Reportage: K all’orto botanico

Il lento ritorno alla normalità passa anche attraverso la ripresa di quei piccoli piaceri che ci concediamo di tanto in tanto, e che durante il periodo Covid abbiamo dovuto forzatamente tenere chiusi nel cassetto.
Da alcuni anni io ed MDM (Mia Dolce Metà) avevamo preventivato di visitare l’Orto Botanico di Padova, ma per vari motivi avevamo sempre procrastinato.
Ora l’occasione si è presentata in concomitanza con la sua riapertura dopo il lockdown, ed abbiamo deciso – finalmente – di andare a visitarlo.

L’Orto Botanico di Padova nacque nel 1545 da una idea di Francesco Bonafede, studioso di piante officinali. A suo avviso era divenuto necessario lo studio diretto delle piante mediche, per meglio capire le loro proprietà curative ovviando alla errata interpretazione degli antichi testi classici. Dato che le piante medicinali al tempo erano denominate “semplici”, l’orto venne chiamato “Giardino dei Semplici” (“Horti Simplicium”).
Nacque così l’Orto Botanico di Padova, il più antico orto scientifico al mondo e nel 1997 nominato dall’Unesco “sito patrimonio dell’umanità”.

L’orto originale ha pianta circolare con all’interno un quadrato diviso a sua volta in quattro settori, e nei secoli non è mai stato modificato.
All’inizio le piante coltivate erano circa 1800 (che per ovviare ai ripetuti furti notturni si decise di proteggerle con un alto muro di cinta) ma oggigiorno sono circa 6mila per un totale di 3500 specie differenti.
Oltre alle piante curative sono presenti anche piante insettivore, piante dei Colli Euganei, piante esotiche e piante acquatiche ospitate nella piscina al centro dell’orto.

Tra le piante più famose presenti nell’orto spicca la “Palma di Goethe”, che permise al poeta tedesco, dopo averla ammirata e studiata nel 1786, di avere l’idea per il suo “Saggio sulla metamorfosi delle piante” pubblicato quattro anni dopo. L’intuizione avvenne dopo che Goethe notò una certa differenza tra le foglie basse, quelle a mezzo fusto e quelle alte, stando a significare una loro mutazione in base alla loro età. La palma è sempre la stessa che venne impiantata nel 1585, più di 430 anni fa.


“Palma di Goethe”

Dal 2014 è stato aggiunto all’orto, in una zona adiacente, un “Giardino delle biodiversità”, con 1300 piante provenienti da ogni parte del globo che permettono lo studio dei diversi tipi di vegetazione in differenti condizioni climatiche.


“Giardino delle biodiversità”: esterno


“Giardino delle biodiversità”: interno

Il “Giardino delle biodiversità” è ricco di cartellonistica e di elementi multimediali che permettono di conoscere a capire la diffusione delle piante nel nostro pianeta, con particolari approfondimenti verso quelle piante che hanno davvero significato molto per l’evoluzione del genere umano: papiro, cotone, riso, caffè, the, albero della gomma e moltissimi altri.

Siamo stati fortunati: la giornata è stata soleggiata ma non troppo calda, e sia io che MDM ci siamo goduti una splendida mattinata in compagnia di piante di ogni tipo provenienti da ogni parte del globo.


MDM si gode la giornata. Sullo sfondo la Basilica si S. Antonio


Io mentre faccio lo sciocco con una maschera rituale del Sud America

Se passate per Padova, l’Orto Botanico è una tappa pressoché obbligata che non vi deluderà affatto.

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45 risposte a Reportage: K all’orto botanico

  1. La darkina del web ha detto:

    MA CHE SPETTACOLO io adoro i parchi e gli orti botanici

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  2. andream2016 ha detto:

    però è l’orto botanico di Pisa il
    più antico orto botanico universitario del mondo (fondato nel 1543). È l’eterna battaglia tra le università di Pisa e Padova (ed io ovviamente da ex-pisano è chiaro da che parte stia 😜)

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  3. Vittorio ha detto:

    Prima o poi passerò

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  4. Raffa ha detto:

    Fossi in te non scherzerei con le maschere rituali del sud America…

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  5. No…un orto botanico non può deludere! Confermo!! :-):-)

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  6. Massi Tosto ha detto:

    Ne ho visti alcuni all’estero, ma in Italia mi sono sempre rifiutato bisognerà rimediare

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  7. vittynablog ha detto:

    E’ fantastica, meravigliosa!!! Spero un giorno di poterla visitare, magari insieme a mia figlia che adora ogni tipo di pianta. Le sembrerebbe di stare i paradiso!!! ❤ ❤ ❤

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Abbastanza.
      Diciamo che nell’area con il micro-clima “tropicale” faceva “leggermente” caldo, e con la mascherina ti mancava “leggermente” il respiro, ma poi è andato tutto liscio.
      🙂

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  8. quarchedundepegi ha detto:

    Bello, bello, bello… e che belle fotografie. Bravo Kikka.
    Buona serata.
    Quarc

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  9. Paola Bortolani ha detto:

    Lo terrò presente, grazie!

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  10. La Grazia ha detto:

    Che invidia noi ne abbiamo 2 io amo l’albero dalla corteccia morbida lo hai accarezzato ? MDM sembra molto dolce ma non si lamenta della tua barba ? Il sire mi ha fatta diventare un gruviera
    Gli inglesi ( così mi pare ) ( nei film 🎥) prendevano il te negli orti sarebbe una passeggiatina più piacevole invece che una corsetta
    A me sono spuntate due piantine oggi devo dire che con i semi ci so fare

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  11. Neogrigio ha detto:

    proprio oggi leggevo che all’orto botanico di Varsavia (uno dei posti che non ho ancora visto) centinaia di persone hanno aspettato per ora lo sbocciare di un fiore quasi estino, enorme e che ha una caratteristica che lo rende unico: allo sbocciare emana un terrifibile fetore di carne morta! Mah, non saprei se mi sarebbe piaciuto, ma di certo sarebbe stato interessante

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  12. gaberricci ha detto:

    Ce l’ho! Mi è piaciuto molto il Giardino della Biodiversità e, per ragioni “professionali” (che detta così…), quella sulle piante velenose. Come tutti i giardini botanici così grandi, però, devi essere un po’ appassionato alla materia, altrimenti dopo un po’ si rischia la noia.

    (Se mi consenti, mi permetto di consigliare il Giardino Botanico di Lucca: piante molto belle… ed una storia horror).

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  13. vincenza63 ha detto:

    Magnifico suggerimento, Andrea! 🙂

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  14. Pingback: Padova “Urbs Picta” | Non sono ipocondriaco

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