Oggi parliamo di… Franz Reichelt

L’uomo da sempre possiede il sogno di volare.
La mitologia greca ci riporta ad Icaro e Dedalo, che per fuggire dal labirinto del Minotauro realizzarono due paia d’ali di cera e se ne volarono via.
Icaro, tuttavia, non ascoltò i consigli del padre, si avvicinò troppo al sole, le sue ali si sciolsero e lui precipitò in mare morendo.


Dedalo e Icaro, di Lord Frederic Leighton

Le “Linee di Nazca” hanno più volte fatto immaginare che le antiche popolazioni peruviane fossero stati in grado di poterle ammirare dall’alto, non dico proprio volando, ma magari “planando” per mezzo di particolari ali di loro invenzione.


Linee di Nazca, il “colibrì”

In epoca più recente fu il grande Leonardo da Vinci ad immaginare delle ali, o delle “macchine volanti”, che permettessero all’uomo di librarsi in aria con il solo uso della forza muscolare.

Il sarto francese Franz Reichelt, ma nato a Vienna nel 1879, non fu immune da questo desiderio di potersi librare in volo.

Appassionato di aviazione, si fece forza della sua attività sartoriale per confezionare una sorta di tuta-paracadute che potesse funzionare come una sorta di deltaplano.


Franz Reichelt indossa la tuta-paracadute di sua invenzione

I primi test, fatti utilizzando manichini, non ebbero un grande successo: il peso della tuta (inizialmente addirittura di 70 Kg) portava i manichini a sfracellarsi inesorabilmente al suolo.
Seguendo alcuni consigli fornitigli dall’Aéro-Club de France, Franz Reichelt riuscì alla fine a realizzare una tuta di “soli” 25 Kg e apertura alare di ben 12 Mq.
Era talmente convinto della propria invenzione, che volle testarla di persona lanciandosi dalla Torre Eiffel, alla presenza di giornalisti dell’epoca.
La tuta era stata per l’occasione ulteriormente migliorata: “solo” 9 Kg, e ben 30 Mq di apertura alare.
La sua dimostrazione venne addirittura filmata, in una delle prime registrazioni “cinematografiche” della storia.

Alle 8:22 del freddo 4 febbraio 1912 Franz Reichelt spiccò il volo.
Era lieto e sorridente.
Ma la tuta-paracadute non si aprì, e Franz Reichelt morì cadendo al suolo dall’altezza di circa 60 metri.


La prima pagina de “Le Petit Parisien” il giorno dopo

L’autopsia, tuttavia, diede un differente responso: sembra infatti che il povero Franz Reichelt abbia avuto un infarto durante la caduta, arrivando al suolo già morto

La morte in diretta di Franz Reichelt durante il volo dimostrativo.
Immagini NON ADATTE ad un pubblico sensibile.

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36 risposte a Oggi parliamo di… Franz Reichelt

  1. Infusod'arancio ha detto:

    Buongiorno top

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  2. Olga ha detto:

    bel post,buongiorno!

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  3. Vittorio ha detto:

    final destination zero, il prequel

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  4. Fa minore ha detto:

    E io invece cialtronavo sul CUP

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  5. Raffa ha detto:

    Molto triste quello che gli è successo. Lui coraggioso ma incosciente

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  6. La Grazia ha detto:

    Allora ero con mio figlio nel pomeriggio in un vicolo vicino casa con passeggino e ho visto un uomo in deltaplano rosso a motore
    A non può essersi lanciato dal vulcano
    B è passato sotto i fili del treno
    C l’ho visto solo io credo non mi abbia creduto nemmeno un bambino dei bambini a cui l’ho detto ( miscredenti )

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  7. Neogrigio ha detto:

    WOW!!!! interessantissimo!!!!!!!!!! ma quante ne sai????

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  8. vittynablog ha detto:

    Interessantissima questa storia, non la conoscevo! E quante morti ci sono state per la voglia di volare!!! Poveretto questo Franz Reichelt, ci credeva talmente tanto che si sarebbe meritato di riuscire in quel volo! invece… 😦

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  9. Paola Bortolani ha detto:

    Non ho guardato le immagini, mi basta la storia, che non conoscevo (un’altra!), interessante e da ammirare

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