Si legge sempre meno

In Italia si legge sempre meno: lo dicono le statistiche, lo dicono i numeri, lo dicono i resoconti di vendita delle copie cartacee o digitali dei libri.
Non solo non si comperano i libri, ma non si va nemmeno più in biblioteca, anche in questo caso i numeri parlano chiaro. Ed i numeri non mentono mai.

I numeri e le statistiche li potete leggere in questo articolo di “Finestre sull’Arte” ed in quest’altro di “Sololibri”.

I motivi sono sostanzialmente 4.
1) Politica scolastica che non incoraggia i ragazzi a leggere e ad innamorarsi della lettura. Avendo un ragazzo 18 enne in casa, lo posso confermare senza ombra di dubbio.
2) Genitori che non incoraggiano la lettura. Già: anche nella lettura bisogna dare il buon esempio. Se io genitore non leggo, quale credibilità posso avere nei figli se dico loro di leggere un libro?
3) Basso livello culturale della popolazione (come sottolineato anche dai 2 articoli sopra citati). Non so se sopra ci sia un disegno, ma la cultura dell’italiano medio sta sprofondando nella mediocrità già da alcuni decenni e quando manca la cultura, sono i libri i primi ad essere messi all’angolo.
4) 20 anni fa il tempo da dedicare alla lettura non subiva gli “attacchi” di internet, di Facebook, delle onnipresenti Serie TV e delle partite di calcio praticamente tutti i giorni. Ora le possibilità di svago sono molteplici, e la scelta di leggere è certamente più convinta da parte di chi la mette in pratica, ma la maggior parte delle persone viene attratta dal social, dal cazzeggio, da altre forme di intrattenimento o dalla perdita di tempo fine a se stessa.

Gradirei le Vs opinioni sul perché di questa deriva culturale.

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61 risposte a Si legge sempre meno

  1. Proprio ieri mio fratello mi faceva notare che i ragazzini per fare le ricerche su Google non scrivono più sul motore di ricerca, ma usano il comando vocale!! Secondo lui, è perché si stanno disabituando alla scrittura. Poi figuriamoci la lettura di libri!
    Per quanto mi riguarda, probabilmente al giorno d’oggi avrei comunque smesso di frequentare biblioteche per motivi di tempo, ma in passato ci andavo spesso e persi l’abitudine quando la biblioteca locale fu rinnovata, e da allora istituirono l’obbligo di una tessera (a pagamento, anche se a cifra contenuta) per poter prendere libri in prestito. Ora, un lettore davvero accanito avrebbe avuto un risparmio anche pagando la tessera, ma un lettore medio, facendo due conti, avrebbe risparmiato acquistando i libri che intendeva leggere. E comunque secondo me è una questione di principio, la biblioteca comunale deve essere pubblica, non ritengo giusto chiedere un pagamento, fosse anche solo di un euro. Avrei capito se avessero previsto dei servizi extra a fronte della tessera, tipo connessione internet sul posto, un tot di fotocopie, libri in anteprima… Ma il servizio “base” ritengo debba essere offerto gratuitamente.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Anch’io ho smesso di andare in biblioteca, anche se io non ci andavo per leggere (molti si fermavano lì anche per la lettura) ma solo per il noleggio. Ma nel mio caso, solo perché ho sempre avuto passione per avere un libro “mio” tra le mani, come si trattasse di un piccolo tesoro.
      Ci stiamo tutti disabituando alla scrittura, quantomeno quella carta/penna: tutto al PC o allo smartphone.

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  2. Vittorio ha detto:

    a mio parere non ci sono risposte certe ma a sensazione.
    sul punto 4 sono d’accordo. a domanda mi è stato risposto: perchè devo studiare quando quello che mi serve lo trovo qui? (indicando il cellulare)
    la lettura è non solo istruzione e cultura ma anche svago e viaggio della fantasia.
    secondo me questi piaceri sono venuti meno, nel senso che non li devi cercare perchè sono loro a venire d ate.
    basta pensare alla musica (chi va in un negozio di dischi per il solo piacere della ricerca di un titolo?) o al cinema
    affinchè la gente ritorni a leggere ci vuole una serie di concause di difficile realizzazione, partendo dalla scuola fino all’educazione familiare e modificando il modo di “offrire” cultura.
    siamo milioni di italiani e non sono sufficienti quelle poche migliaia che dedicano una parte della loro vita all’accrescimento personale

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Si comperano molti meno dischi, si comperano molti meno libri.
      Ma mentre la musica puoi sempre ascoltarla in altro modo (PC, smartphone, TV, mp3, youtube, etc), con i libri non è la stessa cosa. Sono molto pessimista, così come te.

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      • Vittorio ha detto:

        si tratta di due modi differenti di fruizione. la musica la ascolti senza sforzo mentre la lettura è sempre un’attività che richiede tempo e concentrazione.
        se non hai la voglia di conoscere, di viaggiare con la mente, ti siedi sull’essere passivo e prendi tutto ciò che ti è offerto.

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      • Massi Tosto ha detto:

        Non scoraggiarti , il mercato del vinile ha ripreso vita e i libri purtroppo subiscono l’attacco delle tecnologie , Rebecca ha un sacco di libri e adesso che ha imparato a leggere spesso la vedi leggere sul divano da sola . Noi siamo ancora tra quelli che stanziano una cifra mensile per l’acwuisto dei libri

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Sono lieto che a Rebecca piaccia leggere, è un buon segnale.
          I dischi: vero, c’è una ripresa, ma siamo 500 volte sotto i livelli degli anni ’80 e ’90, per cui basta vendere 1000 dischi in più per segnare un aumento del 10%

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          • Massi Tosto ha detto:

            Questo è vero , ma io parlavo in generale del movimento , negli anni ottanta non c’erano i Cd , Spotify , YouTube e compagnia , un po’ come per i libri , una volta si leggeva certamente meno , le librerie degli anni ottanta erano dei luoghi piccoli e sconosciuti ai più , oggi in molti si recano alla Feltrinelli o nei Mondadori store o alla giunti giusto per nominarne alcune , ci vuole pazienza per trasmettere le passioni e bisogna dedicare del tempo a chi ci sta vicino per trasmetterle profondamente

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  3. Raffa ha detto:

    Forse una somma di tutte le ragioni che hai elencato. Sicuramente viviamo in una società che privilegia l’immagine alla parola scritta, forse perché è più “veloce”, e oggi tutto deve essere veloce, possibilmente in tempo reale. E poi aggiungerei un dato che ho letto di recente, cioè che molti dei giovani sotto i diciott’anni fa fatica, o addirittura, non riesce a comprendere il senso di una frase scritta di una certa lunghezza. La colpa sarebbe dell’abitudine ai messaggini, che condensano e abbreviano i concetti in pochissime parole.

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  4. Io ho letto sempre, da quando ho cominciato a capire il senso delle parole scritte. I libri ce li regalava mia zia maestra, ma mia sorella, per esempio, non leggeva e tuttora non legge, mentre il marito è un divoratore di libri. Mio padre ne comprava ma leggeva poco, lo fa adesso che è vecchio. Quindi è difficile per me descrivere il fenomeno. A me piace correre con la fantasia, vivere altre vite e in altri mondi e la lettura, più di ogni altro mezzo, me lo permette. Non so se oggi si legga di meno, ma io non ho mai conosciuto tanta gente amante della lettura, neanche nel mio liceo classico.

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  5. www.narrabondo.com ha detto:

    La mia opinione? In questo paese Barbara d’urso ha successo, la risposta è tutta qui

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  6. Enchanted_Night ha detto:

    Il punto 2 mi tocca da vicino. Nessuno in famiglia mi ha mai indirizzata verso la lettura, anzi, per mia madre i soldi spesi in libri sono sempre stati un po’ sprecati. Ciononostante, avevo da piccola tre volumi di fiabe, che leggevo e rileggevo di continuo. Poi sono passata ai fumetti di Topolino. Alle medie, infine, ci hanno dato da leggere un romanzo a nostra scelta per le vacanze estive. Ero felicissima! In quell’occasione ho letto Delitto e castigo di Dostoevskij, capendone forse la metà, e un altro romanzo di fantascienza di cui non ricordo più il titolo. È iniziato in questo modo il mio amore per la lettura. Non so se di base sia necessaria una predisposizione naturale, di certo il fatto di non avere nessuno che condivida questa passione rende più difficile avvicinarsi alla lettura. Le distrazioni poi sono molteplici al giorno d’oggi. Quando ero ragazzina c’erano i cellulari con cui si poteva esclusivamente telefonare e passare il tempo a leggere un bel libro era un ottimo modo per passare il tempo. Oggigiorno non si riesce neanche a vivere l’attimo presente. A me è capitato spesso di essere in compagnia di amiche che stanno più tempo a controllare lo smartphone che a conversare. Siamo tutti distratti, con la testa altrove.

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    • Enchanted_Night ha detto:

      *e leggere un bel libro era un ottimo modo per passare il tempo* (e ho riletto il commento un sacco di volte prima di pubblicarlo)😅

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    • Kikkakonekka ha detto:

      E’ un peccato che tu da piccola non sia stata spinta ed avviata verso la lettura, perché da bambini/ragazzi giocare con la fantasia sarebbe stato un’esperienza unica.
      A me per esempio bastava l’atlante geografico per immaginare paesi lontani e persone diversissime da me, con linguaggi incomprensibili.
      Ora puoi recuperare, anche con i libri “da ragazzi”: io per esempio ho recentemente comperato “Il giro del mondo in 80 giorni” e l’anno scorso ho letto “Alice” e “Canto di Natale”, entrambi molto belli (Alice poi ha dentro molte ‘easter eggs’)

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      • Enchanted_Night ha detto:

        Sì sì, verso i 15 anni ho recuperato. Poi guardavo molti cartoni animati da piccola, anche quelli davano tanto spazio all’immaginazione. Fai benissimo! Neanch’io avrei problemi a rileggere i libri per ragazzi che ho più amato: La storia infinita, Peter Pan, i romanzi di avventura di Jules Verne. Alice mi manca ma è già sullo scaffale che aspetta il suo momento. Non amo molto i libri contemporanei, sono più propensa verso i classici. Con le dovute eccezioni ovviamente. Canto di Natale è uno dei miei racconti preferiti, penso di aver guardato quasi tutte le sue trasposizioni cinematografiche❤️

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  7. Purtroppo internet ed in particolare i social altro non sono che un amplificatore per analfabetismo funzionale e di ritorno. Sempre più persone hanno serie difficoltà di comprensione del testo, tutto deve essere breve brevissimo e accadere ancor prima di adesso. Aggiungici anche la manifestazione di sé stessi che i social hanno portato all’esasperazione. Incapacità, arroganza e ignoranza (poiché l’ignoranza, nelle sue molteplici accezioni, porta arroganza), egotismo, sono parte della causa di questa involuzione. Persino i blog non sono più come sono nati inizialmente, ma sono succursali (almeno la maggior parte) dei social. È il tempo della miseria umana.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Mi soffermo sul discorso blog: verissimo.
      Molta gente lo apre per usarlo come fosse Facebook, ed attirare maggiori attenzioni su di se. Contenuti zero o quasi. Ma sono blog che durano poco, perché l’utente si stanca.

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      • Vanno solo di like, like for like e follow for follow termini che aborro, aborrrrrrrrrrrro, ma che in questo caso servono perché così è. Sono ormai in pochi che usano i blog per come sono nati: scrivere qualcosa di sé trovando anche altri con cui dialogare. La manifestazione da palcoscenico, molto in odor di Grande Fratello televisivo, ha preso il sopravvento. Che tristezza! Un tempo c’erano i Play By Mail, costruzione corale di storie, divenuto poi Play By eMail con l’avvento di internet. E poi sono spariti, perché scrivere, saper scrivere saper raccontare avere voglia di avere tempo per, è un qualcosa di morto e sepolto.

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        • Kikkakonekka ha detto:

          Io davvero non sopporto coloro che mi mettono 10 like di seguito, evidentemente senza aver letto nulla di quanto scritto da me.
          Che poi… sia i miei che i tuoi sono spesso dei veri e propri “articoli”, frutto di ricerca, conoscenza e sintesi. Darmi un “like” senza aver letto, è quasi una offesa.
          Ma sai perché lo fanno? Per attirare la mia attenzione verso di loro, cosa che ovviamente io non faccio.

          Io sono lieto di coloro che leggono e commentano, ma ricambio la lettura solo se gli argomenti mi interessano. Se una persona mi segue ma lei scrive solo di cucina (esempio) io non ricambio, dato che non so cucinare. Non vado da loro a mettere like senza leggere.

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          • Ecco, lo hai detto perfettamente. Dare un like senza leggere, addirittura sai quanti ne ho ricevuti nell’istante in cui ho pubblicato un articolo? È una vera offesa! Noi impieghiamo tempo per scrivere al meglio e questi cliccano like senza leggere! Offesa e insulto. Non leggono, mettono il like come un contentino e poi procedono altrove. Un tempo si seguivano pochi blog perché così c’era tempo di leggere e dialogare con quei pochi. Se non avevi tempo non mettevi like, non ricordo nemmeno se esistevano i like/mi piace all’inizio…
            Quanto li detesto ed è per questo che li ho tolti. Almeno, non dovrebbero esserci più…

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  8. Enri1968 ha detto:

    Mah non saprei, noi divoriamo libri la maggior parte dal sistema bibliotecario provinciale, utilissimo.

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  9. wwayne ha detto:

    Il punto 4 del tuo post mi sembra senza dubbio il motivo principale per cui in Italia si legge sempre meno.
    Ho trovato molto calzante il commento della mia amica Lu•{TheCausticMisanthrope}. Ad esempio, ha perfettamente ragione quando dice che oggi i social hanno imposto uno stile di comunicazione molto più “spiccio” rispetto a quello dei blog. Nei blog un post deve durare almeno una decina di righe, nei social invece già 5 sono troppe: di conseguenza, adesso su Internet si scrive peggio, perché i concetti vengono condensati fino a diventare poco più di un pensierino da scuola elementare.
    L’ovvia conseguenza di tutto ciò è la crisi dei blog, che hanno sempre meno lettori perché ci sono sempre meno persone che hanno la pazienza di leggere un post di 20 righe dall’inizio alla fine. Figuriamoci un libro.
    Io invece i libri continuo a leggerli eccome. Ad esempio, quest’Estate ho letto 4 romanzi di Michael Connelly, e sono uno più bello dell’altro. Te li elenco nell’ordine in cui li ho letti:

    La notte più lunga
    La fiamma nel buio
    Vuoto di luna
    Il cerchio del lupo

    Molto bello anche “L’ultimo giro della notte”, al quale sono particolarmente affezionato perché è il libro che mi ha fatto scoprire quest’autore.
    P.S.: Anche se i blog sono in crisi, dobbiamo comunque continuare a tenere aggiornati i nostri: noi bloggers siamo rimasti gli ultimi a pubblicare su Internet dei post che vadano oltre il pensierino da scuola elementare, quindi se molliamo noi è finita.

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  10. Emily ha detto:

    Questione che da sempre genera un sacco di domande e “scontri” tra gli amanti della lettura e quelli che non aprirebbero un libro neanche a pagamento.
    Alle elementari, ero una delle perle rare che amava leggere senza dover essere costretta e mantengo l’amore per la lettura tutt’ora.
    Non sono sicura che la colpa sia attribuibile alla scuola, inizio anzi a sostenere la tesi di chi crede che, proprio perché la scuola presenta la lettura con un compito, tanti studenti finiscano per rifiutarla.
    Credo che l’avvento di internet e, in anni più recenti, dei social sia un fattore molto più influente che distanzia dalla lettura. Io stessa quando attorno ai 16 anni ho scoperto internet e in particolar modo i forum di discussione non ho toccato libro per quasi un anno, trascorrendo tutto il tempo libero online, chiacchierando con persone da tutta Italia di musica o film o qualsiasi altro argomento, attratta da questa nuova forma di socialità che mi permetteva di sconfinare dai limiti del mio paesello.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io invece ho iniziato a leggere “veramente” al termine del periodi di studi, dopo la laurea. Prima, davvero, facevo una grande fatica. Poi accadde che mi regalarono alcuni libri, e … voilà, scoprii un mondo nuovo.
      Da ragazzino leggevo, ma non romanzi o racconti adatti alla mia età: sfogliavo imparando a memoria l’atlante geografico, oppure i libri di astronomia, ma non veri e propri libri di racconti.
      Era un’altra epoca.
      Oggi vincono i social, e la loro semplice fruibilità da parte di chiunque rende la lettura un piacere ormai riservato a pochi, o comunque nona molti.

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  11. Neogrigio ha detto:

    per accorgersi che la società italiana è totalmente alla deriva, completamente allo sfascio, non c’è bisogno di leggere le statistiche sui libri. Basta guardare il tg, o leggere i post su fb. Basta uscire fuori, vedere chi sono i miti dei giovani. Basta ascoltare quel rumore che ti fa urlare le orecchie che loro chiamano musica o leggere i testi allucinati di quelle che loro chiamano canzoni.
    Io comunque leggo sempre di più, penso che in fondo odiate le mie continue recensioni ma non volete dirmelo per non ferirmi. Grazie.

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  12. vittynablog ha detto:

    Ho letto poco tempo fa una relazione sulla difficoltà dei giovani d’oggi nel concentrarsi a lungo su qualcosa. L’uso del pc ha semplificato le ricerche. Prima dovevamo trovare il libro che parlava dell’argomento, leggerlo, riassumere le notizie che interessavano…si trascrivevano. Oggi invece col pc si legge la notizia, un bel copia-incolla e via. Le notizie su facebook corrono una dietro l’altra…non c’è ne’ il tempo, ne’ la voglia di soffermarsi troppo su una notizia. Il libro invece richiede tempo e attenzione. Il cervello spesso non è pronto… ovviamente ci sono le eccezioni, per fortuna. Ma questa era una spiegazione sul perchè la generazione nata e cresciuta con internet, fatica sia a leggere sia a studiare.

    La ricerca non l’ho fatta io, quindi non posso dire se è giusta, però mi sembra che il ragionamento torni!!!

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  13. Paola Bortolani ha detto:

    Sulla lettura in sè, direi che hai detto tutto. Insisterei sulla scarsa volontà di genitori e insegnanti a pretendere dagli studenti lavori di sintesi personalizzati e non assurdi copiaincolla. Poi chissà in futuro

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  14. isaposentus ha detto:

    La curiosità. Manca, non c’è più, io non vedo più persone curiose. Nemmeno l’hobby esiste più, le passioni, gli interessi vari ed eventuali, tutte quelle cosette che ti allontanano dal mondo dispersivo del web.
    Si dice che prima o poi ci sarà una nuova inversione delle tendenze, chissà che non si torni di nuovo al vivere lontano da social e google.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Sono pessimista: una eventuale inversione di tendenza servirà solo per peggiorare la situazione attuale.
      Per questo a volte dico che ci vorrebbe un nuovo “rinascimento”, per riscoprire la bellezza nella natura e nell’arte.
      Ma lo dico senza avere troppe speranze.

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      • isaposentus ha detto:

        Ciao 😊
        Curiosità: secondo te come si potrebbe manifestare questo peggioramento?

        Un nuovo rinascimento non potrebbe essere visto come un’inversione di tendenza? La natura e l’arte esistono già, sono sempre esistite, quindi ci si tornerebbe…

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        • Kikkakonekka ha detto:

          “secondo te come si potrebbe manifestare questo peggioramento?”

          Semplice.
          Elon Mask ha già sperimentato l’innesto di un microchip cerebrale su una cavia animale (un suino) inducendolo a compiere azioni contrarie alla volontà dell’animale.
          Se venisse impiantato all’uomo?

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          • isaposentus ha detto:

            Ahhhh… Capisco bene, allora, il perché la tua speranza nel futuro venga meno. È un’ipotesi che non mi lascia indifferente e, visti i tempi, in effetti è molto probabile che il futuro riservi all’umanità dirottamenti del genere.
            Nel frattempo, però, si può sempre cercare di continuare o ricominciare a seminare, nella speranza che la cultura non lasci spazio a tali eventualità. Se no sarebbe come stare a guardare inermi nell’attesa che arrivi quel momento.
            Io dico no al pessimismo! 😁😁😁

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  15. Papillon, il Blog ha detto:

    Bel post, ricco di sentimento. Al domandone finale hanno risposto tutti gli amici, con i quali concordo. Almeno possiamo dire di non essere soli.
    Adesso che mi fate pensare, grazie a mia madre, io ho iniziato a leggere, oltre ai fumetti, libri per bambini quando avevo otto anni… crescendo non sono stato costante, poi va detto che ho frequentato un istituto tecnico e non ho fatto l’università, però nel complesso posso dire di avere sempre letto per mia passione e curiosità, sebbene io sia lentissimo nella lettura. Anche io ho subito l’attacco di internet ma me ne sono disintossicato riprendendo a leggere (ed ascoltare vinili) per riappropriarmi del mio tempo e delle mie passioni. Per ritrovare il gusto delle riflessioni, dell’approfondimento e dell’assaporare emozioni. Non ho abbandonato il calore della carta, ma ho anche fatto di internet un prezioso alleato per la lettura (oltre che per la musica). In particolare mi sono fatto la tessera della biblioteca civica di Torino dove trovi libri, riviste e quotidiani. Poi sfrutto anche Amazon Prime che contempla molti titoli gratuiti. Spero che mio figlio, faccia con me, come feci io da mia madre. Per adesso gli leggo le favole.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Papi, innanzitutto: anche tu torinese! Siete davvero in molti, e pensare che 3 anni fa venni a Torino ma ancora non vi conoscevo.

      Abbiamo alcuni punti in comune.
      Anch’io ebbi mia madre che mi invogliò a leggere con libretti, e con l’abbonamento a “Il Giornalino”, e purtroppo anch’io sono lento nella lettura, per cui 20-30 pagine al giorno non di più.
      L’attacco da internet: chi ne è davvero immune?

      PS Non ho Amazon Prime, ci penso.

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