Saturday pop on Sunday. Mory Kanté: “Yé Ké Yé Ké”

1987.
Un sabato pomeriggio come tanti.
Entro nel negozio di Joao (mio spacciatore di dischi) e pensando di prenderlo in contropiede gli chiedo a bruciapelo:
“Ce l’hai “Yé Ké Yé Ké” di Mory Kanté”
Ero certo di averlo spiazzato.
“Certo che ce l’ho, ma cosa credi? Me ne sono arrivate 10 copie stamattina, me ne è rimasta solo una che ho messo da parte per te, ero sicuro me l’avresti chiesta”
Joao era bravissimo, preparatissimo, e mi leggeva nel pensiero.

“Yé Ké Yé Ké” l’avevo sentita in discoteca ovviamente senza capirci una parola, dato che è cantata in lingua Dogon/Manding, parlata in Guinea, dove era nato Mory Kanté autore del brano.
Tanto per farvi capire il successo planetario della canzone, mi basta dire che “Yé Ké Yé Ké” fu il primo singolo “africano” della storia a vendere oltre 1 milione di copie.


Mory Kanté

Mory Kanté è stato un avanguardista, riuscendo per primo a coniugare la musica etnica del proprio Paese con i ritmi elettronici della musica europea degli anni ’80, che egli espresse non solo nell’album “Akwaba Beach” (che conteneva appunto la già famosa “Yé Ké Yé Ké”), ma anche nei lavori successivi.
Nato nel 1950 da famiglia di musicisti, ha ereditato da loro la tradizione di musicista “Griot”, cioé quella di musicisti-cantastorie, depositari di conoscenze storiche, sociali e letterarie tramandate per via orale grazie alla musica. Non tradirà mai questa sua vocazione, arricchendola con temi religiosi (Mory Kanté era musulmano) e con musicalità europee che lui conobbe dopo essere arrivato in Francia negli anni ’80.
Famoso e quasi venerato in patria, nel 2001 Kanté divenne addirittura Ambasciatore per la FAO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) partecipando in più occasioni a manifestazioni benefiche e di sensibilizzazione.
Nella sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in patria che in Francia, sua terra d’adozione.

Mory Kanté non ha mai voluto tradire il suo continente, la sua Guinea.
Dopo la parentesi francese, è tornato a vivere a Conakry, dove viveva malato da lungo tempo.
Necessitava di cure per le quali era costretto a tornare regolarmente in Francia, ma la pandemia e la conseguente chiusura delle frontiere internazionali hanno di fatto impedito a Mory Kanté di potersi curare come avrebbe dovuto.

Mory Kanté è morto ieri all’età di 70 anni.

Ho trovato nel web questo splendido commento, che sintetizza la bellezza della sua musica.

“Sono stato membro di un gruppo di danza popolare della mia università in Egitto e ho partecipato al primo festival di danza popolare africana in uno stadio sul canale di Suez. Più di 80 gruppi, devo dire che è stato tutto abbastanza noioso. Dopo 4 ore di sbadigli è arrivato Mory Kanté che ha cantato questa canzone facendo letteralmente esplodere lo stadio.
Tutti ballavano e cantavano, è stata una vera fratellanza africana
(commento scritto da “zorshriner” nel blog http://pancocojams.blogspot.com/)

Nella mia rubrica “Dieci alla decima” parlando di “Songs about Africa” avevo personalmente posto “Yé Ké Yé Ké” al posto #3 delle canzoni più belle riguardanti il continente africano, dietro solamente a “Mandela Day” dei Simple Minds e “Liberian Girl” di Michael Jackson.

Mory Kanté
Yé Ké Yé Ké
12″
Anno: 1987
Casa discografica: Barclay
Numero di catalogo: 887 048-1

A Yé Ké Yé Ké (Remix)
B1 Akwaba Beach
B2 Yé Ké Yé Ké (Single Version)

Post Scriptum.
Rileggendo il post appena scritto, ho guardato il video e ascoltato la canzone.
E mi sono messo a piangere come un bambino.
Perché mi sono messo a piangere?
Per Mory Kanté che è morto? Per il “me” di allora che non potrà mai più avere 18 anni? Perché la musica fa parte della mia vita e mi fa commuovere? O semplicemente perché “Yé Ké Yé Ké” è una canzone davvero bella?

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14 risposte a Saturday pop on Sunday. Mory Kanté: “Yé Ké Yé Ké”

  1. Raffa ha detto:

    Forse per tutti i motivi messi insieme.

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  2. silvia ha detto:

    Non me la ricordavo proprio, il perché vero puoi saperlo solo tu, buona domenica 🙂

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  3. Vittorio ha detto:

    non sapevo di mori kante.
    i tentativi di avvicinare la musica africana finora non hanno che dato risultati sporadici, come questa canzone.
    c’è ancora molto da lavorare soprattutto nell’abolizione della visione terzo mondista del continente africano

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  4. vittynablog ha detto:

    Andrea, mi ha intenerito la tua reazione. La canzone non la conoscevo, ma le tue parole mi sono piaciute molto 🙂

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  5. Massi Tosto ha detto:

    ricordi di un’estate meravigliosa

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