Saturday Pop. Duran Duran: “Burning The Ground”

Gli anni ’80 hanno visto emergere tra i gruppi musicali di maggiore successo internazionale quello dei Duran Duran.
Sin dal loro esordio (“Planet Earth”, 2 febbraio 1981) i Duran Duran hanno dimostrato di piacere non solo per la loro presenza fisica e scenica, ma anche – e soprattutto – per le loro indubbie capacità musicali.

Il loro 1° album, intitolato proprio “Duran Duran”, esce il 15 giugno 1981, e raggiunge la posizione #3 in UK e la posizione #10 negli USA, diventando “disco di platino” in entrambi i Paesi, e vendendo complessivamente nel mondo circa 2 milioni di copie.

I successi si susseguono negli anni.
I Duran Duran sfornano negli anni ’80 un successo dietro l’altro, tra cui “Girls on Film”, “Save a Prayer”, “Is There Something I Should Know?” (1° in UK), “The Reflex” (1° in UK e negli USA), “The Wild Boys” (1° in ITA), “A View to a Kill” (colonna sonora dell’omonimo film di James Bond, 1° negli USA ed in ITA), “Notorious” (1° in ITA), “I Don’t Want Your Love” (anch’esso 1° in ITA).
Gli album ottengono successi incredibili di vendite e di apprezzamento, i Duran Duran negli anni ’80 sono diventati dei veri e propri “numeri 1” mondiali.

La formazione originale dei DD – composta da Simon Le Bon, Nick Rhodes, John Taylor, Roger Taylor ed Andy Taylor – subì negli anni alcune variazioni e ci furono anche alcuni progetti collaterali – “Arcadia” e “Power Station” – ma la loro carriera non subì comunque alcun rallentamento.

Gli anni ’80 per i Duran Duran finirono in bellezza: terminato l’album “Big Thing” (1988), iniziano le registrazioni per il successivo album “Liberty”, e nel frattempo pubblicano il loro 1° “best of”, intitolato “Decade”.
Il titolo “Decade” non è casuale: dal loro esordio del 1981 fino a “Decade” (che esce nel 1989), i DD hanno collezionato moltissimi dischi di successo, per quello che è senza dubbio per loro un decennio spettacolare ed irripetibile.
Nessun gruppo musicale pop/rock a livello mondiale negli ultimi anni ha ottenuto un successo paragonabile a quello che ebbero i Duran Duran negli anni ’80.

Per accompagnare l’uscita di “Decade”, i Duran Duran fanno uscire un singolo dal titolo “Burning The Ground”, che non è nient’altro che un “megamix” dei loro successi precedenti.

[Per “megamix” si intende un brano composto da elementi strumentali/vocali di altri dischi, in pratica una forma di “collage” musicale]

Nei 4 minuti di “Burning The Ground” troviamo dunque elementi strumentali di “Save A Prayer”, “Hungry Like the Wolf”, “Rio”, “The Reflex” e “The Wild Boys”, alcune parti vocali di “Girls on Film”, “The Wild Boys”, “Notorious”, “Planet Earth” e “The Reflex”, ed anche alcune intere frasi (“Can you hear me now?” da “Planet Earth”, “I tell you, somebody’s fooling around” da “The Reflex”, “The rhythm is the power” da “I Don’t Want Your Love”, ed il titolo “Burning The Ground” che viene estratto dal testo di “Hungry Like the Wolf”).
Completano il testo del brano alcune frasi tratte dal film “Barbarella” (dal quale – ricordiamo – i Duran Duran presero il loro nome: “Durand Durand” era il nome dello scienziato che compare nel film):

“Barbarella?”
“Mr. President!”
“Your Mission, find Durand Durand!”
“Just a minute, I’ll slip something on!”

Anche il video di “Burning The Ground” è composto nella quasi totalità da spezzoni dei loro video musicali precedenti.

Il lato-B di “Burning The Ground”, intitolato “Decadance”, è anch’esso un “megamix” per lo più strumentale, composto da parti strumentali/vocali di altri brani dei Duran Duran tra cui “All She Wants Is”, “Save a Prayer”, “Rio” e “Skin Trade”.

Duran Duran
Burning The Ground
12″
Anno: 1989
Casa discografica: EMI
Numero di catalogo: 12DD 13

A Burning The Ground
B1 Decadance
B2 Decadance (Extended Mix)

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24 risposte a Saturday Pop. Duran Duran: “Burning The Ground”

  1. Vittorio ha detto:

    I power station sono stati un supergruppo. Mi piacevano per lo stile è per il suono.
    Ammetto dì aver posseduto la cassetta dì Rio dei Duran Duran

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  2. Che classe! Mi sono piaciuti sempre…li ho visti in concerto in Arena ma anche in aeroporto quando sono ripartiti. 😉

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  3. Paola Pioletti ha detto:

    Bei tempi

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  4. silvia ha detto:

    Buon sabato, non mi sono mai piaciuti un granché.

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  5. Raffa ha detto:

    Io ero per gli Spandau, però qualcosa mi piace anche dei Duran

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  6. Martina ha detto:

    Hanno comunque accompagnato buona parte dei miei pomeriggi da adolescente. Ho adorato tutto quello che era vagamente anche solo musicale, alle medie. Senza i social, muovendosi su giornali settimanali, hanno tappezzato camerette e riempito musicassette intere. Come non urlare con Hungry like the wolf?

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  7. Massy ha detto:

    Sono stati i primi ad auto produrre tutti i loro lavori in studio.

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