Il mio esame di maturità. Parte 3 su 3: gli orali

Maturità 1988.
Dopo gli scritti (che andarono molto bene, vedi post di ieri) si tennero i temutissimi orali.
Per prima cosa venne estratta a sorte la lettera dell’alfabeto da cui partire con le interrogazioni: uscì la lettera “N”. Il mio cognome inizia con la “M”, per cui avrei
avuto l’orale l’ultimo giorno, mercoledì 13 luglio 1988.

Ad aprile il Ministero della Pubblica Istruzione aveva scelto per l’orale dei Licei Scientifici queste 4 materie: Italiano, Inglese, Filosofia, Fisica.
L’esame orale consisteva nella interrogazione su due di queste materie.
Lo studente sceglieva la prima materia, la commissione dei professori sceglieva la seconda materia d’orale a patto che “non fosse penalizzante per lo studente”.
Io avevo i seguenti voti di ammissione: Italiano 7, Inglese 9, Filosofia 8, Fisica 6 (voto regalato per non abbassarmi la media, di fatto con ci capivo un beato cazzo).
Scelsi come 1° materia d’orale Filosofia, sperando che la commissione scegliesse come 2° materia Inglese.
Se la commissione avesse scelto per me Italiano, in qualche modo me la sarei comunque cavata, magari perdendo qualche punto. Ma Italiano era già stata scelta come 1° materia da moltissimi miei compagni, per cui il rischio che venisse assegnata anche a me era davvero basso.
Se invece la commissione avesse scelto per me Fisica (che pochissimi miei compagni avevano scelto, credo al massimo 2 o 3) per me sarebbe stata una debacle storica. Caporetto. Waterloo.

La commissione scelse per me, come seconda materia orale, Inglese.
Mi salvò il fatto che la scelta “non dovesse essere penalizzante per lo studente”: in Inglese avevo 9, in Fisica 6 (ma di fatto era un 4, il 6 era del tutto regalato).

Gli orali andarono benissimo.
In Filosofia presentai Auguste Comte ed il “positivismo”, l’insegnante di commissione mi chiese poi qualcosa su Kierkegaard, che conoscevo molto bene.
In Inglese andò altrettanto bene. Presentai una tesina riguardante (se non ricordo male, sono passati 33 anni) l’inquinamento nel mondo, mi vennero poi fatte alcune domande di circostanza cui seppi rispondere tranquillamente.

Maturità dunque era terminata nel migliore dei modi.
Avevo studiato duramente, ma avevo anche raccolto ottimi voti.
Italiano scritto: 8
Matematica scritta: 9,5
Filosofia ed Inglese orali andarono molto bene.

Venni promosso con la valutazione di 56/60.

La professoressa interna di commissione mi confidò che il mio voto venne molto dibattuto. Alla fine non mi diedero 60/60 solo perché alcuni anni prima ero stato bocciato, rovinando così il curriculum scolastico.
Ebbene sì: nonostante i voti buoni/ottimi, io in 3° superiore venni bocciato.
Fu un anno sfortunato: avevo cambiato scuola, non mi integrai con la classe e per finire mi venne un esaurimento nervoso che mi fece perdere moltissime settimane di lezione che poi non riuscii a recuperare.
Quindi alla fine venni penalizzato nel voto di maturità per motivi non legati allo studio.
Me ne feci una ragione, ero già contento per aver preso 56.

Un voto che significò per me un riscatto personale, ed una iniezione di fiducia per il mio futuro.
Acquisii maggiore sicurezza e fiducia in me stesso, e di fatto per me fu quasi una rinascita.
Mi aprii al mondo, conobbi persone nuove, mi feci nuove amicizie, e mutò anche il mio rapporto con le ragazze, visto che fino ai 19 anni per me erano esseri alieni con cui al massimo scambiavo quattro parole di circostanza.

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28 risposte a Il mio esame di maturità. Parte 3 su 3: gli orali

  1. Vittorio ha detto:

    56 non è male come votazione. Io uscii con 52 e chiusi alle mie spalle il periodo scolastico

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  2. Raffa ha detto:

    Peccato che abbiano considerato una bocciatura degli anni precedenti… Non mi sembra giusto. Comunque hai preso un ottimo voto.

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  3. phileasfogg2020 ha detto:

    Anche tu vivi Waterloo come una grande sconfitta?

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Tutt’altro.
      Venni bocciato ma non fui sconfitto.
      La rivincita maggiore è stata proprio la maturità, dove dimostrai a tutti – a me stesso innanzitutto – che un inciampo ci può stare, ma che poi i traguardi maggiori si possono raggiungere ugualmente.

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      • phileasfogg2020 ha detto:

        Certo, questo messaggio che hai trasmesso con il tuo articolo mi piace molto.
        Il mio commento era solo riferito all’uso di Waterloo, accanto a Caporetto, come sinonimo di grande sconfitta. Nel caso di Caporetto in Italia siamo tutti d’accordo, per Waterloo dipende un po’ dai punti di vista

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  4. vittynablog ha detto:

    Gli esami di maturità sono un bagaglio importante per chiunque li affronti e li superi. Ma i veri esami vengono dopo, quando si inizia a vivere la vita nel mondo del lavoro, la famiglia!!! Comunque non avevo dubbi sul bel risultato che hai ottenuto con la scuola!!! 🙂

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  5. gaberricci ha detto:

    Ho un ricordo divertentissimo del mio orale :-). Ma tu ci hai un po’ imbrogliato coi tuoi post!

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  6. Me ha detto:

    Fantastico! 😄

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  7. Paola Bortolani ha detto:

    Io ho preso 54/60, mi hai battuta 😉

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