Le mie foto. Foto #31: Fritz

La data della foto è 23-luglio-2010, senza questa informazione difficilmente mi sarei ricordato di quando venne scattata.

Fatto sta che quel pomeriggio Padova venne travolta da una eccezionale grandinata, che unitamente ad un uragano rovinò molte abitazioni e molti giardini. I giornali nei giorni successivi parleranno di tromba d’aria.

Io corsi a casa dei miei genitori insieme al Figlio (che all’epoca aveva 8 anni) e ad MDM (Mia Dolce Metà) appena il tempo atmosferico me lo permise.
Il giardino dei miei genitori apparve devastato. Foglie e rami ovunque, piante rovinate e sradicate, vasi volati letteralmente via. Non male come spettacolo.
Dopo alcuni scambi di opinioni con i vicini di casa, e dopo aver constatato sommariamente la sostanza dei danni, ci siamo tutti armati di rastrello ed abbiamo iniziato a raccogliere i resti delle piante formando cumuli su cumuli in pochi minuti.

Trovammo una tortora morta, e subito pensammo alle 2 famiglie di merli che trovavano dimora in giardino, e la ricerca porta all’amaro ritrovamento di una merla anch’essa morta a causa della grandinata oppure perché colpita da qualche ramo vagante.
A pochi metri da noi una scena surreale.
Il merlo maschio è fermo immobile (sembrava impagliato) completamente inzuppato di pioggia e il suo essere in vita era testimoniato dal saltuario battere delle palpebre. Era terrorizzato, e con una maggiore attenzione ho visto che la sua respirazione era velocissima, con il petto che praticamente sussultava. Il merlo rimase in quella posizione almeno per 30 minuti, nessuno di noi gli si avvicinò, per un profondo rispetto verso il suo stato di evidente difficoltà.

Abbiamo continuato a rastrellare foglie e rami finché sotto un cumulo di grandine non trovai il corpo di un passero.
Pensavo fosse morto, invece dopo alcuni istanti ho notato che respirava. Piccolo anche se non appena nato, stava per morire anche lui a causa della calamità appena trascorsa. Con
leggerezza lo presi e lo coricai su un nido caduto dagli alberi (forse proprio il suo) che si trovava ad un paio di metri dal luogo del suo ritrovamento.
Che fare?

Il piccolo passerotto, subito battezzato Fritz, fu dapprima messo al sole in modo da asciugarsi e riprendere temperatura. Adagiato sul nido iniziò a tremare visibilmente, a causa della paura ma principalmente a causa del freddo. Poi preparammo, in mancanza di alternative, una pappetta a base di acqua e zucchero che gli somministrammo tramite un cotton-fioc verso il quale lui tendeva il piccolo becco.
Le speranze di sopravvivenza, a mio parere, erano minime, diciamo il 10% o forse anche meno.
Dopo essersi asciugato (nel frattempo le operazioni di pulizia erano riprese con vigoria) notai tuttavia che il suo aspetto era migliorato, e teneva gli occhi aperti con maggiore facilità.
Abbiamo allora iniziato a pensare ad un piano di recupero per Fritz fintantoché non fosse migliorato oppure fino al momento che ci avesse lasciato per il paradiso dei passerotti.

Dopo una nottata in terrazza, lontano dalle fauci dei gatti dei vicini, il giorno seguente continuò la terapia di acqua e zucchero alternata anche ad acqua semplice, con la quale lui con difficoltà si dissetava.

Il terzo giorno di ricovero accaddero due cose fondamentali:
1) Fritz aprì le ali alzandosi sulle zampine (io temevo all’inizio che una fosse spezzata) dando testimonianza di un buon miglioramento di salute
2) Alcuni passerotti adulti si erano riuniti, non sapendo di essere osservati, proprio sul luogo di ritrovamento di Fritz, quasi lo stessero cercando

Capii che era il momento: portammo fuori Fritz, con l’idea di adagiare il nido sul quale lui si trovava da 3 giorni proprio in prossimità del luogo di ritrovo dei passeri. Ed ecco una grande sorpresa: mentre lo portiamo fuori Fritz sente il cinguettio dei passeri appollaiati sui rami, ed inizia ad animarsi, a battere le alucce ed a dimenarsi.
Adagiammo il nido per terra e lui si girò cinguettante verso di noi come per ringraziarci.
Una lacrima mi scende sul viso.
Ci nascondemmo.

I passeri dopo alcuni minuti si avvicinarono al nido, e Fritz cinguettando volò via con loro.


Fritz

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55 risposte a Le mie foto. Foto #31: Fritz

  1. Centoquarantadue ha detto:

    Che storia commovente! Siete stati molto bravi.

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  2. Che ne! Gli animali hanno capacità di recupero inimmaginabili. Buon 2 giugno!

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  3. Vittorio ha detto:

    E festeggiarono tutti quanti prendendosi uno spritz

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  4. wwayne ha detto:

    Hai strappato una lacrimuccia anche a me! Bravissimo Kikkakonekka, sia nel gestire il passero che nel raccontarci la sua storia! 🙂

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  5. Infusod'arancio ha detto:

    Che bravi

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  6. endorsum ha detto:

    che bel respiro… 🙂

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  7. silvia ha detto:

    Che bella storia, sono davvero soddisfazioni 🙂

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  8. vittynablog ha detto:

    Anche a me sono scese le lacrime leggendo questa commovente storia! Siete stati bravissimi col passerotto, ma cosa ne è stato del merlo maschio?

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  9. La Grazia ha detto:

    Ecco perché ho il giardino pieno di merli si sono trasferiti qui avevano un accento diverso
    I nidi sono ingegneristicamente perfetti
    Ai monti fecero il nido nella cassetta delle lettere
    Aprire e trovare cinque occhietti e becchi gialli fu molto divertente, il nido rettangolare aveva anche la moquette di muschio

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  10. Pingback: fuoriblog dal 29 maggio al 4 giugno 2021 – 247 – Cor-pus 2020

  11. Sara Provasi ha detto:

    Ma che meraviglia! 😍 Che tenero fritz e anche voi che bravi 💕💕💕

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