come la febbre spagnola. Ad agosto ci fu la seconda ondata, scomparve con gli inizi degli anni’25-30. Se è innestata alla sequenza HIV non la vedo molto bene in fatto di guarigioni e contagiati. Spero che scompaia da sola come hai prospettato.
            Ma è impossibile ritornare alla vita di prima, almeno per i prossimi anni (come fu per la SARS ed EBOLA).

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  15. Paola Bortolani ha detto:

    Ma non lo so se hai esagerato, sai? Al momento la mia preoccupazione maggiore va all’impatto economico, di cui ancora non ci rendiamo ben conto

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  16. amleta ha detto:

    Qui da noi, veneto, tutto normalissimo. Bar strapienu. Centri commercisli strapieni. Gente per strada in massa. Bus pieni. Ristoranti pieni. C’è stato il covid? E chi l’ha visto? 😆

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io vivo a Padova, per cui posso anch’io vedere la stessa situazione.
      I maggiori problemi ce l’ha la ristorazione di mezzogiorno, con bar e mense di fatto svuotati. Tra smart-working e cassa integrazione, molta gente non mangia più fuori a pranzo, e molti altri (me incluso) preferiscono portarsi un panino in ufficio piuttosto che andare nei locali pubblici.
      La ristorazione serale va meglio, i bar degli spritz sono pieni, ristoranti e pizzerie si sono sollevati. Ma è il pasto di mezzogiorno il vero problema attuale.

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