Curiosità sugli inni nazionali. 2° puntata: Paesi Bassi, Belgio, Messico

La volta scorsa abbiamo analizzato alcuni aspetti curiosi e magari un po’ comici legati agli inni nazionali di Italia, Bhutan e Andorra.
Oggi andremo a sbirciare le peculiarità legate agli inni dei Paesi Bassi, del Belgio e del Messico.

Inno nazionale dei Paesi Bassi: “Il Guglielmo”

Questo inno è dedicato a Guglielmo I d’Orange (detto “il taciturno”) il quale condusse gli Olandesi alla indipendenza dalla Spagna attraverso la “Guerra degli ottant’anni“.
L’inno olandese fu scritto e composto nel XVI secolo ed è probabilmente il più antico del mondo insieme a quello giapponese, il cui testo ha circa 12 secoli ma che non fu mai musicato prima degli anni Trenta del secolo scorso.

L’inno olandese si chiama “Wilhelmus” (“Il Guglielmo”) ed è particolare anche per altre ragioni. Il testo è un discorso fatto in prima persona proprio da Guglielmo I d’Orange, nel periodo in cui i Paesi Bassi stavano conducendo una dura lotta per rendersi indipendenti dalla Spagna. Curiosamente, nei primi versi, Guglielmo ci tiene a sottolineare che ha “sempre onorato il re di Spagna”, come a dire che era colpa di quest’ultimo se in quel momento era in corso una sanguinosa rivolta.

Altra cosa curiosa: il verso sul re di Spagna è cantato ancora oggi e questo fa sì che quello olandese sia l’unico inno al mondo in cui viene celebrato un monarca straniero.

L’inno dei Paesi Bassi non divenne ufficiale fino al 1932, ed è composto da 15 versi e cela un piccolo segreto: se prendiamo la prima lettera di ognuno dei 15 versi esce il nome “Willem van Nassov”, che fu un eroe della rivolta olandese contro la Spagna.

Inno nazionale del Belgio: “La Brabantina”

Il titolo dell’inno nazionale belga sembra fantasiosamente spiritoso, ma in effetti si rifà al “Ducato di Brabante“, storico territorio (le cui origini ci portano addirittura al 1183, ai tempi del Sacro Romano Impero) che comporrà il primo nucleo del nuovo Regno del Belgio dopo la “rivoluzione belga” per l’indipendenza da Regno Unito e Paesi Bassi (1830-1831).

Il testo de “La Brabantina” venne scritto da un giovane attore e rivoluzionario belga di nome Hypolite Louis Alexandre Dechet (ma soprannominato “Jenneval“) che lo recitò nel 1830 pochi mesi prima di morire durante la rivoluzione mentre stava difendendo la città di Lier nelle Fiandre.
Il finale dell’inno promette lealtà a “Le Roi, la Loi, la Liberté” (“Il re, la legge, la libertà”), in un evidente parallelismo con l’inno francese (“Liberté, Égalité, Fraternité”), cui si ispira anche la musica dell’inno stesso, composta dal musicista François Van Campenhout.

E’ stato dedicato all’inno belga un monumento, anch’esso intitolato “La Brabançonne” (“La Brabantina”), eretto nel centro di Bruxelles.

Inno nazionale del Messico: “Messicani, al grido di guerra”

L’inno nazionale messicano non è particolarmente appassionante da ascoltare, ma possiede una storia abbastanza bizzarra.
Fu scritto nel 1853 dal poeta Francisco Bocanegra, un po’ per caso.

Bocanegra, 29enne originario di San Luis Potosí, capoluogo dell’omonimo stato messicano, non aveva alcuna intenzione di partecipare al concorso indetto dal governo per la composizione del nuovo inno nazionale.
La fidanzata di Bocanegra, Guadalupe, non era però dello stesso avviso: alla fine di novembre del 1853 lo invitò a casa sua, lo chiuse in una stanza a chiave e gli disse che non lo avrebbe fatto uscire da lì finché non avesse scritto l’inno.
Quattro ore dopo Bocanegra fece scivolare il testo della canzone sotto la porta.

L’inno nazionale messicano prende il titolo dal suo primo verso (“Messicani, al grido di guerra”), è una tipica marcia militare, e venne adottato ufficialmente come inno nella sua forma definitiva (utilizzando solo alcune delle strofe scritte da Bocanegra) solo nel 1943.
Si dice che Bocanegra non ottenne mai la ricompensa promessa dal concorso indetto dal governo messicano, e morì di tifo l’11 aprile 1861, a soli 37 anni.

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15 risposte a Curiosità sugli inni nazionali. 2° puntata: Paesi Bassi, Belgio, Messico

  1. Vittorio ha detto:

    se l’inno olandese è dedicato ad un monarca taciturno dovrebbe essere cantato a bocca chiusa
    ah, scusa. gli olandesi già lo fanno quando si tratta di paradisi fiscali

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  2. Enza Graziano ha detto:

    Interessante questo excursus sugli inni!

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  3. Ciao Andrea, sai lavorando in un conservatorio si sente tanta musica, e c’è un docente che bene e spesso prepara qualche concerto , anche quello con gli inni nazionali, ti dirò che ce ne sono di molto belli!
    Buona settimana

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  4. Massy ha detto:

    Ciao carissimo. Com’è bello tornare da te e leggere tante cose interessanti.

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