Ricordi di scuola: la discesa sul tetto durante l’ora di disegno

Il mio ex Liceo Scientifico era situato in un edificio sorto originariamente come un carcere.
Moltissimi particolari ne ricordavano le origini: le finestre erano tutte sbarrate con il simbolo “CI” (Carceri Italiane), vi era un solo spiazzo in comune al centro (immagino per la famosa “ora d’aria”), i muri perimetrali erano insolitamente altissimi, ed ai 4 angoli si ergevano le “torrette”.
Le torrette erano adibite a laboratori: ci si recava in esse per l’ora di disegno/arte, per il laboratorio di inglese o per le lezioni di informatica.

Il prof di disegno/arte era un tipo tranquillo e pacioso. Ci lasciava anche chiacchierare o alzarci, purché completassimo il disegno che all’inizio delle 2 ore di lezione ci aveva assegnato. Ma a volte la libertà assegnataci era davvero troppa.

Eravamo in 5°, ultimo anno, e disegno non faceva parte delle materie d’esame per cui avevamo iniziato a prendere le sue lezioni un po’ sottogamba.
Quel giorno, credo fosse maggio perché era una bella giornata soleggiata, a Pier (il “casinaro” della classe) venne l’idea di andare a bighellonare un po’, e ci disse come fare:

1) Chiedere al prof di andare in bagno
2) Uscire dall’aula, e raggiungere la finestra dietro l’angolo del corridoio
3) Uscire dalla finestra. Niente di pericoloso, sotto di essa c’era il tetto che rivestiva il corridoio esterno.
4) Percorrere il tetto in tutta la sua lunghezza (circa 15 metri) e raggiungere le scale di sicurezza esterne all’edificio e da qui scendere nel piazzale

Nel giro di 15 minuti uscimmo in circa una dozzina, tutti maschietti, tutti con la voglia di fare una bravata. Nel frattempo il prof non si era neppure accorto che l’aula si stava svuotando, tutto preso dalla lettura di un libro d’arte.

Rimanemmo fuori per circa 20 minuti, giocando un po’ a calcio con un pallone mezzo sgonfio recuperato in palestra.
Poi dalla finestra un compagno attirò la nostra attenzione: il Trippa, secchione della classe, aveva fatto notare al prof la strana mancanza di alcuni di noi, ed il prof aveva iniziato a cercarci.
Non fu difficile risalire: il prof ci aveva cercato nei bagni e poi era sceso dalla torretta usando le scale, e non ci incrociò per il semplice fatto che noi risalimmo da dove ci eravamo calati, ossia attraverso le scale esterne, il tetto e la finestra.
Quando rientrò, 3 minuti dopo, ci trovò tutti in classe ma era su tutte le furie, consapevole che lo avessimo preso in giro.
Fece mente locale e diede una nota (sul libretto ed anche sul registro di classe) a tutti coloro che si erano assentati con il pretesto di andare in bagno.
Per pura combinazione si dimenticò di me (anche perché non ero mai stato “discolo” in vita mia) e non mi diede la nota.
Gli altri compagni si resero conto della dimenticanza, ma nessuno glielo fece notare.
Nessuna spia. Bravi ragazzi.
Ed io tornai a casa senza nota.

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23 risposte a Ricordi di scuola: la discesa sul tetto durante l’ora di disegno

  1. wwayne ha detto:

    Da professore, posso dirti che i colleghi che danno così tanta corda ai loro alunni in genere lo fanno per 2 motivi:

    – Per puro e semplice menefreghismo;
    – Per la convinzione che responsabilizzare gli alunni evitando di controllarli strettamente sia un segno di fiducia che li fa sentire apprezzati, e quindi li porta a non voler tradire questa fiducia comportandosi bene. Convinzione demenziale, perché gli alunni davanti a un professore che non li controlla strettamente non pensano “Che buono, cerchiamo di non deluderlo”, bensì “Che fesso, adesso gliela buttiamo in quel posto un giorno sì e l’altro pure”.

    Chiariamo: gli alunni hanno la tendenza a voler fregare il professore a prescindere dal fatto che lui li controlli strettamente o meno. Tuttavia, se lui abbassa la guardia incentiva ancora di più dei comportamenti di questo tipo, e quindi non si può lamentare se poi i suoi alunni se ne approfittano.
    Tutto questo per dirti che il tuo professore la nota l’avrebbe dovuta fare a se stesso.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Era un ottimo professore.
      Pittore famoso e di fama, nome noto, spesso in TV, e papà di una famosissima figura televisiva nazionale.
      Filosofeggiava, era minuzioso sulle opere d’arte, meno sul controllo della classe.

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      • wwayne ha detto:

        Non metto in dubbio che possa essere stato un ottimo professore nonostante questa pecca. Del resto il nostro lavoro è fatto di tante componenti (saper trasmettere il proprio sapere, saper valutare, saper controllare la classe eccetera), e quindi è difficile trovare un insegnante che le possieda tutte. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. Vittorio ha detto:

    immagino che non ci fossero tunnel altrimenti avreste usato anche quelli

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  3. Nonna Pitilla ha detto:

    devo dire che nella mia vita da Prof non mi è mai successa una cosa così, devo anche dire che in classe coi ragazzio mi divertivo sempre ah ah

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  4. Massi Tosto ha detto:

    Per una gita su un tetto alle scuole medie 3 giorni di sospensione

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  5. Paola ha detto:

    andrew quando puoi passa da me che c’è la ns guest star ihihihihihihihihihihihih

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  6. SEMPRE I BELLI I RICORDI DI SCULA 🙂

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  7. vittynablog ha detto:

    quella volta il motto ” tutti per uno ” è stato messo in pratica alla perfezione!!! Bravi ragazzi!!!

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  8. Paola Bortolani ha detto:

    chi non ha fatto qualcosa del genere a scuola? Il problema è che ogni tanto qualcuno si allarga troppo e si fa male, anche molto

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