Organizzazione lavorativa: aggiornamento

Alcuni mesi fa avevo parlato del fatto che uno dei colleghi d’ufficio fosse andato in pensione, e che non fosse stato sostituito.
In un ufficio come il mio (lavoro in un EDP) passare da 4 a 3 elementi è stato un piccolo trauma.
Abbiamo capito la situazione: la crisi ha colpito anche noi, e coloro che vanno in pensione nella maggior parte dei casi non saranno sostituiti.

Il lavoro dell’ex collega, abbiamo fatto notare al Direttore, non avrebbe potuto essere spartito a noi 3 rimasti: sarebbe stato davvero impossibile gestire in 3 un carico di lavoro che prima veniva svolto da 4 persone, e ci saremmo trovati senza attimi di respiro, con il rischio di errore, e con la difficoltà a svolgere il lavoro in caso di malattie/ferie di uno di noi.
Non c’è stato bisogno di argomentare. Il Direttore ne era consapevole, pertanto il lavoro svolto dal collega andato in pensione è stato suddiviso più o meno in queste proporzioni:
– 10% in carico ai noi 3 superstiti dell’EDP
– 50% ufficio contabilità (formato da circa 40 elementi distribuiti nelle varie sedi)
– 30% ufficio paghe (formato da circa 10 elementi tutti nella sede centrale)
– 10% altri uffici

Bisogna spiegare bene la situazione.
Il collega andato in pensione era sì in carico al nostro ufficio EDP, ma di fatto svolgeva compiti di natura extra-ufficio, o di “trait d’union” tra i vari uffici. E’ stato fatto un elenco di ogni sua singola mansione, ed è stato deciso per ognuna di esse a chi venisse assegnata.
La mole di lavoro dell’EDP è un po’ aumentata, ma non di molto. Tutto sommato ce la siamo “cavata” bene.
Il problema maggiore è stato trasferire ai colleghi degli altri uffici le competenze del collega andato in pensione.

Alcuni colleghi hanno fatto opposizione, per nulla convinti che venisse trasferito a loro un lavoro che prima veniva svolto dall’EDP.
Anche un capo-area si è messo di traverso, di fatto ostacolando la nuova organizzazione del lavoro pianificata dal Direttore.
Laddove io sarei stato portato al confronto diretto e forse al litigio, gli altri 2 colleghi dell’EDP sono stati più saggi di me adottando una linea più “morbida” e diplomatica.
Hanno avuto ragione loro.

Con molta calma, e moltissima pazienza, nel giro di 5 mesi abbiamo trasferito ai vari colleghi la maggior parte delle competenze a loro riservate, insegnando loro cosa fare e come farlo, affiancandoli e fornendo loro ogni tipo di aiuto, di supporto e di appunto.
Logico: l’esperienza acquisita in 40 anni di lavoro da parte del collega andato in pensione non la si acquisisce in pochi mesi, ma molte operazioni sono del tutto meccaniche e, con i debiti appunti ed un minimo di competenza informatica, sono tutto sommato abbastanza semplici da svolgere.

Per una volta il Direttore ha avuto ragione, anche se le dinamiche iniziali di riluttanza e rifiuto non erano state incoraggianti.
Per fortuna il Direttore ha messo a tacere le rimostranze del capo-area “oppositore”, il cui operato creava solo tensioni e malumori.
Noi 3 dell’EDP, anche se siamo uno in meno rispetto al passato, siamo perfettamente in grado di autogestirci nel lavoro e nella sostituibilità tra di noi in caso di emergenza, per cui al momento posso dire che le cose stanno andando per il verso giusto.

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36 risposte a Organizzazione lavorativa: aggiornamento

  1. A. ha detto:

    Un signor direttore che ha saputo gestire la situazione nel miglior dei modi 😊 molte volte bisogna solo sapersi organizzare!

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  2. Infusod'arancio ha detto:

    Oh che bella notizia

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  3. wwayne ha detto:

    La foto con cui hai chiuso il post è davvero bellissima. E adoro la tua abilità nel rendere interessanti anche dei semplici racconti di vita lavorativa.

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  4. Ehipenny ha detto:

    È un’ottima notizia, e soprattutto indice di una certa maturità rara in un ambiente lavorativo secondo me

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  5. Vittorio ha detto:

    Avere un direttore che prende una posizione è grasso che cola

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Nel nostro caso era doveroso.
      Il nostro CED era entrato in una spirale per cui ormai chiunque entrava e ti diceva cosa fare, e subito, con la scusa che noi siamo “quelli dei computer”
      L’azione dei Direttore è giustamente mirata a dare nuova autonomia e dignità all’ufficio, senza interferenze esterne, così come accade negli altri CED delle aziende/associazioni simili alla nostra.

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  6. Massi Tosto ha detto:

    Spesso ci si mette di traverso a prescindere, senza neanche valutare quello che ci viene richiesto, siamo tutti capi del lavoro degli altri, quando non ci compete, poi quando diventa di nostra competenza ……

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  7. silvia ha detto:

    Avere un dirigente che ascolta e comprende è una gran fortuna!

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  8. vittynablog ha detto:

    Tutto è bene quel che finisce bene! Ma un aumento di stipendio, dato che rendete di più e il vostro capo risparmia????

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Non è ancora finita, diamo a metà del guado, ed il periodo estivo sarà la cartina tornasole per vedere se va tutto bene. A settembre-ottobre tireremo le somme.

      Il capo non è il titolare. Lavoro in una “associazione”, per cui non vi è un vero “padrone” che incassa/risparmia. Viviamo di associazionismo, ed anche il capo, benché sia un dirigente, è comunque uno stipendiato.

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  9. Neogrigio ha detto:

    avessi io un direttore competente…..

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  10. La Grazia ha detto:

    Non ho mica capito che lavoro sia ma wiki mi suggerisce solo che non ci arrivo limite mio, mi ci metterò con più impegno anche perché qui non si avvicina a cosa tipo stipare dati di partita doppia …. che nemmeno poi ne capivo vabbè leggo più avanti

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