Bandiere al… venti: bandiera dei Giochi Olimpici

Il giorno 20 di (quasi) ogni mese, pubblico una breve storia riguardante alcune bandiere del mondo.
Oggi parliamo della bandiera dei Giochi Olimpici.

Il Barone Pierre de Coubertin era una persona ostinata.
Già dal 1871 aveva iniziato a pensare alla riproposizione delle Olimpiadi.
Dopo aver visto la Francia soccombere nella “Guerra franco-prussiana (1870-1871)” era giunto alla conclusione che la causa della sconfitta fosse la scarsa preparazione atletica dei soldati francesi. Per supplire a questa carenza, e nell’ottica pacifista di vedere le nazioni affrontarsi su gare sportive e non su territori di guerra, de Coubertin lanciò l’idea di riproporre i Giochi Olimpici in grande stile ma la sua voce rimase inascoltata.
Solamente nel 1894 riuscì a far accettare le proprie idee, e durante un convegno a Parigi venne deciso di dar vita ai Giochi Olimpici Moderni, iniziando con le Olimpiadi di Atene 1896, in quella Grecia già patria delle Olimpiadi antiche.

Le Olimpiadi non ebbero subito un simbolo che le identificasse.
Fu ancora de Coubertin ad avere la giusta idea. Disegnò lui stesso nel 1913 la prima bandiera olimpica, con i 5 anelli colorati che si intrecciano tra loro.
Una idea nuovamente pacifista: ogni anello colorato rappresenta un continente (nero = Africa, giallo = Asia, rosso = America, verde = Europa, blu = Oceania) e la loro connessione voleva significare lo spirito di fratellanza tra i popoli.

Cattivo presagio.
La bandiera avrebbe dovuto essere issata per i Giochi Olimpici dei Berlino del 1916, ma lo scoppio della I Guerra Mondiale mandò a monte le Olimpiadi.
La bandiera olimpica fece dunque il suo esordio ai Giochi Olimpici di Anversa del 1920, dove accadde un fatto strano.
Al termine dei giochi olimpici essa scomparve, probabilmente rubata, e dato che era stata creata in un unico modello essa dovette essere rifatta per i successivi giochi del 1924 tenuti a Parigi.

Il mistero venne svelato nel 1997, ben 77 anni dopo.

L’atleta americano Hal Haig Prieste (bronzo nei tuffi ad Anversa) ammise di averla rubata dopo essere salito sul pennone, tenendola nascosta in valigia per tutti quegli anni. Prieste restituì la bandiera durante una speciale cerimonia per i Giochi Olimpici di Sidney del 2000: all’epoca aveva quasi 104 anni, essendo nato nel novembre del 1896, proprio l’anno in cui nacquero le Olimpiadi Moderne.


Anno 2000: il quasi 104enne Hal Haig Prieste restituisce la bandiera olimpica originale, da lui “presa in prestito” nel 1920

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22 risposte a Bandiere al… venti: bandiera dei Giochi Olimpici

  1. Vittorio ha detto:

    Come quelli che si portano a casa gli asciugamani dell’albergo

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  2. Nonnino furfante…
    Io non sono mai riuscita a portare via niente, il mio cervello mi tormenterebbe per secoli… 🤣

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  3. Raffa ha detto:

    Chissà se l’onda di revisionismo arriverà fino alla bandiera olimpica: qualcuno potrebbe obiettare che il cerchio nero e quello giallo sono frutto di stereotipi razzisti.

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  4. titti onweb ha detto:

    chissà cosa succederà quest’anno…..Complimenti comunque ! ora vado a scrivere qualcosa anch’io 🙂

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  5. vittynablog ha detto:

    Davvero interessante la storia di questa bandiera. Alla fine quel furfantello che la rubò, la riconsegnò, così ora abbiamo proprio l’originale!!!! 🙂

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  6. fulvialuna1 ha detto:

    Non conoscevo la storia della bandiera …grazie.
    Quest’anno spero di avere la forza che ho sempre avuto: alzarmi nelle ore più impensate per guardare gli atleti…di solito faccio una full immersion…

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