La banca intorno a te

Negli anni ’90 e ’00, le banche hanno fatto di tutto per aprire sportelli ovunque, con la convinzione che un presidio “geografico” fosse propedeutico per avere una clientela più numerosa.
Almeno dalle mie parti, provincia di Padova, gli sportelli si sono moltiplicati a dismisura, e la mia banca (“Cassa di Risparmio”, poi “San Paolo IMI”, poi “Intesa San Paolo”) era in effetti la più diffusa, con un presidio del territorio effettuato in modo capillare.

Poi, negli anni ’10, le banche hanno iniziato a capire che con gli sportelli aumentavano i costi, non tanto i clienti. Il numero delle agenzie si è stabilizzato, ed anzi sono iniziate le prime riduzioni degli organici e le prime chiusure di agenzie “ridondanti” e ritenute non indispensabili.

L’aumentare delle operazioni on-line, la sempre più limitata diffusione del contante e per finire l’arrivo dell’indesiderato Covid-19 hanno fatto prendere alle banche una decisione drastica: chiudere tutte le agenzie non indispensabili, riduzione altrettanto drastica dell’organico, con accorpamenti, pre-pensionamenti e blocchi delle assunzioni.
A rimetterci è, come al solito, il cliente.

Io avevo 2 agenzie bancarie di riferimento.

La prima agenzia era a 50 metri dall’ufficio: comodissima per un prelievo di contante o per qualsiasi tipo di problema (bancomat, carta di credito, etc…).
L’agenzia è stata chiusa 6 mesi fa.
Poco male, ho un’altra agenzia a 300 metri da casa.

La seconda agenzia è appunto quella vicino a casa: comodissima non tanto per me, quanto per tutto il paese. Si tratta dell’unico sportello bancario della zona.
O, meglio, si trattava.
Ho scoperto pochi giorni fa che anche questo sportello è stato chiuso, di fatto privando tutto il paese della comodità di avere uno sportello bancario utile e facile da raggiungere.
Io ora non so dove andare per fare un semplice prelievo: mi tocca andare fino al comune limitrofo, ma devo andarci in auto. Quanto comodo era fare 2 passi e prelevare il contante necessario!
Ma tutto il mio paese ci rimette, non solo io. Già abbiamo l’ufficio postale aperto solo 3 mattine alla settimana (LUN-MER-VEN), ed ora ci troviamo anche senza sportello bancario.

Non so nemmeno se arrabbiarmi o no.
Non so nemmeno se valga la pena cambiare banca o no.
Per adesso ho solo la cattiva sensazione della mancanza di qualsiasi attenzione nei confronti dei clienti, ma a “loro” non credo importi nulla.

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39 risposte a La banca intorno a te

  1. The sent of a dry flower, Paola Pioletti ha detto:

    Esatto Andrew a loro di noi non importa nulla, ben detto!

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  2. wwayne ha detto:

    Ricordo che quando andai a Isernia rimasi impressionato dal fatto che, nonostante fosse uno dei centri abitati più grandi del Molise, non ci fosse neanche l’ombra di una banca. Quando le chiesi il perché di quest’anomalia, una signora del posto mi spiegò che al Sud nessuno si fida delle banche, e preferiscono mettere i soldi alle Poste. Considerata la frequenza con cui le banche falliscono e la spregiudicatezza con cui mettono a rischio i risparmi dei loro clienti, direi che i meridionali non hanno tutti i torti.

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  3. Passa alle poste presenti anche nel più sperduto paesello

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  4. Raffa ha detto:

    A me è capitato un bancomat che aveva finito il contante, allora sono entrata nella banca, che era aperta, e ho chiesto di prelevare allo sportello: mi hanno risposto che non fanno più la funzione prelievo o deposito, solo investimenti e roba di amministrazione. Era un’agenzia molto piccola, però una banca senza contante mi ha fatto ridere.

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  5. Neogrigio ha detto:

    no comment!!! potrei cadere nei soliti discorsi…

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  6. Vittorio ha detto:

    La mia banca è a un chilometro da casa. Per questo uso la sua app anche per prelevare contanti se sono in giro

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Ho notato che questo commento non era apparso nel reader.
      Mi viene il dubbio che possa accadere spesso e che possa sembrare che io snobbi alcuni commenti… Sorry.

      Ad ogni modo inizierò anch’io a cambiare metodo di prelievo, perché è vero che il contante lo uso sempre meno, ma avere alcune banconote in tasca è sempre necessario

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  7. silvia ha detto:

    La tua sensazione è più che giusta! Buon pomeriggio.

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  8. gaberricci ha detto:

    Il problema non è solo del cliente, ma anche dei dipendenti, direi… e comunque, non sei tu, non siamo noi, i clienti di cui alla banca interessa.

    P.S.: per altro, abbiamo la stessa banca… pur essendoci arrivati da traiettorie diversissime.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      I dipendenti ovviamente sono sempre meno, ma ho amici che lavorano in banca e non si parla di licenziamenti, ma solo di non assumere nessuno al posto di chi va in pensione, ed ultimamente sono andati in pensione in molti.

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  9. vittynablog ha detto:

    Non nutro buoni pensieri sulle banche. A noi cittadini, clienti, non pensano per niente. Conta solo il loro profitto…

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  10. fulvialuna1 ha detto:

    Ma non ci posso credere!
    Una follia che mette a disagio il cliente!

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  11. La Grazia ha detto:

    Non vorrei essere io a darti la brutta notizia ma credo la tua banca fosse fallita e la San Paolo l’avesse mangiata ops inglobata. E dire che sei a uno schioppo dalla Svizzera. Sono nella stessa situazione e non so se il mio gruzzolino è in buone mani

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  12. Paola Bortolani ha detto:

    Le tue ragioni sono comprensibili, meno certi commenti, mi chiedo la gente dove vive. La banca non è un esercizio di beneficenza, non è un’istituzione statale come le poste. E’ un’attività commerciale esattamente come il panettiere, o il negozio di alimentari che frequenti tu: deve fare utili altrimenti non sta in piedi, e le strategie che usa sono quelle di qualunque commerciante. Se le indovina bene, altrimenti va a bagno. Abituiamoci a pagare anche il caffè con la carta di credito , perchè no, che è senza commissioni per le cifre piccole.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Purtroppo molti POS hanno commissioni anche per pagamenti minimi, con quote fisse e quote percentuali.
      Negli USA per esempio questo non accade : il POS ha per l’esercente un costo fisso mensile, per cui ogni pagamento anche minimo per loro non ha costo diretto.
      Ho parlato con i titolari del negozio di alimentari sotto casa, per loro questo non accade.
      Ora: io non so se si tratta della loro banca o del loto contratto, fatto sta che per importi inferiori ai 5 euro chiedono sempre il contante.
      Sono d’accordo con te sulla necessità di usare la moneta elettronica più spesso possibile, ed io ne caldeggio l’uso con convinzione, ma spesso ciò non è possibile.

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