I miei esami scolastici. Post 1 di 5. 1° Elementare.

Il mio primo esame scolastico è quanto di più strano avesse potuto accadermi.
Per capire meglio quanto successo, tuttavia, è bene raccontare alcune cose.

I primi anni della mia vita io li ho vissuti a casa di mia zia, con zio e cugina. Erano momenti di crisi economica, ed i miei genitori non avevano ancora una casa dove abitare, per cui le 2 famiglie si unirono.
Mia cugina aveva esattamente 3 anni più di me, ma essendo inseparabili, quando lei iniziò ad andare alle elementari io, anche se avevo solo 3 anni, iniziai a starle sempre accanto durante i compiti.
Questi 3 anni di affiancamento pomeridiano (quando io avevo 3-4-5 anni) mi permisero non tanto di raggiungere i suoi livelli di conoscenza, ma furono importanti perché io imparai a leggere, scrivere e “fare di conto” (come si diceva una volta), il tutto come se fosse un gioco.

Quando iniziai la 1° Elementare (avevo 6 anni), la maestra notò che io avevo già raggiunto i livelli di conoscenze di un ragazzino di 7 anni, per cui chiese ai miei genitori se avessero desiderato che io venissi iscritto direttamente in 2° Elementare.
I miei genitori acconsentirono.

La dirigente scolastica mi fece sostenere un esame – ovviamente riguardante leggere, scrivere e “fare di conto” – ed io venni giudicato adatto alla ammissione diretta alla 2° Elementare.
Per cui io feci solo 3 giorni di 1° Elementare, e la settimana successiva ero già in 2°.

Per capirsi: non sono MAI stato un bimbo prodigio. Possedevo una intelligenza normale, facoltà intellettive normali, ed un QI normale.
Avevo solamente sfruttato la presenza di fianco a me di mia cugina, di fatto prendendo come un gioco le attività scolastiche che lei svolgeva a casa.

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14 risposte a I miei esami scolastici. Post 1 di 5. 1° Elementare.

  1. Vittorio ha detto:

    Hai avuto uno scolar coach in famiglia.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ti dirò.
      Col senno di poi non fu una buona scelta. Mi trovai con compagni più grandi di me, ed io che già ero in ritardo di crescita con i miei coetanei, feci fatica a “mettermi alla pari”, non tanto a livello scolastico, quanto a livello di giochi e di amicizie.

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  2. Se la scuola fosse un gioco si imparerebbe di più

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  3. La Grazia ha detto:

    Tecnicamente hai fatto un salto
    In pratica io ho iniziato la primina a cinque anni per cui mi sono diplomata a diciassette.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io invece ho “pareggiato” il vantaggio con una bocciatura alle superiori.
      Non sono sicuro che, essere il 2° elementare a 6 anni, sia stato davvero un vantaggio. Tu ti sei sempre trovata bene?

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      • La Grazia ha detto:

        Io sono stata strangolata in primina e spintonata a terra con diagnosi di parotite, e da allora ho l’occhio pigro la sera il sinistro per il resto sono stata nelle scuole più malfamate cercando di uscirne chic e ho brillato alla maturità perché adoravo arte e psicologia le mie due materie ma aveva abbandonato la matematica. Poi all’università ho rinunciato perché perdere un padre mi ha destabilizzata credo ne abbia sofferto più lui. Ma vivevo in una compagine che non mi lasciava studiare sono dovuta crescere prima e responsabilizzarmi anche di mia madre. Vendere le merci rimanenti per anni mi sono occupata di questo ma è pur sempre una carriera. Ho fatto moltissimi corsi ho qualifiche orafe e di cucina e ho collaborato per alcune attività. Come curriculum sembra un gruviera a tappe e buchi ma ha un suo perché, di sicuro avrei dovuto mettere più tenacia, adesso ho una formazione in criminologia da….. campo ma non credo siano mai stati stampati in Italia libri completi sull’argomento per questioni tabù omertosi per cui la mia cultura non la potrei sventolare in una tesi non me la accetterebbero perché non docunentabile. Ma amo questo studio per lo meno mi ha fortificata.

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Anch’io subii qualche stupido scherzo, ma forse lo avrei subito ugualmente anche con i “pari età”, per cui oggi non ci do più di tanto peso. A quell’età, tuttavia, si trattava di piccoli soprusi.
          Certo che hai una intera storia di vita da raccontare, quante cose hai fatto! La mia è molto più lineare, forse più monotona.

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