Il “dito di Caprivi”

Georg Leo Graf von Caprivi di Caprara di Montecuccoli, per gli amici semplicemente “Leo”, nel 1889 si trovò ad affermare:
“Quale imbecille oserebbe succedere a Bismarck?”
Ironia della sorte fu proprio lui a diventare il nuovo “Cancelliere” del governo germanico proprio l’anno dopo, succedendo a Bismarck.

Benché non amatissimo (“Caprivi è un generale privo di doti militari e un amministratore militare senza intelligenza politica”), avviò alcune riforme interne di carattere economico e militare, ma i risultati più apprezzabili riguardarono la politica estera, in particolare con un riavvicinamento alla Francia e specialmente all’Inghilterra.

In quel periodo (fine XIX secolo) la Germania possedeva una vasta area dell’Africa, denominata “Africa Tedesca del Sud-Ovest“, che corrispondeva più o meno alla odierna Namibia.

Grazie al Cancelliere Caprivi, i rinnovati buoni rapporti con l’Impero Britannico portarono nel 1890 alla ratifica del “trattato di Helgoland-Zanzibar”, un accordo che riguardava la gestione economica e territoriale dei due imperi in Africa.
Grazie a questo trattato, all’Impero tedesco venne concesso un lungo e stretto territorio in modo da permettere all'”Africa Tedesca del Sud-Ovest” di avere accesso al fiume Zambesi, importante sbocco fluviale.
Questo territorio, che prima apparteneva alla Beciuania (odierna Botswana), è in effetti lungo e stretto, come fosse un dito. Per questo motivo venne battezzato “dito di Caprivi“, in onore del Cancelliere che riuscì ad ottenerlo.


Nell’immagine, indicato dalla freccia, il “dito di Caprivi”

La punta più orientale del “dito di Caprivi” in effetti arriva fino al fiume Zambesi, e questa è una foto del fiume dove si affacciano i confini di Namibia, Zambia, Zimbabwe e Botswana.

Guardando ora la cartina dell’Africa, ci si può chiedere: grazie al “dito di Caprivi”, la Namibia e lo Zimbabwe diventano Nazioni confinanti, oppure no?

La risposta è “No”

Per poche decine di metri, Namibia e Zimbabwe non confinano


Leo von Caprivi (1831-1899)

Questa voce è stata pubblicata in blog life e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

30 risposte a Il “dito di Caprivi”

  1. Vittorio ha detto:

    dito indice spero

    Piace a 1 persona

  2. Paola ha detto:

    Quale ditino?😄

    Piace a 1 persona

  3. Nonna Pitilla ha detto:

    proprio non lo sapevo! ma grazie delle notizie!

    Piace a 1 persona

  4. Enza Graziano ha detto:

    Racconti la storia come se fosse una storiella. Bravo!

    Piace a 1 persona

  5. Interessante! questa non la sapevo

    Piace a 1 persona

  6. gaberricci ha detto:

    Ed in quella zona i tedeschi all’inizio del Novecento fecero molte, molte cose cattive, ho scoperto leggendo “V” di Thomas Pynchon… non che da popoli che giocavano con altri uomini come se fossero carrarmati del Risiko ci si potesse aspettare di meglio.

    (Interessante però la parte sui confini di Namibia e Zimbabwe).

    Piace a 1 persona

  7. Interessante lezione di storia e geografia “in pillole”. Grazie! 🙂

    Piace a 1 persona

  8. majapeirano ha detto:

    Ciap, interessante pillola di storia! Visto che fai uno studio dei documenti che ne dici se ce li segnali? Così possiamo andare ad approfondire eventuali curiosità!!

    Piace a 1 persona

  9. Paola Bortolani ha detto:

    Interessante, soprattutto rendermi conto di quanto poco conosco l’Africa

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...