La “Croce del Sud”. Parte 1 di 2: la costellazione

Per convenzione, la volta celeste è suddivisa in 88 porzioni, ognuna delle quali ha lo scopo di dare una “mappatura” delle stelle visibili nel cielo.
Queste 88 porzioni definiscono altrettante “costellazioni”, ossia raggruppamenti di stelle che, con un piccolo sforzo di fantasia, disegnano nel cielo figure di varia natura.

Le costellazioni visibili nell’emisfero boreale (il nostro) non sono le stesse visibili nell’emisfero australe (quello sotto l’equatore), ma questo non vale in senso assoluto.
Esiste infatti un movimento definito “Precessione degli equinozi” per cui il nostro pianeta ogni 26mila anni fa un intero giro tipo “trottola” attorno al proprio asse. Per questo motivo è possibile che alcune costellazioni visibili solo in uno dei due emisferi, possano apparire all’orizzonte dell’altro emisfero per un certo periodo di anni.

Alcune costellazioni sono più “famose” di altre.
Esistono le costellazioni che seguono il percorso apparente del Sole nella volta celeste (“eclittica“) e che compongono lo Zodiaco.
Per convenzione le costellazioni dello Zodiaco sono 12, in modo da renderle associabili ai 12 mesi del calendario, ma in realtà sarebbero di più. Nella “fascia zodiacale” appartiene pienamente anche la costellazione dell’Ofiuco, e parzialmente anche la costellazione della Balena. Ofiuco e Balena tuttavia non hanno dato origine ad un segno zodiacale.

Famose nell’emisfero boreale sono le costellazioni della “Orsa Maggiore” e “Orsa Minore”, cui appartiene la “Stella Polare” (“Polaris”) che essendo molto vicina al polo nord celeste, per secoli è stata un punto di riferimento per la navigazione navale e per gli spostamenti terrestri.
Nell’emisfero australe la stessa utilità per l’orientamento navale e terrestre è data dalla costellazione chiamata “Croce del Sud”.
Piccola ma molto luminosa, la “Croce del Sud” è facilmente identificabile nel cielo stellato, proprio perché ricorda molto da vicino la forma di una croce.

Le stelle principali della “Croce del Sud” sono 5:
Gacrux (quella più settentrionale) e Acrux (la più luminosa e la più meridionale) determinano l’asse Nord-Sud della croce.
Mimosa (quella più a sinistra) e Decrux (quella più a destra) determinano l’asse orizzontale della croce.
Epsilon Crucis infine si pone lungo l’asse di congiunzione di Acrux e Decrux.

L’asse verticale della “Croce del Sud” (quello che unisce visivamente Gacrux e Acrux) indica in modo quasi perfetto il polo sud celeste, e per questo motivo la “Croce del Sud” ha svolto nell’emisfero australe un importantissimo ruolo per l’orientamento navale e terrestre nell’antichità.

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31 risposte a La “Croce del Sud”. Parte 1 di 2: la costellazione

  1. Interessante, oggi forse diamo troppo poca importanza alle stelle.

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  2. Vittorio ha detto:

    Quando sono in montagna, e specialmente in estate, mi godo il cielo notturno e penso al dialogo di timon e pumba sulle stelle e nebulose

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  3. La Grazia ha detto:

    In teoria c’è l’ho fuori dalla cucina il sud forse tra quelle c’è anche il mio cavallino rampante chissà perché viene tutto diviso in 88 esimi
    In 64 esimi me ne ero fatta una ragione ma non riesco davvero a capire ciò che ci circonda non so se hai visto il film The Contact con jodie foster

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  4. La Grazia ha detto:

    C’è era ce
    Accipicchia io scrivo bene e questo apostrofizza

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  5. francescodicastri ha detto:

    Quando ero in Mozambico ricordo che si vedeva benissimo. Peccato non avessimo strumenti professionali

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  6. vittynablog ha detto:

    Ricordo di aver visto le stelle in Sardegna come non le avevo mai viste!!! Un’emozione indimenticabile e bellissima!!!

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Qui a Padova gli scorsi anni il “gruppo astrofilo” organizzava nei Colli Euganei alcune serate di osservazione, aperte a tutti.
      Non ci sono mai andato (mea maxima culpa).
      Speriamo che le ripetano negli anni prossimi.

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  7. Pingback: La “Croce del Sud”. Parte 2 di 2: le bandiere | Non sono ipocondriaco

  8. gaberricci ha detto:

    Una volta guardavo le stelle con una persona e le ho detto: “tu ti rendi conto che Cristoforo Colombo è andato in America con una bussola, un sestante e la stella polare, e noi non siamo capaci di orientarci a Torino senza Google Maps?”.

    P.S.: per i prossimi 10 alla decima… 10 canzoni sulla Croce del sud. La prima: Moby Dick del Banco del Mutuo Soccorso: “non ti fidare della Croce del sud”.

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  9. wwayne ha detto:

    Splendida la citazione di gaberricci. E a proposito di citazioni astrali, delle 7 stelle di Hokuto ne vogliamo parlare? 🙂

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  10. Paola Bortolani ha detto:

    Anche a me il cielo affascina tantissimo. Devo trovare il tempo di capirci di più. Ah io fossi partita come Cristoforo Colombo, ero ancora lì che giravo

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  11. dia43 ha detto:

    Che bello. Anch’io sono appassionata di astronomia. Ho avuto l’occasione a dicembre di guardare per la prima volta attraverso un telescopio e mi aspetto che per il mio diciottesimo compleanno me ne venga regalato uno. Questo inverno ho imparato a riconoscere in cielo le costellazioni invernali. La mia preferita è quella delle Pleiadi.

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