L’edicola che non c’è più

Carletto aprì la prima edicola del quartiere verso la metà degli anni ’70, contribuendo non poco alla diffusione dei giornali nella zona.
Contemporaneamente a Padova erano sorti i primi quotidiani locali, per cui ogni famiglia – compresa la nostra – iniziò ad essere informata non solo su quanto accadesse in Italia e nel mondo (la sola Rai non poteva bastare), ma anche su quanto stesse accadendo a livello locale.

L’edicola ebbe una sua evoluzione: da piccolo stanzino 4×4, Carletto la ampliò per farci stare anche riviste di ogni tipo (con i loro mille gadgets) e pure alcune videocassette da noleggio.
Carletto, gentilissimo, in forma assolutamente gratuita passava alle 6:30 di mattino presso alcune famiglie della zona lasciando il quotidiano preferito all’entrata. Lo faceva anche con i miei genitori, senza chiedere nulla in cambio.

3 anni fa Carletto, ormai 67enne (ne ha appena compiuti 70 e sta benone), andò in pensione, regalando la licenza da edicolante ad una giovane ragazza di circa 30 anni, che già gestiva la adiacente cartoleria.
Non è stato un passaggio di consegne fortunato.
La ragazza, che gestiva il negozio da sola, ha iniziato ad andare in difficoltà con gli orari e – sull’orlo di una crisi di nervi – ha deciso improvvisamente di chiudere tutto, sia la cartoleria che l’edicola.

Il quartiere è ormai da 2 anni privo di edicola e di cartoleria. Si tratta di due attività oramai poco redditizie, per cui nessuno si è fatto avanti per portare avanti il negozio, oramai tristemente chiuso.

Mio padre ha risentito molto di questa chiusura.
Prima era stato abituato fin troppo bene da Carletto, che gli portava il giornale a casa ogni mattina, domeniche comprese.
Poi aveva iniziato ad andare a piedi fino dalla giovane negoziante, così faceva anche 4 passi per rimanere in forma.
Oggi invece rimane senza giornale da leggere.
Troppo distante l’edicola più vicina, per essere raggiunta a piedi, e lui non intende usare l’auto solo per andare a comperare il giornale. Posso capirlo.
Come conseguenza rimane poco informato sulle vicende che capitano a livello locale, ed anche riguardo le notizie – nazionali o internazionali – che non trovano spazio all’interno dei telegiornali.

Segno dei tempi.

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55 risposte a L’edicola che non c’è più

  1. Vittorio ha detto:

    fare un abbonamento con consegna a domicilio?

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  2. Olga ha detto:

    Un vero peccato!

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  3. wwayne ha detto:

    Vivo in un paesino toscano, e lavoro in un altro paesino di uguali dimensioni 20 km più avanti. Nel paesino in cui vivo le edicole abbondano (che io sappia ne esistono almeno 5), in quello in cui lavoro ne esiste soltanto una. Tempo fa ne esisteva anche un’altra, ma ha chiuso nonostante la posizione favorevolissima (era all’interno della stazione e davanti alla biglietteria, quindi la notava chiunque andasse a comprare un biglietto del treno). Questo significa che dal punto di vista culturale il paesino in cui lavoro è così disinteressato e disabituato alla lettura che lì non resistono neanche le edicole (figuriamoci le librerie). Nulla di illegittimo, per carità: la lettura è un interesse come un altro, e chi non lo possiede dev’essere rispettato, non additato come ignorante e troglodita. Tuttavia, per come sono fatto io passeggiare per un paese e non trovare un’edicola ogni pochi minuti è un’esperienza avvilente, e quindi in quel paesino non ci vivrò mai.
    Come avrai intuito, per me le edicole sono posti meravigliosi. Lo sono fin da quando ero bambino, e nel vedere quel luogo così colorato e traboccante di fumetti mi si illuminavano gli occhi come quando entravo in un negozio di giocattoli. Anzi, pure di più, perché i fumetti costavano meno dei giocattoli, e quindi era molto più facile convincere i miei genitori a comprarmene uno. Quell’emozione la provo ancora oggi, e ancora oggi leggo gli stessi fumetti di supereroi che leggevo da bambino. Qualcuno potrebbe pensare che sia un segno di immaturità, ma non è così, perché i fumetti di supereroi sono cresciuti con me: quand’ero bambino erano palesemente pensati per un pubblico infantile, adesso invece hanno un taglio molto più “adulto” e quindi non sono più roba per bambini.
    P.S.: Sapevo che l’esplosione dei quotidiani online aveva “pensionato” le edicole, ma non credevo che fossero in crisi anche le cartolerie. Al contrario, ero convinto che quel settore non potesse conoscere crisi, dato che studenti e colletti bianchi avranno sempre bisogno di materiale di cancelleria per svolgere i propri compiti.

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  4. Ehipenny ha detto:

    Capisco, per chi non ha accesso alle informazioni su internet è dura, ma anche per chi è legato all’abitudine di comprare il giornale. Mio padre lo acquista ogni mattina ma non lo legge quasi mai, eppure il gesto di fermarsi a fare due chiacchiere con l’edicolante, suo vecchio amico, è qualcosa di irrinunciabile. Anche se temo che i giornali cartacei spariranno..

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  5. Anch’io proporrei l’abbonamento a un giornale che arrivi per posta a tuo padre! Oppure, se gli va, potrebbe andare a leggere i quotidiani che ci sono sempre nei bar, si prende un caffè sfogliando le notizie, e scambia pure due parole!
    Una volta non l’avrei mai consigliato, perché quando non c’era il divieto di fumo consigliare a un anziano di andare al bar era come mandarlo ad ammalarsi, ma adesso quel problema non c’è più. In compenso abbiamo il problema del covid, quindi questa idea deve rimanere accantonata ancora per un po’ finché non passa la pandemia.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Mio padre, ancora prima del covid, non era tipo da bar, per cui sarebbe cmq impossibile per lui anche solo l’idea di entrarci per leggere il giornale.
      Potrei regalargli un abbonamento, magari della edizione del lunedì che è più ricca di sport.

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  6. Daniela ha detto:

    potrebbe essere una buona idea regalargli per il compleanno un abbonamento annuale al quotidiano preferito…anche perchè ammesso che un anziano sappia usare il computer in molti hanno problemi di vista per cui si stancherebbero presto di leggere

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  7. vittynablog ha detto:

    Capisco perfettamente il disagio di tuo padre. Per anni, forse più di venti, ho frequentato l’edicola di Carlo. Non era solamente andare a prendere il giornale! Era commentare le ultime notizie, parlare di cose anche più grandi di noi. Quella chiacchierata mi faceva bene, mi sentivo parte attiva del mondo. Poi Carlo si ammalò e morì. Quell’edicola rimase chiusa . In compenso la cartoleria che è proprio sotto casa mia diventò snche edicola. Ma non è mai stato più come con Carlo. Ora ho fatto l’abboinamento onlaine al mio giornale. E’ comodo perchè posso guardare anche le vecchie edizioni. Ma non è la stessa cosa del giornale da Carlo.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ci sono persone, tipo il giornalaio o il barista, che diventano persone della nostra quotidianità. Sono, in piccola parte, quasi insostituibili.
      A mio padre manca proprio il rapporto umano, l’uscire di casa, raggiungere a piedi l’edicola e fare due chiacchiere.

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  8. Propendo per l’abbonamento. Andare alla cassetta della posta e trovare le notizie diventera’ un momento interessante per lui: una specie di programma della giornata. 🙂

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  9. zipgong ha detto:

    con le edicole muore il nostro mondo…è dura ma è così.

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  10. Centoquarantadue ha detto:

    Al di là del problema di tuo padre e di tanti altri, sicuramente, queste cose mi mettono una gran tristezza.

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  11. La Grazia ha detto:

    Quando leggo Edicola leggo 🔥 Fuoco , ero in macchina di sera tardi e faceva freddo avevo il finestrino chiuso lato passeggero e sentii una vampata di calore al volto. Un ragazzino in scooter diede fuoco all’edicola sul marciapiede per fortuna il bar di fronte era in chiusura e corsero con i secchi di acqua per lavare a terra. Stamane ci sono passata e nonostante sia cambiata la giornalaia sul lato sinistro ha di nuovo una grossa bruciatura. Prendevi anche tu da piccoli quei giornalini con pennarello magico che lo passavi e usciva un disegno prima invisibile ????

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  12. Paola Bortolani ha detto:

    Purtroppo le edicole hanno risentito molto della diminuzione del cartaceo (qui a Milano sono ormai tutte gestite dagli extracomunitari). Ho letto che qualcuno inserisce altre attività per attirare la clientela, speriamo.

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  13. valentina ha detto:

    La migliore amica di mia mamma è la sua edicolante … e ti dice tutto

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