Le false Nike

Negli anni ’80 tra me ed i miei amici nessuno aveva la possibilità economica di comperarsi vestiti firmati o griffati.
Numerosi erano i capi di abbigliamento ‘falsi’ in modo pacchiano, comperati in qualche bancarella o in qualche negozio non di primissimo livello.

Ricordo ancora quando Elisabetta venne presa in giro perché indossava scarpe da ginnastica ‘Like’, una grossolana imitazione del marchio più famoso.
Ma ancora peggio fece Barbara, che osò denigrare le ‘Like’ sfoggiando invece un paio di ‘Mike’, convinta che le sue fossero originali e che il marchio si chiamasse proprio in tal modo.

Mi viene da ridere, ora, ricordando quelle grossolane imitazioni, pensando che al giorno d’oggi prodotti così tarocchi non avrebbero nessun mercato.

Ed invece mi sbagliavo, almeno leggendo questo articolo e pensando ai profumi ‘Chamel’, ‘Blugari’ e ‘Valentinu’.
Ma c’è davvero qualcuno che li compera?

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38 risposte a Le false Nike

  1. LaMela777 ha detto:

    Io c’ero 😁 negli 80/90 🤣 comq come le si prendeva ai tempi certe “sole” si prendono pure oggi. Per alcuni è solo ignoranza, per altri desiderio di avere il marchio senza realmente conoscerlo.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Anch’io ho avuto una bella collezione di prodotti taroccati, ma non così palesi.
      Ricordo per esempio le false cinture “El charro” o i calzettoni “Burlington” molto di moda a quel tempo. Ma non erano prodotti sfacciati.

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  2. wwayne ha detto:

    Non tutte le imitazioni sono così grossolane. Ci sono dei prodotti contraffatti che sono praticamente identici a quelli originali, e soltanto osservandoli molto da vicino ci si accorge che manca il logo (a meno che il logo non sia molto grosso e molto riconoscibile, come nel caso della Nike da te citato).
    Anch’io avevo notato che esiste un mercato anche di profumi contraffatti: me ne accorsi più di 10 anni fa, quando andai in vacanza in Romagna e in un emporio trovai un profumo chiamato “Acqua di Gò”. Tra l’altro chi aveva realizzato quel prodotto contraffatto era stato particolarmente abile, perché la G e la O accentata erano distanziate esattamente come nella confezione originale, e soltanto ad uno sguardo molto attento ci si poteva accorgere che mancava la I nel mezzo.
    Anche se non ne ho mai comprato uno, suppongo che i profumi contraffatti siano simili agli originali non solo nel nome, ma anche a livello olfattivo: non avrebbe senso produrre un profumo che richiama l’acqua di Giò a livello di confezione ma che poi ha un odore totalmente diverso. Vorrebbe dire che il produttore è doppiamente disonesto, perché oltre a causare un danno ad Armani sta anche tirando un pacco al cliente.
    Comunque ritengo altamente immorale essere coinvolti nel mercato dei prodotti contraffatti, a qualsiasi titolo (produttore, compratore o venditore). Se io produco, vendo o compro un prodotto contraffatto io non sto soltanto violando una legge, ma sto anche danneggiando i negozianti che vendono i prodotti veri: infatti per colpa mia loro non venderanno più nulla, saranno costretti a chiudere e non potranno più dare da mangiare ai loro figli.
    Inoltre, se i prodotti veri non si vendono perché la gente preferisce quelli contraffatti a quel punto anche l’azienda che produce i prodotti veri vedrà diminuire gli incassi e sarà costretta a licenziare qualche operaio, causando ulteriori danni sociali. Per l’azienda che produce i prodotti veri ci sarebbe un’alternativa ai licenziamenti (abbassare i prezzi dei prodotti in questione, nella maggior parte dei casi esageratissimi rispetto al costo di produzione), ma sappiamo benissimo che pochi imprenditori sarebbero disposti a rimetterci di tasca propria pur di salvare il posto a qualcuno dei loro operai.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il problema è che i prodotti originali sono spesso troppo costosi, e rappresentano un sogno per molti di noi. Per cui, vista la somiglianza (pensa alle borse fendi o Krizia) che rende certi prodotti identici agli originali (vedi esempio appena fatto sulle borse da donna) molti preferiscono il prodotto contraffatto.
      Certo, non è giusto. Ma pensiamo anche un’altra cosa: non è nemmeno giusto che un prodotto firmato che ha comunque un costo di produzione di pochi euro venga venduto a 399.

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      • wwayne ha detto:

        Certamente, io stesso avevo messo in luce l’eccessiva sproporzione tra il costo di produzione dei prodotti di marca e il loro prezzo di vendita. Ma in tal caso preferisco comprare un prodotto di una marca meno prestigiosa anziché un prodotto contraffatto, per il motivo che ho spiegato nel mio commento precedente. Grazie per la risposta! 🙂

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      • cinziablackgore ha detto:

        …e spesso usano manodopera a basso costo e sfruttano il lavoro di gente che vive nella miseria! Che schifo…

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    • cinziablackgore ha detto:

      I profumi che costano un botto ci fanno pagare tutta la valanga di pubblicità che si fanno a dicembre e nel periodo che precede San Valentino e
      In realtà non sono altro che un po’di alcool e qualche essenza !

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      • wwayne ha detto:

        Certamente, io stesso avevo messo in luce l’eccessiva sproporzione tra il costo di produzione dei prodotti di marca e il loro prezzo di vendita. Ma in tal caso preferisco comprare un prodotto di una marca meno prestigiosa anziché un prodotto contraffatto, per il motivo che ho spiegato nel mio commento precedente. Grazie per la risposta, e buona notte! 🙂

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  3. silvia ha detto:

    Hai preso degli esempi eclatanti di contraffazione, ma ci sono falsi molto più raffinati e che si fa fatica a riconoscere, buona domenica!

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  4. Mi rattrista lo spreco di risorse naturali del nostro pianeta per produrre tutto questo ciarpame…

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  5. Ricordo un compagno, con jeans Lewis…

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  6. Tutti i colori del mio autunno🍁 ha detto:

    Uh ce n’erano d’ogni

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  7. Raffa ha detto:

    Ho letto l’articolo a cui rimandi: sai, non è detto che tutti sappiano che Chanel si scrive con la N…
    Personalmente mi sono sempre rifiutata di buttare un mucchio di soldi in capi firmati, ma non ho mai cercato nemmeno le imitazioni; mi sa da “vorrei, ma non posso”. A volte penso che le firme siano solo una grande presa in giro degli stilisti verso gli acquirenti. Non penso che un paio di jeans Levi’s valga oggettivamente più di un paio di jeans da bancarella, perlomeno non quanto vorrebbe far credere la differenza di prezzo.

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  8. LaMela777 ha detto:

    Vabbè ragazzi ma vi siete scordati gli zainetti “mandarancia”? Erano più famosi degli originali alla fine 🤣

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  9. Vittorio ha detto:

    Io ricordo le borse sportive “addas “

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  10. Per quanto riguarda i marchi più prestigiosi, adesso la differenza tra l’originale e la patacca é nel “disciplinare di produzione”, per cui potresti produrre una borsa Louis Vuitton in casa prendendo esattamente le stesse materie prime dagli stessi fornitori ufficiali e comunque non sarebbe una Louis Vuitton. Se tanto mi dà tanto, allora viva i mercati della domenica e le peggio pezze scrause, che sul Luigi Vittuone o sulle Ghess ci facciamo pure due risate…

    Sui profumi ho avuto uno strano approccio, tantissimi anni fa. Conobbi un pizzaiolo che nel tempo libero faceva rappresentanza di profumi equivalenti e l’aveva presa molto male, tipo avventisti del settimo giorno con il campionario sottobraccio…

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  11. vittynablog ha detto:

    Io siccome non faccio tanto caso alle marche, l’inverno scorso, in un negozio di sport, mi sono comprata un completo sportivo per uscire la mattina col cane. E’ una tuta nera con due strisce bianche laterali e una scritta,” empory ” a me è piaciuta molto, ma quando l’ha vista mia filia mi ha detto che quella era una copia di Armani…. e pazienza…tanto vado nel bosco col cane e la tua mi piace lo stesso!!!! 🙂

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  12. Neogrigio ha detto:

    ma tu sai quanta ignoranza c’è in giro? Forse la sottovaluti

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  13. Paola Bortolani ha detto:

    Ho poca esperienza ma, credimi, in genere gli oggetti valgono proprio quello che costano, tanto o poco che sia. La gente non è stupida, la maggior parte almeno. Ovviamente la leva pubblicitaria sui giovanissimi è potente

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