Sgrammaticando

La società si sta sgrammaticando.
Il parlare comune si sta sgrammaticando.
Anche il nostro modo di pensare si sta sgrammaticando, perché la meccanica di Twitter, SMS, WhatsApp & Co. tende ad una semplificazione del linguaggio, alla perdita delle sfumature linguistiche ed all’oblio delle regole grammaticali.

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41 risposte a Sgrammaticando

  1. Già da molto prima. Quando cominciai a lavorare nel 1976, il linguaggio comune era limitato. Io provenivo dal liceo classico ed ero abituata a esprimermi in un certo modo e spesso non mi capivano. Lavoravo tra ragionieri e geometri. Un giorno dissi a una collega che un certo lavoro andava eseguito in un modo pedissequo. Le spiegai cosa significasse facendo l’etimologia della parola. Lei si recò dal capo e spiegò che aveva eseguito pedissequamente il compito. Il capo rimase meravigliato e le chiese se sapesse cosa significava quella parola. Lei gli fornì l’etimologia. Da quel giorno guadagnò un bel po’ di punti.

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  2. Raffa ha detto:

    E certi insegnanti non aiutano per niente… Per non parlare dei modi di dire che copiamo pari pari dall’inglese, inserendoli a forza nella nostra bellissima lingua. E non parlo di parole straniere, ma di costrutti che si usano nella lingua inglese e che nella nostra stonano tantissimo: uno per tutti l’abitudine ormai radicata di dire “settimana prossima” anziché “la settimana prossima”, chiaramente derivata da next week. Ormai si legge sui giornali e si sente in tv quotidianamente.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Guarda, io sono completamente d’accordo, non sopporto – e cerco di non utilizzare – anglicismi quando abbiamo nella lingua italiana un termine equivalente.
      Ma anche le frasi derivate, come nel tuo esempio, storpiano la lingua.
      Non solo: anche alcuni sostantivi vengono di fatto storpiati. Mi viene in mente il termine “Governatore” utilizzato per descrivere il “Presidente della Regione”, che non ha senso a rigore di logica di venire utilizzato. Si tratta della “traduzione” del termine “Governator” che negli USA indica il presidente dei singoli Stati. E noi lo abbiamo copiato senza motivo.

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  3. I social sono l’antenna amplificatrice dell’ignoranza che da sempre alberga. Hanno creato tuttologi prima limitati all’essere i semplici scemi del villaggio.

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  4. Colorofuoridaimargini ha detto:

    È vero

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  5. Lo si vede già in alcuni blog. Buongiorno! 🙂

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  6. Massi Tosto ha detto:

    Ho poca esperienza con la scuola di oggi, mia figlia iniza domani la seconda elementare, ma avrei da dire molto, ma mi limito a confermare quello che dici

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  7. Vittorio ha detto:

    Chi sostituisce “ch” con la k dovrebbe essere riportato in scuola superiore e rifare l’esame di maturità

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  8. Martina ha detto:

    Molto hanno distrutto le app di messaggistica. Siamo portati a messaggi brevi e sintetici. Le stesse emotical sostituiscono interi periodi lessicali.
    Aborro sintetismi inguardabili, tipo k o x.

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  9. Neogrigio ha detto:

    mi sto sgrammaticando pure io a furia di parlare sempre inglese…

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  10. vittynablog ha detto:

    E èensare che la nostra lingua è bellissima. Per spiegare un fatto ci sono mille sfumature. Purtroppo oggi molti pretendono la sintesi e quindi ecco che il pensiero diventa meno elaborato, e pure le parole vengono ristrette. Basti pensare come si mandano i messaggini i ragazzi. Alle elementari poi non insegnano neppure più a scrivere in corsivo! Ora usa lo script se non erro e questo si che è grave! 😦

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  11. Centoquarantadue ha detto:

    Secondo me si deve distinguere: un conto è abbreviare una parola per far prima (io uso spesso Kmq per comunque), un conto è scrivere frasi prive di predicato verbale e anche di punteggiatura. Spesso nei commenti mi scrivono domande senza il punto interrogativo, e poi si lamentano se non capisco che era una domanda…

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io scrivo “cmq”.
      Non è solo il modo di scrivere, ma anche il fatto che si usano sempre gli stessi aggettivi e sostantivi.
      Non esiste più “delizioso” o “attraente”, per esempio, dato che “bello” vale per ogni cosa.

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  12. wwayne ha detto:

    Ad ogni Natale e Pasqua mando una mail di auguri alla professoressa con cui ho scritto la seconda tesi di laurea, e ne approfitto per parlarle un po’ anche del mio lavoro. Nella mail di auguri mandata a Pasqua 2017 le scrivevo:

    “Generalmente i temi dei miei ragazzi non mi soddisfano, perché prendono in esame dei temi giganteschi (l’amore, l’odio, la libertà, i diritti civili, l’onestà eccetera) e li liquidano in poche righe, trattandoli con una superficialità inaccettabile. A fregarli secondo me è il fatto che sono cresciuti nella società degli sms e dei tweet, e quindi sono abituati a dire tutto in due parole e via, non sono più capaci di sviluppare dei concetti in maniera articolata. Per molti di loro già riempire due colonne è un’impresa titanica. Io sto cercando di allenarli ad allungare il brodo, ma finora con scarsi risultati.”

    Nella mail di auguri mandata a Natale 2020 invece le ho scritto:

    “Ho rilevato molti progressi nei temi dei miei alunni, soprattutto sotto l’aspetto linguistico: magari non tutti riescono a partorire delle idee originali, ma noto che generalmente riescono ad esprimersi in un italiano chiaro e corretto, molto distante dalle frasi contorte e sintatticamente sgangherate a cui ero abituato nei miei primi anni di carriera. Anche gli errori ortografici e lo scarso uso della punteggiatura sono diventati dei difetti più rari. Probabilmente la lunga clausura forzata e la necessità di informarsi sul coronavirus ha portato i giovani a leggere molto di più rispetto a prima, e questo li ha portati ad una maggiore competenza linguistica. O forse ho avuto solo la fortuna di incontrare degli alunni con delle basi più solide della media, e quindi è inopportuno trarre da loro una conclusione di ordine generale. Quale che sia la spiegazione, sono molto contento del livello attuale delle mie classi, e spero che continuino su questa falsariga fino alla fine dell’anno.”

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il problema, oltre che di grammatica e sintassi, è anche legato al vocabolario.
      La brevità, e la velocità, con cui si comunica oggi, porta alla rimozione di aggettivi e sostantivi che prima venivano utilizzati senza problemi.
      Per esempio “delizioso” “fragrante” e “attraente” non esistono più, dato che i termini “bello” e “buono” vengono oramai utilizzati ovunque in tutte le accezioni.

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      • wwayne ha detto:

        Su Whatsapp la rapidità di risposta è fondamentale, quindi scrivi il primo aggettivo che ti viene in mente. E come hai detto tu, di norma ti salta in testa quello più banale, non quello più ricercato e ricco di sfumature. Grazie per la risposta, e buona settimana! 🙂

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  13. Paola Bortolani ha detto:

    Ho letto il termine nazigrammar, e lo faccio subito mio. Sto male fisicamente quando vedo un errore di grammatica o sintassi, sono troppo vecchia per adattarmi a certi cambiamenti. Comunque ricordo una bella vignetta che diceva “Ma il tempo che rispamiate a scrivere “ke” anzichè “che”, esattamente, come lo impiegate?”

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