Superga 1949

Pur essendo tifoso di un’altra squadra, non ho potuto fare a meno di leggere questo libro dedicato alla storia del “Grande Torino“.

Molti di noi conoscono quanto accadde quella sera del 4 maggio 1949: durante il volo di ritorno, dopo aver giocato una partita di beneficenza a Lisbona, l’aereo che trasportava l’intera squadra del Torino ebbe un disastroso incidente presso la collina che ospita la Basilica di Superga, e perirono tutti i passeggeri a bordo, giocatori, dirigenti e giornalisti al seguito della squadra.

Si trattò di un dramma nazionale perché il Torino di quegli anni, vincitore di scudetti a ripetizione (pensate che in quegli anni 10 giocatori della nazionale su 11 appartenevano al Torino) si identificava con la rinascita italiana del dopoguerra, con la “ricostruzione” della nazione dalle macerie del secondo conflitto mondiale.

Giuseppe Culicchia, autore del libro, non divaga in numeri e statistiche relative ai risultati conseguiti dalla squadra, ma si sofferma sul lato umano dei giocatori e sui ricordi che suo padre, tifoso del Torino, gli ha tramandato come si trattasse di una fiaba diventata prima sogno e poi incubo.

Anche mio padre si ricorda di quegli anni.
Quando lui, da ragazzino, giocava a pallone con gli amici, tutti volevano essere “Valentino Mazzola” e tutti volevano che la propria squadra si chiamasse “Torino”. E questo valeva anche per chi tifava per altre squadre, perché l’identificazione con il Torino e con Mazzola era ormai entrata nel DNA popolare.

La notizia della tragedia di Superga la mattina dopo si sparse per tutto lo stivale, tra lo sgomento di tutti coloro che avevano ritenuto invincibili e – per certi versi – “immortali” questi eroi del pallone, che avevano reso il Torino la squadra probabilmente più forte al mondo.
L’intera città di Torino si strinse attorno ai feretri, senza distinzione di maglia o di tifo, in un lungo e commovente abbraccio.

Ho sempre avuto un enorme rispetto per la maglia granata, anche se tifo Milan ed anche se non ho mai visto giocare il Grande Torino.
Un libro breve ma pieno di aneddoti, nel ricordo di una delle squadre più forti di tutti i tempi.

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17 risposte a Superga 1949

  1. Nonna Pitilla ha detto:

    conosco poso di questa storia! quindi grazie per questo psot!

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  2. Vittorio ha detto:

    Il giorno della commemorazione i tifosi del toro si radunano in processione e salgono a disperga dove si trova il monumento celebrativo. È un giorno di tregua tra le due tifoserie nel rispetto di chi quel giorno perse la vita

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  3. Ehipenny ha detto:

    Non sapevo di questa tragedia, ma dev’essere interessante leggere il libro, anche se repello il calcio com’è oggi.. all’epoca era diverso

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  4. Neogrigio ha detto:

    tutti gli sportivi ammirano le grandi squadre, anche se non le proprie. Io sono interista ad esempio ma non posso non celebrare il grande Torino, o il milan di Sacchi e Ancellotti, il Napoli di Maradona ma anche piccoli miracoli come il Chievo di Del Neri, il Torino di Mondonico e così via fino all’Atalanta di quell’antipaticissimo sborone di Gasperini. Ma ci fai caso che nessuno celebra mai quella squadra di cui non voglio neanche citare il nome, quella che ha la divisa appropriata al posto in cui dovrebbe stare insomma…. ci sarà un motivo no?

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  5. silvia ha detto:

    Una vera leggenda, purtroppo anche per l’epilogo tragico.
    Buona domenica.

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  6. Massi Tosto ha detto:

    Grande rispetto per quella immane tragedia , ricordo l’emozione quando l’allora capitano del Toro Glick , lesse tutti i nomi che perirono nell’incidente , molto toccante .

    Le brutte cose sulla mia Juve faccio finta di averle lette , ciao K

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  7. Paola Bortolani ha detto:

    Ricordo i miei genitori che ne parlavano con grande partecipazione

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