Quando il telefono suona a vuoto

Mio padre un po’ per carattere, un po’ per l’età (86), è una persona molto abitudinaria.
Compie più o meno le stesse cose ogni giorno, con la consueta passeggiata, la visita a mamma al cimitero, l’ora di pranzo, la recita del rosario, il libro da leggere, la doccia, la messa delle 18:30, la cena, l’ora di andare a letto.
E’ mia consuetudine chiamarlo ogni sera alle 19:30, con telefonate che si protraggono anche per 20-30 minuti, perché lui mi racconta tutti gli eventi della giornata, nonostante più o meno siano sempre gli stessi.
La mattina riceve altre telefonate, da amici o parenti stretti, e così lui si sente meno solo, ed abbiamo sempre una verifica diretta del suo stato di salute.

Io mi metto in agitazione quando lui non risponde alla mia telefonata serale, come è accaduto ieri sera.

Lui sa che io lo chiamo sempre alla stessa ora, e mi sembra che lui la attenda con trepidazione, così mi sembra strano che lui non mi risponda prontamente.
Richiamo alle 19:35, alle 19:40 e così via ogni 5 minuti, fino alle 20:00.
Nessuna risposta.
Allora decido di andare a casa sua per verificare di persona cosa stia succedendo.

Papà abita ad 1 Km e mezzo da casa mia, per cui tempo di salire in auto ed in 3 minuti sono da lui.
Luci spente.
Entro e lo cerco: nessuna traccia di papà.
L’automobile è in garage.
Dove cavolo è finito?
Esco in strada per vedere se per caso lo riesco a scorgere da lontano, e mi accorgo che le luci della chiesa sono ancora accese. Strano.
Raggiungo la chiesa, e noto che sta terminando la recita del rosario “straordinario” in memoria di una defunta molto nota in paese.
Resto in attesa, ed al termine della funzione mio padre esce dalla chiesa di corsa.
Mi incontra nel sagrato: “stavo correndo a casa per chiamarti e non farti preoccupare” mi ha detto.
“Beh, ero *già* preoccupato” gli ho risposto.

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42 risposte a Quando il telefono suona a vuoto

  1. Mio padre di 91 anni lo lascia in camera e alla fine ve mia sorella a vedere che è tutto a posto. Per fortuna c’è lei, perché noi altre sorelle viviamo altrove.

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  2. Théâtre atelier ha detto:

    Capisco benissimo sono anziani talvolta distratti….😄

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  3. Giuliana ha detto:

    Ogni volta si rischia l’infarto dalla paura

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  4. Vittorio ha detto:

    Mio padre tiene il cellulare spento e lo accende un paio di volte per vedere se lo ha cercato qualcuno

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  5. Enza Graziano ha detto:

    Che dolce! È così tenero che a un certo punto della vita ci sia un’inversione di ruoli: i nostri genitori diventano figli e noi siamo gli adulti che se ne prendono cura ♥️

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  6. Provo le stesse forti emozioni…

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  7. Daniela ha detto:

    resto in apprensione anche io quando capita, è normale, ma poi l’ansia si spegne quando si risolve tutto al meglio

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  8. tramedipensieri ha detto:

    ❤️ che tenero tu padre
    Sei molto fortunato

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  9. silvia ha detto:

    Purtroppo capita, capisco i figli e capisco anche gli anziani 😉

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  10. Massi Tosto ha detto:

    Anche mio padre è un po distratto con il telefono , noi ci sentiamo un paio di volte al giorno , per aggiornarci sulle relative vite , l’altro giorno parlando delle feste (abita ad una ventina di chilometri da noi) , mi ha detto ” Non mi interessa che si passi il Natale insieme , quando questo sarà finito e ci vederemo regolarmente tutte le settimane come sempre , allora sarà Natale tutti i giorni”. Non lo vedo da un mese

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  11. valentina ha detto:

    Molto fortunati ad avere dei padri cosi, davvero non è così scontato

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  12. vittynablog ha detto:

    Capisco la tua preoccupazione, ma tuo padre è proprio un tesoro!!! Anche lui si era preoccupato per te!!!! ❤

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  13. Paola Bortolani ha detto:

    come ti capisco, il telefono che suona a vuoto mi manda nell’ansia più tremenda. Invece bisognerebbe sempre pensare che la risposta è semplice, come stavolta per te. Tuo padre è fortunato ad avere un figlio così sensibile

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  14. wwayne ha detto:

    Anche mia nonna teneva moltissimo al rosario. Ci andava ogni Lunedì sera, anche quando faceva un freddo impossibile e nonostante il fatto che al ritorno dovesse fare decine di scalini per raggiungere il suo appartamento. Onestamente non ho mai capito questa sua esigenza, dato che la messa domenicale era più che sufficiente sia per onorare Dio che per incontrare tutte le sue amiche. Inoltre, non trovo molto sensato ripetere all’infinito sempre le stesse preghiere, perché dopo un po’ che le reciti diventano soltanto delle parole vuote che tu pronunci senza neanche riflettere su cosa stai dicendo: a quel punto meglio dirle una volta sola, ma dando significato ad ogni parola che esce dalla tua bocca.

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