Curiosità sugli inni nazionali. 1° puntata: Italia, Bhutan, Andorra

Iniziamo oggi una nuova rubrica, a cadenza rigorosamente casuale, che tratterà degli inni nazionali, cercando di capirne alcune peculiarità e scoprirne alcune stranezze.
Iniziamo ovviamente dal nostro inno nazionale.

Inno nazionale italiano: “Il Canto degli Italiani”

Prima cosa. Sapevate che il nostro inno ha questo titolo?
Moltissimi di noi lo chiamiamo “Inno di Mameli”, dal nome di uno dei 2 Autori (in realtà sarebbe meglio definirlo “Inno di Mameli/Novaro”, dato che il patriota Goffredo Mameli ne scrisse le parole, ma fu il compositore Michele Novaro a scriverne la musica).

Altra stranezza: sapete in quale anno è diventato ufficialmente “inno nazionale”?
Non ci crederete: solo nel 2017.
Solo con la “Legge n. 181 del 4 dicembre 2017” si stabilisce che “La Repubblica riconosce il testo del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale”.
Prima di quella data era pur sempre il nostro inno, ma non ufficialmente.

Riguardo il testo… diciamo la verità. A memoria lo saprà lo 0,1% della popolazione.
Il nostro inno infatti è composto da ben 6 strofe, ma normalmente ne cantiamo solo la prima con il ritornello. Pochi conoscono la seconda strofa.
Praticamente nessuno le successive.
Lasciamo stare poi il significato della parole: se prendiamo per strada le persone, e chiediamo loro cosa sia una “coorte”, o perché venga citato “Il sangue Polacco”, nessuno o quasi saprebbe rispondere.

Inno nazionale del Bhutan: “Il Regno del Drago Tonante”

Non male come titolo, innanzitutto, che si rifà alla definizione popolare del “Regno del Bhutan”, come possiamo notare anche nella bandiera nazionale.

Se il testo dell’inno italiano è composto da ben 6 strofe che non ricorda nessuno, l’inno del Bhutan viene invece incontro alle carenze mnemoniche, essendo composto da solo 6 righe, scritte da un certo Dasho Gyaldun Thinley ma con molti dubbi sulla loro originalità.
La musica invece è opera di un certo Aku Tongmi, e si basa su musiche tradizionali bhutanesi. Proprio per questo motivo, l’inno del Bhutan è l’unico al mondo ad avere anche una coreografia.
Carina la prima strofa:

འབྲུག་ཙན་དན་བཀོད་པའི་རྒྱལ་ཁབ་ནང

Inno nazionale di Andorra: “Il grande Carlomagno”

Invece che inneggiare alla Nazione, l’inno del piccolo principato di Andorra è dedicato a Carlo Magno.
Il motivo è presto detto: fu Carlo Magno a liberare la regione dai Mori, aiutato dal popolo catalano, poi ricompensato con l’indipendenza di questo territorio. Nell’inno Carlo Magno è decritto come padre (“El gran Carlemany, mon Pare”) e la terra di Andorra come figlia (“Sols resto l’única filla de l’imperi Carlemany”), figlia unica dell’impero carolingio perché unica terra indipendente derivata dalla “Marca Hispanica”, zona difensiva creata
proprio da Carlo Magno per bloccare l’entrata dei Mori in territorio francese.

La musica dell’inno assomiglia curiosamente un po’ all’inno spagnolo ed un po’ all’inno francese, quasi un omaggio alle 2 nazioni confinanti.
Un po’ da paraculi diciamolo.

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20 risposte a Curiosità sugli inni nazionali. 1° puntata: Italia, Bhutan, Andorra

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Bella ‘sta rubria! 🙂

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  2. Raffa ha detto:

    Bellissimo leggere le strofe successive del nostro inno! Ma ho apprezzato soprattutto la prima strofa dell’inno del Bhutan…🙂

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  3. Regno del drago tonante fa tanto Tekken…

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  4. La Grazia ha detto:

    Mi sto ancora riprendendo dal significato di itagliani

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  5. Vittorio ha detto:

    negli anni il nostro inno è stato imparato da molte persone in più grazie soprattutto allo sport.
    sempre meglio che niente

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  6. Sephiroth ha detto:

    Come sempre c’è da imparare. E mi piace leggere con curiosità quelli che scrivi.

    Io so solo le prime due strofe di quello italiano, è grave?? 🤦🏻‍♂️😂

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  7. Massi Tosto ha detto:

    Io so la Marsigliese , va bene uguale ? 😂

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  8. Pingback: Curiosità sugli inni nazionali. 2° puntata: Paesi Bassi, Belgio, Messico | Non sono ipocondriaco

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