Terminator

A gennaio è andato in pensione il collega B, che ovviamente non è stato sostituito.
Il nostro ufficio CED è diminuito di numero, passando da 4 a 3 elementi: alcune mansioni svolte da B sono rimaste in carico a noi 3, ma la maggior parte delle sue mansioni sono state dirottate ad altre uffici.
B era metodico nei comportamenti, ma terribilmente confusionario e disordinato. Ed io il disordine non lo sopporto.
Mi sono dato una regola: dedicare 10 minuti al giorno ai suoi appunti, alle sue cartelline, ai suoi manuali ed in genere a tutto ciò che è presente nel suo (ex) armadio, al fine di gettare via tutto ciò che non serve più.

E’ una soddisfazione unica: sto buttando via materiale su materiale, del tutto inutile, datato, obsoleto e comunque non utilizzabile.
B accatastava tutto senza motivo, senza gettare mai nulla: il manuale di Office del 2002, gli appunti contabili del 2007, stampe di controllo del 2009, brochure di corsi cui ha assistito nel millennio scorso, e più in generale tutto ciò che di cartaceo gli passava per le mani.
Non solo: si stampava sempre tutte le “circolari” che quotidianamente ci arrivano dalla segreteria, anche quelle che a lui non interessavano (non si sa mai) o cui bastava una lettura a video.

Non tutto il materiale di B è da gettare: mi posso imbattere casualmente su appunti interessanti o addirittura importanti, o su materiale ancora attuale che può essere utile all’ufficio. Per questo motivo non posso buttare via tutto “così com’è”, ma devo controllare cartellina-per-cartellina ed appunto-per-appunto; ci metterò parecchio tempo, ma è per il bene dell’ufficio.

E’ un lavoraccio che mi sono auto-imposto, ma che trovo gratificante. Nel giro di qualche mese – questo è il mio obiettivo – avrò in ufficio un armadio a mia/nostra disposizione, perché di materiale da tenere ce ne sarà (anche se non sarà molto), ed avremo più spazio per tenere in modo ordinato quanto realmente ci serve.

Voi sapete quanto io ci tenga all’ordine.
Ho già fatto buttare via 3 scatoloni (quelli da trasloco di grosse dimensioni) pieni di carta, ed uno scatolone (di medie dimensioni) pieno di plastica.
Mi ci vorranno mesi per smaltire il lavoro.

Mi sento Terminator.

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26 risposte a Terminator

  1. Ehipenny ha detto:

    Dovresti venire a casa mia allora! Fino a poco tempo fa c’era ancora la guida di Windows del 2002 😅

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  2. ©️SPOOKY SKULLERY 🦴 ha detto:

    Io sono nel paleolitico

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  3. Vittorio ha detto:

    sentirsi terminator è una bella sensazione
    il materiale del collega che è andato in pensione a fine gennaio, di cui ho raccolto l’eredità lavorativa, è rimasto in ufficio e nessuno se ne è curato.
    come se non fosse mai esistito
    è stato terminato

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  4. Raffa ha detto:

    …o Mary Poppins?

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  5. wwayne ha detto:

    Conservare tutto è eccessivo, ma è meglio rispetto all’eccesso opposto di non conservare nulla. Soprattutto quando si tratta di fogli, perché uno di essi potrebbe essere un documento essenziale, oppure potresti averci scritto sopra qualcosa che a distanza di tempo si rivela essere di cruciale importanza.
    Anche oggetti di altro tipo possono rivelare la loro utilità anche dopo molti anni, facendoti benedire la tua decisione di non gettarli. Ad esempio, ricordo benissimo che quando facevo il liceo classico comprai su una bancarella di Roma un testo scientifico su Demostene: era chiaramente di livello universitario, ma pensai che potesse essere utile anche per uno studente delle superiori. Ebbene, per preparare l’interrogazione su Demostene non mi servì a nulla, ma molti anni dopo ci trovai delle informazioni fondamentali per la mia tesi di laurea. C’era un evento storico complicatissimo (la pace di Filocrate) sul quale mi arrovellavo da 3 mesi, senza riuscire a ricostruire in maniera chiara ed esatta ciò che era successo in quell’occasione: ebbene, quando aprii quel libro su Demostene scoprii che sulla pace di Filocrate l’autore si era soffermato per pagine e pagine, chiarendo uno per uno tutti i suoi punti oscuri.
    Se non avessi comprato quel libro, oppure se l’avessi gettato o smarrito nel corso degli anni, con ogni probabilità l’impasse sarebbe durata ancora più a lungo di 3 mesi, impedendomi di laurearmi in tempo e di partecipare al concorso docenti che fu bandito giusto 2 mesi dopo la mia laurea. Quel libro ha cambiato la mia vita da così a così, e mi vengono i brividi a pensare che ne sono venuto in possesso soltanto per una pura casualità.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Proprio per questo motivo vado cauto nel gettar via questi appunti.
      E’ pur vero che il 90% riguarda procedure obsolete, ma il 10% può essere utile e per questo motivo passo foglio per foglio. Un lavoraccio.

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      • wwayne ha detto:

        Proprio perché è un lavoraccio, hai fatto benissimo a frazionarlo dedicandogli soltanto 10 minuti al giorno: in questo modo hai l’illusione che sia meno grande di ciò che è.
        Del mio commento precedente sull’infermeria e le interrogazioni che ne pensi?

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  6. ff0rt ha detto:

    Sono stato anch’io un ‘accumulatore seriale da ufficio’, non al livello del tuo collega però. Un primo trasloco mi diede l’occasione di disfarmi di 3/4 di quello che avevo nell’armadietto. Il lavoro da casa mi ha mostrato quante poche cose servano davvero di quello che è rimasto.
    Lo stesso vale per il materiale che tenevo archiviato nell’hard disk del vecchio computer.
    Un abbraccio.

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  7. silvia ha detto:

    E’ necessario! 😉

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  8. vittynablog ha detto:

    Mio marito è di quelli che non buttano via niente… io ogni tanto faccio pulizia e immancabilmente a lui serve qualcosa che io ho “volato”. Ma non glielo dico…dico…mah, chissà dove sarà, in mezzo a tutta questa roba! 😉

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  9. Neogrigio ha detto:

    beh, a questo punto penso che 10 min al giorno siano pochi…

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  10. gaberricci ha detto:

    La tua mania per l’ordine mi sconvolge:-). Mi sta venendo in mente una storia interessante su dove nascondere un tesoro…

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  11. Paola Bortolani ha detto:

    Questo tuo comportamento mi corrisponde, e capisco la soddisfazione

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